Il fatto che praticamente ogni testata giornalistica on-line, per postare un video, debba correlarlo di una serie di considerazioni totalmente inutili e spesso-se-non-sempre totalmente inadeguate, spesso-se-non-sempre scritte da gente che invece non sarebbe male che stesse con le mani lontane dalla tastiera (perché non è che siccome hai studiato SdC allora devi PER FORZA scrivere degli ultimi fenomeni di internet come se tu avessi tutto il background necessario per farlo, ché magari ancora parli dell'arte contemporanea col classico "eh, ma questo lo so fare anch'io". Coglione. O cogliona, stop al sessismo.), mi ha sempre irritato tantissimo.
Già pensavo di postare questi video da qualche giorno, questo è stato il trigger.
Questi sono i video, le considerazioni mettetecele voi, ché fare considerazioni sulla sessualità femminile all'epoca delle tette su tumblr e di quell'orrore che sono le 50 sfumature è ridicolo.
È consigliato sapere un minimo di lingua anglofona.
sabato 7 dicembre 2013
venerdì 6 dicembre 2013
Se questo post fosse un bimbo nato da una mia relazione sessuale dimenticata, non lo riconoscerei come mio. Giuro.
Post nato per purissimo errore. Volendo provare ad andare più a fondo (cosa che ormai è sempre più rara, quindi cerchiamo di dare l'esempio), è forse dettato dalla voglia di scrivere qualcosa e di non far morire di nuovo il blog per un anno e più come l'ultima volta (bell'esempio di merda, per indicare l'andare a fondo).
Comunque.
Stavo guardando questo video (molto bello, tratto da un disco che magari ne parlo tra qualche settimana nella famigerata classifica di fine anno):
e sono stato assalito dai ricordi dalle parole di una ragazza con la quale parlai qualche tempo fa, che mi disse che avrebbe volentierissimo spalancato le cosce al buon Julian Casablancas. Per la precisione, la cosa mi è stata ribadita da numerosi altri esemplari umani di sesso femminile. La cosa mi ha lasciato molto interdetto. Nel senso, anche io da quando ho cominciato a non guardare più la tv e i videoclip ho pensato, ascoltando un disco cantato/suonato da donne, che sarei volentieri "diventato una cosa sola" (prendendo in prestito un'espressione tanto cara ai dojinshi hentai) con codeste musiciste. Spesso e volentieri queste situazioni sono regolate da un'equazione nella quale all'aumentare del prodotto di talento e creatività del soggetto, aumentava la voglia di intrattenere con il soggetto una relazione di tipo sicuramente sessuale, saltuariamente anche di tipo matrimoniale. Però ecco, questo succede nel momento in cui tu scarichi il disco, lo metti su iTunes, tagghi bene le canzoni e lo ascolti senza farti troppi problemi. Quando magari arrivi ad elaborare la tua voglia di scopare con l'artista tipo al 10°-11° ascolto di questo tipo e, magari, quando nella copertina non c'è minimo cenno al viso dell'artista in questione. Nel senso, questa cosa con un disco di Justin Timberlake non può succedere. Ora neanche con un disco di Anna Calvi può succedere. Però magari può succedere con un Four Tet (ogni riferimento a cose o persone POTREBBE non essere casuale). Ma è quasi impossibile che questo succeda oggi, che in genere un gruppo nuovo lo scopri con la recensione su una rivista online in cui ti mettono qualsiasi link possibile, figurati se non ti mettono le foto. Io mi ero innamorato di Rachel degli Esben and the Witch finché non sono diventati abbastanza conosciuti da poter vantare dei video live su Youtube, e mi sono reso conto che, nonostante la bravura e tutto quanto, è un gabinetto senza coperchio. Continuo ad avere dubbi sulla mia attrazione per Anna Calvi, perché sì ok, è fantastica e tutto e ha anche una bocca così grande che quantomeno stuzzica la fantasia, però quando ne vedi le foto non è che ti sembri tutto questo splendore - Polly Jean Harvey, invece, rimane e rimarrà sempre meravigliosa e lussuriosa nonostante la bruttezza, non c'è niente da fare. Però gli Strokes sono diventati iper-famosi già col primo disco, erano dappertutto eccetereccetera. Nessuno è stato capace di sfuggire al faccione di Casablancas. Quindi, esaurita la carica erotica portata immancabilmente dalla sua musica (e posso capire), che cosa rimane? Cioè, mi sembra che se gli aveste tinto i capelli di azzurro lo potevate mettere a recitare ne La vita di Adele e nessuno avrebbe trovato nulla da ridire. C'ha una faccia da donna, nello specifico da donna brutta, e un paio d'occhiaie che si vedono dalla luna come la muraglia cinese. Perché? Che cosa c'ha di bello?
Boh.
Ah, giusto, sono eterosessuale.
Taccio e torno nel mio angolino buio, appartato e separato dal resto di voialtri.
Comunque.
Stavo guardando questo video (molto bello, tratto da un disco che magari ne parlo tra qualche settimana nella famigerata classifica di fine anno):
e sono stato assalito dai ricordi dalle parole di una ragazza con la quale parlai qualche tempo fa, che mi disse che avrebbe volentierissimo spalancato le cosce al buon Julian Casablancas. Per la precisione, la cosa mi è stata ribadita da numerosi altri esemplari umani di sesso femminile. La cosa mi ha lasciato molto interdetto. Nel senso, anche io da quando ho cominciato a non guardare più la tv e i videoclip ho pensato, ascoltando un disco cantato/suonato da donne, che sarei volentieri "diventato una cosa sola" (prendendo in prestito un'espressione tanto cara ai dojinshi hentai) con codeste musiciste. Spesso e volentieri queste situazioni sono regolate da un'equazione nella quale all'aumentare del prodotto di talento e creatività del soggetto, aumentava la voglia di intrattenere con il soggetto una relazione di tipo sicuramente sessuale, saltuariamente anche di tipo matrimoniale. Però ecco, questo succede nel momento in cui tu scarichi il disco, lo metti su iTunes, tagghi bene le canzoni e lo ascolti senza farti troppi problemi. Quando magari arrivi ad elaborare la tua voglia di scopare con l'artista tipo al 10°-11° ascolto di questo tipo e, magari, quando nella copertina non c'è minimo cenno al viso dell'artista in questione. Nel senso, questa cosa con un disco di Justin Timberlake non può succedere. Ora neanche con un disco di Anna Calvi può succedere. Però magari può succedere con un Four Tet (ogni riferimento a cose o persone POTREBBE non essere casuale). Ma è quasi impossibile che questo succeda oggi, che in genere un gruppo nuovo lo scopri con la recensione su una rivista online in cui ti mettono qualsiasi link possibile, figurati se non ti mettono le foto. Io mi ero innamorato di Rachel degli Esben and the Witch finché non sono diventati abbastanza conosciuti da poter vantare dei video live su Youtube, e mi sono reso conto che, nonostante la bravura e tutto quanto, è un gabinetto senza coperchio. Continuo ad avere dubbi sulla mia attrazione per Anna Calvi, perché sì ok, è fantastica e tutto e ha anche una bocca così grande che quantomeno stuzzica la fantasia, però quando ne vedi le foto non è che ti sembri tutto questo splendore - Polly Jean Harvey, invece, rimane e rimarrà sempre meravigliosa e lussuriosa nonostante la bruttezza, non c'è niente da fare. Però gli Strokes sono diventati iper-famosi già col primo disco, erano dappertutto eccetereccetera. Nessuno è stato capace di sfuggire al faccione di Casablancas. Quindi, esaurita la carica erotica portata immancabilmente dalla sua musica (e posso capire), che cosa rimane? Cioè, mi sembra che se gli aveste tinto i capelli di azzurro lo potevate mettere a recitare ne La vita di Adele e nessuno avrebbe trovato nulla da ridire. C'ha una faccia da donna, nello specifico da donna brutta, e un paio d'occhiaie che si vedono dalla luna come la muraglia cinese. Perché? Che cosa c'ha di bello?
Boh.
Ah, giusto, sono eterosessuale.
Taccio e torno nel mio angolino buio, appartato e separato dal resto di voialtri.
venerdì 25 ottobre 2013
Satisfaction doesn't feel like just a memory anymore, Alexuccio mio
In primis, mi scuso per il fatto che, se tutto è rimasto come l'ultima volta che ho postato, voi non possiate vedere le volte che vado a capo, ma magari troverò un modo.
È un periodo che sto notando, dalla mia sporadica e lurkica (passatemi l'orripilante anglicismo - anglicismo?) permanenza sul social network più noto a noi tutti, una tendenza a voler necessariamente essere ipercritici verso qualsiasi cosa sia incredibilmente o in maniera incredibilmente veloce arrivato ad essere conosciuto da molti, visto che la parola "famoso" è veramente grossa, oramai praticamente sempre. Film, canzoni o gruppi, fumettisti, serie tv. Ora, non ho fatto i nomi ma sono certo che, almeno per un paio di essi, non serve neanche che io li dica, ci siamo capiti, occhiolini e sgomitate e via. Ora, non dubito che quelli che muovono queste critiche pensino e sentano veramente quello che poi scrivono su facebook, ma la cosa mi pare un tantino forzata. Dicevamo, qualsiasi cosa inizi vagamente ad essere mainstream, è nel mirino. Epperò, la miglior canzone che potremo sentire di qui a diversi anni è una canzone pacchianamente mainstream - vorrei dire "da qui a diversi lustri", ma sono ottimista e non lo faccio.
R U Mine? degli Arctic Monkeys.
A CAPO
"Essì", direte voi, "lo sappiamo tutti che sei un fanboy impenitente", e io risponderò "sì vostro onore, quante Ave Maria prima di andare a casa?". Però lo è, è una canzone straordinaria.
A CAPO
Partiamo da un gioco a capirci. Suppongo che, se state leggendo questo post, la vostra curiosità musicale si spinge un attimino oltre la solita playlist di radio 105 e il vostro concerto preferito non sia stato quello all'Arena di Verona di Ligabue. Bene. Ciò detto, questa canzone è la prima canzone rock veramente eccezionale che sento da diversi anni. Ma rock in senso buono, nel senso in cui si dice rock intendendo il pop dei Beatles, dei Flaming Lips, di David Bowie. Il rock che era odiato dalla chiesa e dall'opinione pubblica nell'epoca e nei luoghi narrati da Mad Men. Quello generalmente leggero e spensierato, quello che la vita non la prende seriamente tanto non ne esci vivo (cliché 1 partito, comandante). Non che l'altro rock non abbia dato niente, eh, mica li lascio da parte i vari Leonard Cohen, GY!BE, Nirvana, R.E.M., John Coltrane, Tool, My Bloody Valentine, Radiohead, Elliott Smith e compagnia, i miei dischi preferiti probabilmente stanno in quest'elenco piuttosto che nell'altro, ma chi non capisce che The Soft Bullettin è un paradigma di vita piuttosto che una semplice raccolta di canzoni non ha capito molto di come stare al mondo, io credo. Per dirla facendo una citazione per iniziati ai Tool, il rock a cui ci si riferisce non è tanto la Lateralus, quanto la Rosetta Stoned. Non tanto Third Eye, quanto Die Eier von Satan. R U Mine? è il meglio che si possa trovare per fondamentalmente 4 motivi: A CAPO
1) I suoni. C'è chi dice addirittura primi Black Sabbath. Una figata. A CAPO
2) I testi. Alex Turner è il miglior lyric writer della nostra generazione, e magari dopo faccio qualche esempio in più di questa cosa. A CAPO
3) Il mood della canzone. Sì primi Black Sabbath, sì testo splendido (colgo l'occasione per ribadire ancora una volta che testo splendido ≠ testo profondo, non è che chi non è De Andrè e scrive testi impegnati e/o tristezza non sia un grandissimo scrittore. Se tutti i romanzi fossero di Pessoa la letteratura sarebbe considerata in maniera differente), ma è una canzone da arena, una canzone "bright" nonostante i richiami sabbiosi scuola QOTSA (magari poi torno pure su 'sto punto), una canzone per saltarci su, una canzone per gasarsi nonostante sia una canzone d'amore (l'amore è bello amici). Esattamente, cosa volete di meglio dalla vita? Se c'è qualcosa di meglio, giuro che non ne sapevo nulla, e comunque non credo ci sia. A CAPO
4) È una canzone grandiosa. No, perché spesso la gente di cui parlavo all'inizio si dimentica che il fattore primigeneo per attribuire una certa Bellezza (capital B) ad una cosa "bassa" come una canzone pop è proprio la bellezza della canzone. E questa ne ha da regalare, di bellezza. A CAPO, CHE È FINITO L'ELENCO
Ok, getto la maschera. Estendete tutto questo anche al resto del disco. È un disco strepitoso. E sto per finire gli aggettivi, non ho potuto fare le scuole alte. Allora, riprendiamo quella storia dell'elenco. I suoni. I Black Sabbath li abbiamo già detti, ma li ripeto ancora perché si sentono veramente tanto in certi pezzi. Poi i riverberi in Arabella che ti rimandano direttamente dai Black Sabbath ai primissimi Pink Floyd, quelli che si drogavano per davvero. Poi le chitarre di Mad Sounds che sono rubate dai Velvet Underground. Poi l'ultima parte di Mad Sounds che usa gli UH LALLALLA' come solo i Beatles sono stati capaci di fare. Poi chiaramente, usando un'espressione cara ai migliori recensori, tutti questi tributi senza snaturarsi, senza risultare ridicoli e senza snaturare il loro, di suono - e i casi sono due: o siete sorpresi di questo o siete abituati. Ci torniamo, once again. A CAPO
I testi. Ecco, io qui esco di testa. Per ogni singola canzone del disco vi potrei citare almeno 4-5 versi da standing ovation, da gotha delle lyrics, molto più adatte ad un tatuaggio che non la solita frase sui sogni o sul vivere la vida loca. Preso atto che il testo di I Wanna Be Yours non è di Alex Turner ma di un poeta di impronta punk (quando si sarebbe potuto tranquillamente pensare il contrario, vista la qualità a cui ci ha abituato Alexuccio mio fin dal miserrimo video di I Bet You Look Good che passavano su Flux nella tarda estate del 2005 ben prima che ne parlasse XL - c'eravate?), io vi sfido a trovare una sola canzone che non vanti un testo così pregno di quel black humor, di quella brilliantezza e di quell'acume di cui solo i migliori inglesi sono capaci. Sì, QUEI migliori inglesi, non facciamo gli gnorri. Se inizi il disco con "There's this tune I found that makes me think of you somehow and I play it on repeat/Until I fall asleep/Spilling drinks on my settee" c'è da ben sperare, ma è anche problematico mantenersi sugli stessi standard. Poi c'è l'ormai famigerata R U Mine? che, una volta entrata in circolo, ha il testo più fomentante che io ricordi dai tempi di Pantera, Rage Against the Machine e alcune cose dei Blur. Arabella ha un passaggio del genere: "Arabella's got some interstellar-gator skin boots/And a helter skelter 'round her little finger and I ride it endlessly/She's got a Barbarella silver swimsuit/And when she needs to shelter from reality she takes a dip in my daydreams" (questo finisce veramente col botto) e ci sono almeno altre due strofe (ovvero tutte le altre, LOLZ) che sono quantomeno paragonabili a questa. No. 1 Party Anthem è una delle più belle e grottesche cronache rock mai fatte, vedere/sentire/leggere per credere, Mad Sounds c'ha gli UH LALLALLA', ragà, ma ne vogliamo anche parlare?, seriamente?, Why'd You Only Call Me When You're High? ha un testo che è un ca-po-la-vo-ro, punto, Snap Out of It ha i versi "Forever isn't for everyone/Is forever for you?" che da soli sono meglio di intere discografie di gruppi blasonati come profeti del rock di qualità, e I Wanna Be Yours è magistrale nel mischiare falsa morale, sottomissione e sincera devozione for dummies. Ed è punto, game, set e match. A CAPO
Sul mood non ci sarebbe molto altro da dire, a questo punto (a questo punto, in realtà, la mia speranza è che quantomeno abbiate acceso Spotify e lo stiate cercando) e, se proprio vogliamo dire qualcosa per fare i puntigliosi, è splendido anche l'ordine delle canzoni, spezzato in due e piegato su sé stesso dal duo centrale No. 1 Party Anthem+Mad Sounds.
E poi c'è l'ultimo punto che, forse, è quello che mi lascia più sbalordito di tutti (oh ragà, "sbalordito". Ho tirato fuori "sbalordito". Pensavo di aver finito 'sti paroloni arcaici, e invece...). Questa gente è al quinto album. Anzi, per la precisione al quinto album in 7 anni. Se ci pensate non è una cosa così scontata. Punto primo: questo è un gruppo dell'epoca delle new sensation che NME sponsorizzava un tramonto sì e l'altro pure. Mi contate quanti di questi gruppi sono rimasti altrettanto sulla cresta dell'onda da allora? I Monkeys, gli Horrors (altri fuoriclasse, non a caso), i Franz Ferdinand (fuoriclasse ma che dalla loro hanno un'età media molto più alta dei diretti concorrenti, e questo potrebbe voler dire più di qualcosa), e poi? I Bloc Party? Pf. Gli Hives? Seh, come no, e 'sta ceppa di minchia non ce la metti? E all'epoca di questi gruppetti chiamiamolo-indie-rock nato dopo gli intrecci di chitarra di Is This It? ce n'erano a secchiate. Tutti estinti, uno dopo l'altro. Gli Arctic Monkeys non solo sono rimasti, ma sono diventati una delle massime realtà del panorama rock mondiale. Certo, a patto che si consideri la musica che si sa essere buona. Sento di gente che spende bei soldi per vedere ancora Nine Inch Nails o Queens of the Stone Age, nonostante l'evidente, lapalissiana, ovvia squagliatura delle rispettive menti creatrici, solo perché sono dei residui gloriosi ed ancora vivi dei tardi anni '90 o dei primi '00. Ovviamente mica parlo di quelli che vanno a vedere Muse o Foo Fighters, eh, parlo di gente comunque abbastanza rispettabile. Però seriamente, prendiamo la celebre apertura delle Olimpiadi, no?, ok, c'era un sacco di gente che ha cantato una canzone, sì, i Kaiser Chief che mi ero dimenticato prima, per esempio, ma se è per questo una canzone l'hanno cantata pure gli One Direction per evidenti esigenze di sponsor. Però sono le scimmie che hanno cantato la loro hit assoluta (che, a detta loro, è tale per status quo, ma il momento migliore dei loro live è proprio R U Mine?, sarà un caso) e uno dei simboli maggiori della musica inglese e quindi, per traslato, della musica pop tutta. Ora, dopo aver precisato la straordinarietà, intesa come non ordinerietà, del fattore-quinto-album-di-un-gruppo-indie-rock-nato-dopo-gli-Strokes (sarebbe bellissimo mutuare dal cristianesimo l'espressione a. S. e d. S, antre Strokes e dopo Strokes), c'è da sottolineare il fatto che questi quattro raghezzini hanno fatto ogni volta un album molto diverso dal loro precedente. Ogni disco degli Arctic Monkeys era sempre una disco degli Arctic Monkeys, ma non era una semplice variazione sul tema del bestseller Whatever People Say I Am, blablabla, perché a quel punto sarebbe stato facile. Prima hanno "appesantito" emotivamente e snellito chitarristicamente la formula con Favourite Worst Nightmare, album sottovalutatissimo (altra espressione molto cara agli intellettuali delle webzine fino a 4-5 anni fa), per poi deflagrare dopo l'approccio sessuale con Josh Homme che, evidentemente, in fase di produzione è uno che il suo lavoro lo fa da dio. Quest'influenza, questo marchio a fuoco e sabbia, ha accompagnato le scimmie dal 2009 e non li ha lasciati né con Suck It and See, né tantomeno con AM. Mi potete venire a dire in qualsiasi modo che quello del 2011 è un capolavoro del brit-pop duro e puro, e io non avrei mica nulla da obiettare, ma non si può negare il fatto che i suoni desertici che ci hanno fatto amare la Sky Valley non si sentano, o che l'influenza non abbia modellato alcune canzoni, un certo modo di scrivere testi di Turner, perfino alcuni modi di suonare del fido batterista, per non parlare delle linee di basso e della presenza di quell'organetto che fa tanto Golden Bay fine anni '60. E non è che dici, tanto questi hanno avuto un casino di tempo per perfezionarsi, per sperimentare fino ad arrivare alla quadratura del cerchio: macché, oh! Cinque album (più un side project di Alexuccio e un suo EP di colonna sonora - MERAVIGLIOSO) dal 2006 ad oggi. Lavori in corso.
E poi, parliamoci negli occhi, li avete visti i video dei loro live? Una rockstar che diverte a questo modo, che arriva sul palco evidentemente su di giri, che sbaglia canzone da attaccare (Bologna 2011, i was there perché nel 2009 l'aereo costava troppo), che si pettina i capelli ingelatinati tra una canzone e l'altra,che all'iTunes Festival dimentica le parole di 505, che fa battute stupende tra una canzone e l'altra e che si muove in quella maniera impacciata, volutamente paracula e adorabile dal fondo del cuore, una figura così, dicevo, dove altro la trovate? Un sorriso sornione come quello di Alex mentre canta R U Mine?, sempre lei ancora lei, chi ve lo replica? È una rockstar. E di rockstar così si sente una mancanza bastarda.
A CAPO
You got me baby, are you mine?
Ah, oh, figata, si vedono gli A CAPO
È un periodo che sto notando, dalla mia sporadica e lurkica (passatemi l'orripilante anglicismo - anglicismo?) permanenza sul social network più noto a noi tutti, una tendenza a voler necessariamente essere ipercritici verso qualsiasi cosa sia incredibilmente o in maniera incredibilmente veloce arrivato ad essere conosciuto da molti, visto che la parola "famoso" è veramente grossa, oramai praticamente sempre. Film, canzoni o gruppi, fumettisti, serie tv. Ora, non ho fatto i nomi ma sono certo che, almeno per un paio di essi, non serve neanche che io li dica, ci siamo capiti, occhiolini e sgomitate e via. Ora, non dubito che quelli che muovono queste critiche pensino e sentano veramente quello che poi scrivono su facebook, ma la cosa mi pare un tantino forzata. Dicevamo, qualsiasi cosa inizi vagamente ad essere mainstream, è nel mirino. Epperò, la miglior canzone che potremo sentire di qui a diversi anni è una canzone pacchianamente mainstream - vorrei dire "da qui a diversi lustri", ma sono ottimista e non lo faccio.
R U Mine? degli Arctic Monkeys.
A CAPO
"Essì", direte voi, "lo sappiamo tutti che sei un fanboy impenitente", e io risponderò "sì vostro onore, quante Ave Maria prima di andare a casa?". Però lo è, è una canzone straordinaria.
A CAPO
Partiamo da un gioco a capirci. Suppongo che, se state leggendo questo post, la vostra curiosità musicale si spinge un attimino oltre la solita playlist di radio 105 e il vostro concerto preferito non sia stato quello all'Arena di Verona di Ligabue. Bene. Ciò detto, questa canzone è la prima canzone rock veramente eccezionale che sento da diversi anni. Ma rock in senso buono, nel senso in cui si dice rock intendendo il pop dei Beatles, dei Flaming Lips, di David Bowie. Il rock che era odiato dalla chiesa e dall'opinione pubblica nell'epoca e nei luoghi narrati da Mad Men. Quello generalmente leggero e spensierato, quello che la vita non la prende seriamente tanto non ne esci vivo (cliché 1 partito, comandante). Non che l'altro rock non abbia dato niente, eh, mica li lascio da parte i vari Leonard Cohen, GY!BE, Nirvana, R.E.M., John Coltrane, Tool, My Bloody Valentine, Radiohead, Elliott Smith e compagnia, i miei dischi preferiti probabilmente stanno in quest'elenco piuttosto che nell'altro, ma chi non capisce che The Soft Bullettin è un paradigma di vita piuttosto che una semplice raccolta di canzoni non ha capito molto di come stare al mondo, io credo. Per dirla facendo una citazione per iniziati ai Tool, il rock a cui ci si riferisce non è tanto la Lateralus, quanto la Rosetta Stoned. Non tanto Third Eye, quanto Die Eier von Satan. R U Mine? è il meglio che si possa trovare per fondamentalmente 4 motivi: A CAPO
1) I suoni. C'è chi dice addirittura primi Black Sabbath. Una figata. A CAPO
2) I testi. Alex Turner è il miglior lyric writer della nostra generazione, e magari dopo faccio qualche esempio in più di questa cosa. A CAPO
3) Il mood della canzone. Sì primi Black Sabbath, sì testo splendido (colgo l'occasione per ribadire ancora una volta che testo splendido ≠ testo profondo, non è che chi non è De Andrè e scrive testi impegnati e/o tristezza non sia un grandissimo scrittore. Se tutti i romanzi fossero di Pessoa la letteratura sarebbe considerata in maniera differente), ma è una canzone da arena, una canzone "bright" nonostante i richiami sabbiosi scuola QOTSA (magari poi torno pure su 'sto punto), una canzone per saltarci su, una canzone per gasarsi nonostante sia una canzone d'amore (l'amore è bello amici). Esattamente, cosa volete di meglio dalla vita? Se c'è qualcosa di meglio, giuro che non ne sapevo nulla, e comunque non credo ci sia. A CAPO
4) È una canzone grandiosa. No, perché spesso la gente di cui parlavo all'inizio si dimentica che il fattore primigeneo per attribuire una certa Bellezza (capital B) ad una cosa "bassa" come una canzone pop è proprio la bellezza della canzone. E questa ne ha da regalare, di bellezza. A CAPO, CHE È FINITO L'ELENCO
Ok, getto la maschera. Estendete tutto questo anche al resto del disco. È un disco strepitoso. E sto per finire gli aggettivi, non ho potuto fare le scuole alte. Allora, riprendiamo quella storia dell'elenco. I suoni. I Black Sabbath li abbiamo già detti, ma li ripeto ancora perché si sentono veramente tanto in certi pezzi. Poi i riverberi in Arabella che ti rimandano direttamente dai Black Sabbath ai primissimi Pink Floyd, quelli che si drogavano per davvero. Poi le chitarre di Mad Sounds che sono rubate dai Velvet Underground. Poi l'ultima parte di Mad Sounds che usa gli UH LALLALLA' come solo i Beatles sono stati capaci di fare. Poi chiaramente, usando un'espressione cara ai migliori recensori, tutti questi tributi senza snaturarsi, senza risultare ridicoli e senza snaturare il loro, di suono - e i casi sono due: o siete sorpresi di questo o siete abituati. Ci torniamo, once again. A CAPO
I testi. Ecco, io qui esco di testa. Per ogni singola canzone del disco vi potrei citare almeno 4-5 versi da standing ovation, da gotha delle lyrics, molto più adatte ad un tatuaggio che non la solita frase sui sogni o sul vivere la vida loca. Preso atto che il testo di I Wanna Be Yours non è di Alex Turner ma di un poeta di impronta punk (quando si sarebbe potuto tranquillamente pensare il contrario, vista la qualità a cui ci ha abituato Alexuccio mio fin dal miserrimo video di I Bet You Look Good che passavano su Flux nella tarda estate del 2005 ben prima che ne parlasse XL - c'eravate?), io vi sfido a trovare una sola canzone che non vanti un testo così pregno di quel black humor, di quella brilliantezza e di quell'acume di cui solo i migliori inglesi sono capaci. Sì, QUEI migliori inglesi, non facciamo gli gnorri. Se inizi il disco con "There's this tune I found that makes me think of you somehow and I play it on repeat/Until I fall asleep/Spilling drinks on my settee" c'è da ben sperare, ma è anche problematico mantenersi sugli stessi standard. Poi c'è l'ormai famigerata R U Mine? che, una volta entrata in circolo, ha il testo più fomentante che io ricordi dai tempi di Pantera, Rage Against the Machine e alcune cose dei Blur. Arabella ha un passaggio del genere: "Arabella's got some interstellar-gator skin boots/And a helter skelter 'round her little finger and I ride it endlessly/She's got a Barbarella silver swimsuit/And when she needs to shelter from reality she takes a dip in my daydreams" (questo finisce veramente col botto) e ci sono almeno altre due strofe (ovvero tutte le altre, LOLZ) che sono quantomeno paragonabili a questa. No. 1 Party Anthem è una delle più belle e grottesche cronache rock mai fatte, vedere/sentire/leggere per credere, Mad Sounds c'ha gli UH LALLALLA', ragà, ma ne vogliamo anche parlare?, seriamente?, Why'd You Only Call Me When You're High? ha un testo che è un ca-po-la-vo-ro, punto, Snap Out of It ha i versi "Forever isn't for everyone/Is forever for you?" che da soli sono meglio di intere discografie di gruppi blasonati come profeti del rock di qualità, e I Wanna Be Yours è magistrale nel mischiare falsa morale, sottomissione e sincera devozione for dummies. Ed è punto, game, set e match. A CAPO
Sul mood non ci sarebbe molto altro da dire, a questo punto (a questo punto, in realtà, la mia speranza è che quantomeno abbiate acceso Spotify e lo stiate cercando) e, se proprio vogliamo dire qualcosa per fare i puntigliosi, è splendido anche l'ordine delle canzoni, spezzato in due e piegato su sé stesso dal duo centrale No. 1 Party Anthem+Mad Sounds.
E poi c'è l'ultimo punto che, forse, è quello che mi lascia più sbalordito di tutti (oh ragà, "sbalordito". Ho tirato fuori "sbalordito". Pensavo di aver finito 'sti paroloni arcaici, e invece...). Questa gente è al quinto album. Anzi, per la precisione al quinto album in 7 anni. Se ci pensate non è una cosa così scontata. Punto primo: questo è un gruppo dell'epoca delle new sensation che NME sponsorizzava un tramonto sì e l'altro pure. Mi contate quanti di questi gruppi sono rimasti altrettanto sulla cresta dell'onda da allora? I Monkeys, gli Horrors (altri fuoriclasse, non a caso), i Franz Ferdinand (fuoriclasse ma che dalla loro hanno un'età media molto più alta dei diretti concorrenti, e questo potrebbe voler dire più di qualcosa), e poi? I Bloc Party? Pf. Gli Hives? Seh, come no, e 'sta ceppa di minchia non ce la metti? E all'epoca di questi gruppetti chiamiamolo-indie-rock nato dopo gli intrecci di chitarra di Is This It? ce n'erano a secchiate. Tutti estinti, uno dopo l'altro. Gli Arctic Monkeys non solo sono rimasti, ma sono diventati una delle massime realtà del panorama rock mondiale. Certo, a patto che si consideri la musica che si sa essere buona. Sento di gente che spende bei soldi per vedere ancora Nine Inch Nails o Queens of the Stone Age, nonostante l'evidente, lapalissiana, ovvia squagliatura delle rispettive menti creatrici, solo perché sono dei residui gloriosi ed ancora vivi dei tardi anni '90 o dei primi '00. Ovviamente mica parlo di quelli che vanno a vedere Muse o Foo Fighters, eh, parlo di gente comunque abbastanza rispettabile. Però seriamente, prendiamo la celebre apertura delle Olimpiadi, no?, ok, c'era un sacco di gente che ha cantato una canzone, sì, i Kaiser Chief che mi ero dimenticato prima, per esempio, ma se è per questo una canzone l'hanno cantata pure gli One Direction per evidenti esigenze di sponsor. Però sono le scimmie che hanno cantato la loro hit assoluta (che, a detta loro, è tale per status quo, ma il momento migliore dei loro live è proprio R U Mine?, sarà un caso) e uno dei simboli maggiori della musica inglese e quindi, per traslato, della musica pop tutta. Ora, dopo aver precisato la straordinarietà, intesa come non ordinerietà, del fattore-quinto-album-di-un-gruppo-indie-rock-nato-dopo-gli-Strokes (sarebbe bellissimo mutuare dal cristianesimo l'espressione a. S. e d. S, antre Strokes e dopo Strokes), c'è da sottolineare il fatto che questi quattro raghezzini hanno fatto ogni volta un album molto diverso dal loro precedente. Ogni disco degli Arctic Monkeys era sempre una disco degli Arctic Monkeys, ma non era una semplice variazione sul tema del bestseller Whatever People Say I Am, blablabla, perché a quel punto sarebbe stato facile. Prima hanno "appesantito" emotivamente e snellito chitarristicamente la formula con Favourite Worst Nightmare, album sottovalutatissimo (altra espressione molto cara agli intellettuali delle webzine fino a 4-5 anni fa), per poi deflagrare dopo l'approccio sessuale con Josh Homme che, evidentemente, in fase di produzione è uno che il suo lavoro lo fa da dio. Quest'influenza, questo marchio a fuoco e sabbia, ha accompagnato le scimmie dal 2009 e non li ha lasciati né con Suck It and See, né tantomeno con AM. Mi potete venire a dire in qualsiasi modo che quello del 2011 è un capolavoro del brit-pop duro e puro, e io non avrei mica nulla da obiettare, ma non si può negare il fatto che i suoni desertici che ci hanno fatto amare la Sky Valley non si sentano, o che l'influenza non abbia modellato alcune canzoni, un certo modo di scrivere testi di Turner, perfino alcuni modi di suonare del fido batterista, per non parlare delle linee di basso e della presenza di quell'organetto che fa tanto Golden Bay fine anni '60. E non è che dici, tanto questi hanno avuto un casino di tempo per perfezionarsi, per sperimentare fino ad arrivare alla quadratura del cerchio: macché, oh! Cinque album (più un side project di Alexuccio e un suo EP di colonna sonora - MERAVIGLIOSO) dal 2006 ad oggi. Lavori in corso.
E poi, parliamoci negli occhi, li avete visti i video dei loro live? Una rockstar che diverte a questo modo, che arriva sul palco evidentemente su di giri, che sbaglia canzone da attaccare (Bologna 2011, i was there perché nel 2009 l'aereo costava troppo), che si pettina i capelli ingelatinati tra una canzone e l'altra,che all'iTunes Festival dimentica le parole di 505, che fa battute stupende tra una canzone e l'altra e che si muove in quella maniera impacciata, volutamente paracula e adorabile dal fondo del cuore, una figura così, dicevo, dove altro la trovate? Un sorriso sornione come quello di Alex mentre canta R U Mine?, sempre lei ancora lei, chi ve lo replica? È una rockstar. E di rockstar così si sente una mancanza bastarda.
A CAPO
You got me baby, are you mine?
Ah, oh, figata, si vedono gli A CAPO
lunedì 15 aprile 2013
Digital Love
Ricordo chiaramente di aver sentito alla radio Around the World quando uscì (probabilmente il mio massimo interesse, all'epoca, era trovare Poggi e Volpi nelle figurine dei chewing gum, avrò avuto 8 anni massimo 9) e rimasi colpito dal fatto che questi qua avessero fatto una canzone intera usando solo 3 parole senza fare un cagatone colossale. Voi direte "tutto questo a 8-9 anni?", e io risponderò "a quanto pare sì", tanto che non sono normale è una cosa risaputa da tempo.
Il ricordo successivo è di qualche anno dopo, quando, nella gloriosa 126 di mio padre, Radio Norba passava spesso e volentieri One More Time. La canzone mi piaceva, non sapevo che fosse di quelli di Around the World (probabilmente manco ricordavo della loro esistenza) e di lì a poco mi sarei perso nei meandri delle tamarrate di Hit Mania Dance e arrivederci a tutti.
Poi sono arrivati "i tempi maturi" (!) e quindi, all'uscita, Robot Rock e Technologic mi gasarono abbastanza, ma ero troppo preso dalla musica rock dura-e-pura-che-se-non-suoni-uno-strumento-quella-non-è-manco-musica-a-momenti per rendermi conto di quanto.
Poi, col tempo, ascoltai i dischi e l'amore fu completo. Certo, Human After All non era esattamente lo Spirito Santo, ma diciamo che si è comunque sentito di peggio. Poi hanno fatto la colonna sonora di Tron, e la passione è un po' calata. Poi ho ascoltato Alive '07 e la passione sembrava non essere calata mai neanche un secondo. Anzi. Poi le voci sui concerti estivi, uno coi Justice come supporter, mi aveva fatto ribollire non vi dico cosa non vi dico dove. Poi alcune voci sull'uscita di un nuovo disco; si parlava di 2009-2010, più o meno. Poi niente.
Poi qualche tempo fa questo:
E il panico è partito prepotentemente. Poi la nuova versione del sito. Poi i cartelloni sparsi per il mondo. Poi questi video (che cotinueranno ad uscire, penso).
Aggiornamento del 15/04/2013
E poi ieri mattina la bomba. Chiaro che ti aspetti bella roba, in particolare dopo aver visto questi video. E poi la bomba. Al Coachella sono fortunati.
(versione migliore)
Mi sono sinceramente emozionato. Visibilmente. Liquidamente.
Non vedo l'ora.
Tra l'altro, simpatico il tour americano, no?
(Quasi due anni che non scrivevo. Che uomo inutile, che sono.) (Ah, ovviamente in questo tempo di nullafacenza mi hanno cambiato le impostazioni di blogspot e ora nel post che state leggendo non sono mai andato a capo. Non è colpa mia, lo giuro, vostro onore, sono stato incastrato.)
Poi qualche tempo fa questo:
E il panico è partito prepotentemente. Poi la nuova versione del sito. Poi i cartelloni sparsi per il mondo. Poi questi video (che cotinueranno ad uscire, penso).
Aggiornamento del 15/04/2013
E poi ieri mattina la bomba. Chiaro che ti aspetti bella roba, in particolare dopo aver visto questi video. E poi la bomba. Al Coachella sono fortunati.
(versione migliore)
Mi sono sinceramente emozionato. Visibilmente. Liquidamente.
Non vedo l'ora.
Tra l'altro, simpatico il tour americano, no?
(Quasi due anni che non scrivevo. Che uomo inutile, che sono.) (Ah, ovviamente in questo tempo di nullafacenza mi hanno cambiato le impostazioni di blogspot e ora nel post che state leggendo non sono mai andato a capo. Non è colpa mia, lo giuro, vostro onore, sono stato incastrato.)
martedì 5 luglio 2011
Una cosa che ancora non ho ben capito perché sto scrivendo
Mi sembra di fare la mia stessa caricatura. Non scrivevo da inizio gennaio e la cosa mi fa alquanto schifo, visto quanto tengo a questo blog (il motivo per il quale poi ci tenga è sconosciuto anche alle forze più potenti dell'Universo). Il fatto è che, se prima il problema è stato il tirocinio schifoso, adesso è lo scazzo generalizzato, una situazione universitaria che è quello che è perché fondamentalmente non c'ho voglia di studiare, cosa che inevitabilmente porta alla classica voglia di mandare tutto a puttane che precede la laurea.
Inoltre, il grosso problema (per me, almeno) è un mezzo litigio/non litigio con quelli che praticamente considero la mia famiglia, gente che conosco da almeno 10 anni, rivelatisi - forse loro malgrado, chi vivrà vedrà - persone abbastanza deludenti per problemi volendo anche più deludenti; o meglio: non è che si siano rivelati persone così merdose, quanto piuttosto hanno avuto reazioni ben codificate come risposta a determinati problemi sentimentali, per diversi che siano: reazioni, insomma, terribilmente banali, che non mi sarei aspettato da persone intelligenti quali sono. E chiaramente, siccome non è che siamo su questa terra per fare solo cose intelligenti, e anzi, si va sempre più (spesso) incontro alla situazione stereotipica del dilemma del porcospino, anche dopo quello che sembrava un chiarimento - cosa che mi ha portato, inutile negare - felicità e tante laGrime di giuoia, la situazione è rimasta quantomeno disagevole e io ci sto male perché sono senzibbile e sendimendale.
Ok.
Detto questo, non ho idea del perché stia scrivendo questo post, se non per scopo puramente terapeutico, quindi vediamo di parlare anche di cose belle.
Ho letto parecchi libri. Se fino a febbraio, più o meno, sono stato impantanato (mai finora avevo trovato un pantano così dolce, oh) con quel monolite stupendo che è Infinite Jest (di cui devo comprare un saggio che lo analizza, non vedo l'ora), una volta finite le 1400 pagine di cui sopra ho letto abbastanza. Francamente, a pensarci, non ricordo neanche cosa ho letto, eccezion fatta per il saggio di Foster Wallace su Federer e per American Psycho (TERRIBILE, TERRIBILE, TERRIBILE, nel senso che è bello ma che non rileggerei mai più nella vita mia). Ah, sì, e ho letto pure tutto Kenshiro, prestatomi gentilmente da un virtuoso volontario. Bello anche lui, e non ho neanche accusato questo fantomatico calo verticale della qualità alla fine della "prima serie". Sarà che dopo che hai letto Dragon Ball o Naruto sei pronto a tutto, però boh...
American Psycho mi è abbastanza rimasto impresso (in maniera negativa) perché l'ho finito di leggere mentre ero fuori per il concerto più solitario che abbia mai fatto. Chiaramente con "concerto" non intendo il live in sé per sé, intendo proprio la spedizione. Alla fine in quel di Roma ho conosciuto anche persone simpaticissime e che vorrei incontrare ancora, è che proprio l'arrivo in città e la fuga sono state abbastanza XXXXXX (inserire un aggettivo straniante a caso). Avrò passato da solo, in giro tra aeroporti, commesse di dubbia intelligenza e strade deserte boh, qualcosa come 18 ore, più o meno. Che va bene che ascolto musica sonosciuta e volendo pure difficile da farsi piacere, ma dai oh, mica ascolto musique concrete, se pò pure fa' lo sforzo. Ah, giusto per informazione, ero andato a vedere gli Esben and the Witch, gruppo che mi ha letteralmente fatto uscire pazzo. Non era ancora capitato che un gruppo esordiente mi abbia spinto a comprare tutto quello che di fisico avesse rilasciato; ora ho sia i due singoli in vinile, sia il disco in edizione speciale col bonus cd sia la prima maglietta che hanno stampato, e sono stato idiota a non farmi autografare nulla. Però a questo rimedierò la prossima volta che tornano in Italia, cazzo, non ho neanche una foto con Rachel <3.
Anzi, visto che qualche utilità 'sto post la deve pur avere:
Questo qui è il disco, pigghiatevelo.
Poi l'altra cosa che in questi mesi (ho già detto che mi faccio schifo?), oltre alle lezioni di Semiotica dei media, che sono state veramente illuminanti, per certi versi, sono stati due film: il primo è 2001: Odissea nello spazio, su cui non mi soffermo perché insomma, siamo seri. Il secondo è The Tree Of Life.
Cosa vi posso dire? Andate, correte, fiondatevi a vederlo, veloci. Chiaramente al cinema, e sono monotono e lo so.
Non vi racconto la trama, ma non perché non voglio che scopriate nulla del film o cosa, è solo che la trama è veramente ma veramente ignorabile, è solo il pretesto per tutto quello che ne consegue. Davvero, io sono andato a vederlo due volte al cinema e tra qualche giorno andrò a vederlo per la terza, voi approfittato del fatto che in questo periodo quasi tutti i cinema fanno le rassegne estive e andate a vederlo, non fatevelo sfuggire per nessun motivo al mondo. Per me è stata un'esperienza davvero grossa, anche perché molti degli stratagemmi usati nel film sono delle mie mezze passioni da parecchio tempo, penso per esempio alle immagini cosmiche o naturali usate.

Poi voglio dire, un film che finisce sulla copertina di un giornale che si chiama C+ Filosofia... dai, qualcosa qualcosa di speciale dovrà pur averlo. Tra l'altro su Linus di Maggio l'hanno recensito, Tree Of Life, con un articolo veramente eccezionale, che se non fosse l'una e mezza mi metterei a trascrivere, perché è veramente bello.
E niente, io volendo concluderei qui il mio delirantissimo post inutile.
Magari la prossima volta vedo di parlare di qualcosa di più interessante, visto anche che a breve (oddio, più o meno) dovrò fare l'esame di cinema e sarò quindi costretto a vedermi praticamente tutta la filmografia di Hitchcock. Brrr, che schifo, ma è vecchio, ma i film sono vecchi, ma stanno gli effetti speciali?, ma sono in bianco e nero!, bleah, no, vediteli tu piuttosto, io voglio Harry Potter o un film bello in 3D, che schifo.
Anzi, però visto che mi sento abbastanza schifoso ad andarmene così, qui ci sono due cosette da scaricare, due che mi hanno flashato abbastanza (non metto Jamie Woon perché quello ve lo dovete scoprire da soli, che cazzo, mi voglio pure poter vantare di avere il cd autografato).
Roba non richiesta pt. 1 (Burial - Street Halo)
Roba non richiesta pt. 2 (Duffstep - Getting To Sirius)
Inoltre, il grosso problema (per me, almeno) è un mezzo litigio/non litigio con quelli che praticamente considero la mia famiglia, gente che conosco da almeno 10 anni, rivelatisi - forse loro malgrado, chi vivrà vedrà - persone abbastanza deludenti per problemi volendo anche più deludenti; o meglio: non è che si siano rivelati persone così merdose, quanto piuttosto hanno avuto reazioni ben codificate come risposta a determinati problemi sentimentali, per diversi che siano: reazioni, insomma, terribilmente banali, che non mi sarei aspettato da persone intelligenti quali sono. E chiaramente, siccome non è che siamo su questa terra per fare solo cose intelligenti, e anzi, si va sempre più (spesso) incontro alla situazione stereotipica del dilemma del porcospino, anche dopo quello che sembrava un chiarimento - cosa che mi ha portato, inutile negare - felicità e tante laGrime di giuoia, la situazione è rimasta quantomeno disagevole e io ci sto male perché sono senzibbile e sendimendale.
Ok.
Detto questo, non ho idea del perché stia scrivendo questo post, se non per scopo puramente terapeutico, quindi vediamo di parlare anche di cose belle.
Ho letto parecchi libri. Se fino a febbraio, più o meno, sono stato impantanato (mai finora avevo trovato un pantano così dolce, oh) con quel monolite stupendo che è Infinite Jest (di cui devo comprare un saggio che lo analizza, non vedo l'ora), una volta finite le 1400 pagine di cui sopra ho letto abbastanza. Francamente, a pensarci, non ricordo neanche cosa ho letto, eccezion fatta per il saggio di Foster Wallace su Federer e per American Psycho (TERRIBILE, TERRIBILE, TERRIBILE, nel senso che è bello ma che non rileggerei mai più nella vita mia). Ah, sì, e ho letto pure tutto Kenshiro, prestatomi gentilmente da un virtuoso volontario. Bello anche lui, e non ho neanche accusato questo fantomatico calo verticale della qualità alla fine della "prima serie". Sarà che dopo che hai letto Dragon Ball o Naruto sei pronto a tutto, però boh...
American Psycho mi è abbastanza rimasto impresso (in maniera negativa) perché l'ho finito di leggere mentre ero fuori per il concerto più solitario che abbia mai fatto. Chiaramente con "concerto" non intendo il live in sé per sé, intendo proprio la spedizione. Alla fine in quel di Roma ho conosciuto anche persone simpaticissime e che vorrei incontrare ancora, è che proprio l'arrivo in città e la fuga sono state abbastanza XXXXXX (inserire un aggettivo straniante a caso). Avrò passato da solo, in giro tra aeroporti, commesse di dubbia intelligenza e strade deserte boh, qualcosa come 18 ore, più o meno. Che va bene che ascolto musica sonosciuta e volendo pure difficile da farsi piacere, ma dai oh, mica ascolto musique concrete, se pò pure fa' lo sforzo. Ah, giusto per informazione, ero andato a vedere gli Esben and the Witch, gruppo che mi ha letteralmente fatto uscire pazzo. Non era ancora capitato che un gruppo esordiente mi abbia spinto a comprare tutto quello che di fisico avesse rilasciato; ora ho sia i due singoli in vinile, sia il disco in edizione speciale col bonus cd sia la prima maglietta che hanno stampato, e sono stato idiota a non farmi autografare nulla. Però a questo rimedierò la prossima volta che tornano in Italia, cazzo, non ho neanche una foto con Rachel <3.
Anzi, visto che qualche utilità 'sto post la deve pur avere:
Questo qui è il disco, pigghiatevelo.
Poi l'altra cosa che in questi mesi (ho già detto che mi faccio schifo?), oltre alle lezioni di Semiotica dei media, che sono state veramente illuminanti, per certi versi, sono stati due film: il primo è 2001: Odissea nello spazio, su cui non mi soffermo perché insomma, siamo seri. Il secondo è The Tree Of Life.
Cosa vi posso dire? Andate, correte, fiondatevi a vederlo, veloci. Chiaramente al cinema, e sono monotono e lo so.
Non vi racconto la trama, ma non perché non voglio che scopriate nulla del film o cosa, è solo che la trama è veramente ma veramente ignorabile, è solo il pretesto per tutto quello che ne consegue. Davvero, io sono andato a vederlo due volte al cinema e tra qualche giorno andrò a vederlo per la terza, voi approfittato del fatto che in questo periodo quasi tutti i cinema fanno le rassegne estive e andate a vederlo, non fatevelo sfuggire per nessun motivo al mondo. Per me è stata un'esperienza davvero grossa, anche perché molti degli stratagemmi usati nel film sono delle mie mezze passioni da parecchio tempo, penso per esempio alle immagini cosmiche o naturali usate.

Poi voglio dire, un film che finisce sulla copertina di un giornale che si chiama C+ Filosofia... dai, qualcosa qualcosa di speciale dovrà pur averlo. Tra l'altro su Linus di Maggio l'hanno recensito, Tree Of Life, con un articolo veramente eccezionale, che se non fosse l'una e mezza mi metterei a trascrivere, perché è veramente bello.
E niente, io volendo concluderei qui il mio delirantissimo post inutile.
Magari la prossima volta vedo di parlare di qualcosa di più interessante, visto anche che a breve (oddio, più o meno) dovrò fare l'esame di cinema e sarò quindi costretto a vedermi praticamente tutta la filmografia di Hitchcock. Brrr, che schifo, ma è vecchio, ma i film sono vecchi, ma stanno gli effetti speciali?, ma sono in bianco e nero!, bleah, no, vediteli tu piuttosto, io voglio Harry Potter o un film bello in 3D, che schifo.
Anzi, però visto che mi sento abbastanza schifoso ad andarmene così, qui ci sono due cosette da scaricare, due che mi hanno flashato abbastanza (non metto Jamie Woon perché quello ve lo dovete scoprire da soli, che cazzo, mi voglio pure poter vantare di avere il cd autografato).
Roba non richiesta pt. 1 (Burial - Street Halo)
Roba non richiesta pt. 2 (Duffstep - Getting To Sirius)
martedì 26 ottobre 2010
Elegance
E' un periodo che sto molto scazzato e, volendo esagerare, anche un po' depresso.
Lungi da me consigliare o parlare di libri: non sono così intellettuale e colto da poter distinguere un buon prodotto da un prodotto meno buono. Quindi non lo farò.
In questi ultimi giorni mi sta tenendo compagnia un anime molto elegante (scusate la ripetizione), rilassante, ma non per questo meno profondo e intimo: Bartender.
Come avrete intuito, è ambientato in un bar, e la presenza fissa della serie è appunto il barista, il bartender. Questa però non è altro che una presenza, non è il fulcro della vicenda. Ogni puntata, perlomeno stando a dove sono arrivato io, narra la vicenda di un personaggio diverso, dalla nipote nostalgica al manager, che per un motivo o per un altro trova rifugio nell'Eden Hall e conforto in uno dei cocktail o dei drink preparati dal bartender. Il vero protagonista infatti è proprio l'alcohol, in tutte le sue declinazioni e in tutti i suoi gusti. Ed è per questo motivo, infatti, che nell'anime non si lesina assolutamente della per niente occulta pubblicità ai marchi più eccellenti, dalla vodka SKYY al Disaronno, che credo saranno stati ben contenti di sganciare quattrini, vista l'ottima pubblicità che gli si fa. Inoltre poi alla fine di ogni puntata c'è anche la "ricetta" per preparare il cocktail padrone della puntata appena conclusa.
Insomma, non c'ho molta voglia di scrivere, quindi vi lascio il link e buona notte, vedetevela voi perchè vale la pena.
La serie, ancora inedita in Italia, è tradotta dai Karanaze Italian Fansub:
Karanaze Italian Fansub - Bartender

Mi raccomando, non fatevela scappare.
Poi, soprattutto, una volta finita la puntata avrete una voglia matta di metter su un disco di buon jazz. Ed è una sensazione impagabile.
Lungi da me consigliare o parlare di libri: non sono così intellettuale e colto da poter distinguere un buon prodotto da un prodotto meno buono. Quindi non lo farò.
In questi ultimi giorni mi sta tenendo compagnia un anime molto elegante (scusate la ripetizione), rilassante, ma non per questo meno profondo e intimo: Bartender.
Come avrete intuito, è ambientato in un bar, e la presenza fissa della serie è appunto il barista, il bartender. Questa però non è altro che una presenza, non è il fulcro della vicenda. Ogni puntata, perlomeno stando a dove sono arrivato io, narra la vicenda di un personaggio diverso, dalla nipote nostalgica al manager, che per un motivo o per un altro trova rifugio nell'Eden Hall e conforto in uno dei cocktail o dei drink preparati dal bartender. Il vero protagonista infatti è proprio l'alcohol, in tutte le sue declinazioni e in tutti i suoi gusti. Ed è per questo motivo, infatti, che nell'anime non si lesina assolutamente della per niente occulta pubblicità ai marchi più eccellenti, dalla vodka SKYY al Disaronno, che credo saranno stati ben contenti di sganciare quattrini, vista l'ottima pubblicità che gli si fa. Inoltre poi alla fine di ogni puntata c'è anche la "ricetta" per preparare il cocktail padrone della puntata appena conclusa.Insomma, non c'ho molta voglia di scrivere, quindi vi lascio il link e buona notte, vedetevela voi perchè vale la pena.
La serie, ancora inedita in Italia, è tradotta dai Karanaze Italian Fansub:
Karanaze Italian Fansub - Bartender

Mi raccomando, non fatevela scappare.
Poi, soprattutto, una volta finita la puntata avrete una voglia matta di metter su un disco di buon jazz. Ed è una sensazione impagabile.
sabato 2 ottobre 2010
Loverman
Ancora pubblicità, ma stavolta musicale.

(se volete la copertina in una risoluzione maggiore, andate qui)
Loverman - Human Nurture
Non starò qui ad introdurveli io come ho fatto in diversi forum e su Facebook paragonandoli al Teatro Degli Orrori e definendo li come una loro versione migliore e più incazzata e dark. E' sempre valida questa cosa, però può essere anche un pò sviante.
Per cui, vi posto un articolo (articolo grazie al quale li ho scoperti anche io, per altro) ben più esaustivo di quanto potrei esserlo io per chiarirvi le idee:
Vade retro Loverman (Panopticon Mag).
Gruppo che, come detto nell'articolo, non ha pubblicato niente se non un singolo e un EP (anche se si trova una canzone non compresa in nessuno di essi, misteri della vita), se continuano a mantenere lo standard dei suddetti, all'uscita dell'album potrebbero spaccare la scena, e la cosa mi attizza particolarmente. Ah, si. L'EP è mixato da Joe Barresi, non so se mi spiego.
Vi lascio gli unici due video che si trovano e poi il download.
Crypt Tonight (prima traccia dell'EP)
Barbs live @HOXTON BAR AND KITCHEN (non preoccupatevi, la qualità è buonissima e il montaggio del video anche meglio)
Loverman download
(se volete la copertina in una risoluzione maggiore, andate qui)
Loverman - Human Nurture
Non starò qui ad introdurveli io come ho fatto in diversi forum e su Facebook paragonandoli al Teatro Degli Orrori e definendo li come una loro versione migliore e più incazzata e dark. E' sempre valida questa cosa, però può essere anche un pò sviante.
Per cui, vi posto un articolo (articolo grazie al quale li ho scoperti anche io, per altro) ben più esaustivo di quanto potrei esserlo io per chiarirvi le idee:
Vade retro Loverman (Panopticon Mag).
Gruppo che, come detto nell'articolo, non ha pubblicato niente se non un singolo e un EP (anche se si trova una canzone non compresa in nessuno di essi, misteri della vita), se continuano a mantenere lo standard dei suddetti, all'uscita dell'album potrebbero spaccare la scena, e la cosa mi attizza particolarmente. Ah, si. L'EP è mixato da Joe Barresi, non so se mi spiego.
Vi lascio gli unici due video che si trovano e poi il download.
Crypt Tonight (prima traccia dell'EP)
Barbs live @HOXTON BAR AND KITCHEN (non preoccupatevi, la qualità è buonissima e il montaggio del video anche meglio)
Loverman download
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lunedì 27 settembre 2010
C'hai 20 anni, che vai facendo?
Negli ultimi tempi, ma in particolare negli ultimi giorni, sto leggendo diversi fumetti. Inoltre sempre più spesso quando ho un attimo di tempo mi metto sulle scan inglesi e mi metto a tradurre robe. Ci sto dando dentro, insomma.
E la cosa bella è che sto leggendo opere che mi soddisfano sempre. Ovviamente non parlo di robe tipo Soul Eater o Naruto o chissà quale altra cagata shonen mazzate-allenamento-mazzate-riprendersi-allenamento-mazzate-pausa-boss finale-conclusione. Parlo di robe serie.
E questo post nasce un pò dalla voglia di fare pubblicità, per una volta.
In primis, quello che secondo me è il più valoroso team di scanlation in lingua italiana: le Post-Tamago Translations. Questo è un team che praticamente mi ha cresciuto, nel senso che è stato il primo che ho conosciuto e seguito, e rilasciava già da qualcosa come 5-6 anni fa progetti di enorme fattura. Se a 15 anni cominci a leggere, oltre alle uscite cartacee, Beck, Pluto, Suicide Club, le storie brevi di Sadamoto e di Shin Takahashi beh, è un bel crescere. Poche settimane fa ho scoperto che sono ancora in attività e che iniziano nuovi progetti, non vi dico la felicità. Poi molti di questi progetti sembrano pure interessanti.
Ecco, purtroppo hanno un grosso difetto: quello di lasciare spesso sospesi i progetti che iniziano. E spesso i progetti che iniziano, l'ho già detto ma meglio ripeterlo una volta in più, sono clamorosi. Penso a cose eccezionali come Helter Skelter, come Believers o come Me & The Devil Blues che, seppur magari progetti brevi, di uno-due volumi o poco più, sono lasciati con pochi capitoli all'attivo. Certo, c'è sempre la combo MangaUpdates+Stoptazmo che risolvono i problemi, però comunque leggere certe cose in italiano fa sempre più piacere.
Altre due realtà interessantissime sono dei blog di due "amici di forum" che hanno deciso di mettersi in proprio con una quantità limitata di progetti, probabilmente per garantire una regolarità più precisa.
Il primo (in ordine cronologico) è Mondo 12, gestito appunto da Sensei12. Per il momento gli unici progetti sono Bambino!, intrigante serie sulla cucina, completata in Giappone in 15 volumi e da cui è stato anche tratto un drama(una serie cioè con attori in carne e ossa) e Arakawa Under The Bridge, serie comica stavolta ancora in corso in patria e arrivata adesso a 10 volumi. Quest'ultima non ho ancora potuto leggerla, ma Bambino! lo consiglio, è veramente ottimo.
L'altro blog è del sensei Abu, Kanran Traduzioni Spa, nato da pochissimo. Nato probabilmente in concomitanza con l'annuncio della serializzazione di una seconda serie di Genshiken, che il gestore del blog intendeva serializzare. I progetti che infatti vi si troveranno, perlomeno per il momento, saranno appunto questa seconda serie di Genshiken (ancora non iniziata in Giappone, diamo tempo al tempo) e GIN TO KIN - ARGENTO E ORO di Nobuyuki Fukumoto (autore di cui ho letto davvero pochissimo ma che da quel poco mi ha esaltato tremendamente), di cui è già disponibile il primo capitolo.
A questo punto MI faccio pubblicità.
Questo è il forum del team per cui "lavoro" come traduttore, questo (cliccare qui) è il link.

E facciamo tanti bei progetti :D
Io personalmente traduco/tradurrò Worst (shonen fenomenale, altro che le jumpate), Homunculus (LOL), Dragon Head, un paio di progetti brevi di Tsutomu Takahashi, e sto per iniziare a tradurre tutto quello che trovo di Jiro Matsumoto e Billy Bat, come progetti più immediati, poi si vedrà.
Buona lettura.
E la cosa bella è che sto leggendo opere che mi soddisfano sempre. Ovviamente non parlo di robe tipo Soul Eater o Naruto o chissà quale altra cagata shonen mazzate-allenamento-mazzate-riprendersi-allenamento-mazzate-pausa-boss finale-conclusione. Parlo di robe serie.
E questo post nasce un pò dalla voglia di fare pubblicità, per una volta.
In primis, quello che secondo me è il più valoroso team di scanlation in lingua italiana: le Post-Tamago Translations. Questo è un team che praticamente mi ha cresciuto, nel senso che è stato il primo che ho conosciuto e seguito, e rilasciava già da qualcosa come 5-6 anni fa progetti di enorme fattura. Se a 15 anni cominci a leggere, oltre alle uscite cartacee, Beck, Pluto, Suicide Club, le storie brevi di Sadamoto e di Shin Takahashi beh, è un bel crescere. Poche settimane fa ho scoperto che sono ancora in attività e che iniziano nuovi progetti, non vi dico la felicità. Poi molti di questi progetti sembrano pure interessanti.
Ecco, purtroppo hanno un grosso difetto: quello di lasciare spesso sospesi i progetti che iniziano. E spesso i progetti che iniziano, l'ho già detto ma meglio ripeterlo una volta in più, sono clamorosi. Penso a cose eccezionali come Helter Skelter, come Believers o come Me & The Devil Blues che, seppur magari progetti brevi, di uno-due volumi o poco più, sono lasciati con pochi capitoli all'attivo. Certo, c'è sempre la combo MangaUpdates+Stoptazmo che risolvono i problemi, però comunque leggere certe cose in italiano fa sempre più piacere.
Altre due realtà interessantissime sono dei blog di due "amici di forum" che hanno deciso di mettersi in proprio con una quantità limitata di progetti, probabilmente per garantire una regolarità più precisa.
Il primo (in ordine cronologico) è Mondo 12, gestito appunto da Sensei12. Per il momento gli unici progetti sono Bambino!, intrigante serie sulla cucina, completata in Giappone in 15 volumi e da cui è stato anche tratto un drama(una serie cioè con attori in carne e ossa) e Arakawa Under The Bridge, serie comica stavolta ancora in corso in patria e arrivata adesso a 10 volumi. Quest'ultima non ho ancora potuto leggerla, ma Bambino! lo consiglio, è veramente ottimo.
L'altro blog è del sensei Abu, Kanran Traduzioni Spa, nato da pochissimo. Nato probabilmente in concomitanza con l'annuncio della serializzazione di una seconda serie di Genshiken, che il gestore del blog intendeva serializzare. I progetti che infatti vi si troveranno, perlomeno per il momento, saranno appunto questa seconda serie di Genshiken (ancora non iniziata in Giappone, diamo tempo al tempo) e GIN TO KIN - ARGENTO E ORO di Nobuyuki Fukumoto (autore di cui ho letto davvero pochissimo ma che da quel poco mi ha esaltato tremendamente), di cui è già disponibile il primo capitolo.
A questo punto MI faccio pubblicità.
Questo è il forum del team per cui "lavoro" come traduttore, questo (cliccare qui) è il link.

E facciamo tanti bei progetti :D
Io personalmente traduco/tradurrò Worst (shonen fenomenale, altro che le jumpate), Homunculus (LOL), Dragon Head, un paio di progetti brevi di Tsutomu Takahashi, e sto per iniziare a tradurre tutto quello che trovo di Jiro Matsumoto e Billy Bat, come progetti più immediati, poi si vedrà.
Buona lettura.
venerdì 10 settembre 2010
We're so small and useless
Usate come colonna sonora questa canzone (purtroppo è lunga e l'hanno dovuta dividere in due video) e ammirate le immagini meravigliose del link sottostante.
Questo è il link:
ESO - Top 100 Images
A costo di ripetermi, siamo veramente piccoli e inutili. Ridicoli anche, se penso al nostro continuo atteggiarci.
Questo è il link:
ESO - Top 100 Images
A costo di ripetermi, siamo veramente piccoli e inutili. Ridicoli anche, se penso al nostro continuo atteggiarci.
lunedì 30 agosto 2010
Sayonara
Sono successe tante cose in questo mese passato dall'ultimo post. Tante.
E' uscito il disco degli Arcade Fire, saliscendi relazionali, il diRockato, tante tante cose che non starò qui ad elencare. Però di tante cose, come al solito, è una quella che di solito rimane più impressa.
E anche questa volta è un decesso.
Riporto di seguito la lettera lasciata dal Signor Satoshi Kon prima di lasciare il nostro sudicio mondo.
18 Maggio di quest’anno, un giorno che non potrò mai dimenticare.
Un cardiologo del Musashino Red Cross Hospital ha formulato la seguente diagnosi:
"Si tratta di cancro al pancreas all’ultimo stadio, che si è già esteso con diverse metastasi ossee.
Le rimangono al massimo sei mesi di vita".
Io e mia moglie lo ascoltammo assieme. Era una sorte così grave e inaspettata che entrambi riuscivamo appena a sostenerla.
Ero abituato a pensare, in tutta onestà, che "non posso farci nulla se muoio da un giorno all'altro". Ciononostante, è accaduto tutto così improvviso.
Di sicuro, c'erano stati dei segnali. Due o tre mesi prima avevo avuto forti dolori in diversi punti della schiena e all'inguine; avevo perso forza nella gamba destra e mi riusciva difficile camminare, per questo andavo da un agupunturista e da un chiropratico, senza che però mi sentissi meglio. E quindi dopo essermi sottoposto a una risonanza magnetica, a un PET-CT e ad altri strumenti di precisione, giunse l'improvviso annuncio del poco tempo che mi rimaneva.
Era come se la morte mi fosse giunta alle spalle prima ancora che potessi rendermene conto, e non c'era assolutamente niente che io potessi fare per cambiare le cose.
Dopo la diagnosi di cancro io e mia moglie valutammo ogni tentativo possibile di estendere la mia vita. Era letteralmente una questione di vita o di morte. Ricevemmo il supporto di amici fedeli e di forti alleati. Declinai ogni cura contro il cancro, e cercai di vivere con una visione del mondo leggermente diversa dalla norma. Il fatto che rifiutassi ciò che in genere ci si “attendeva come normale" mi sembrò qualcosa in armonia con i miei modi fare consueti.
Non ho mai veramente pensato di appartenere alla maggioranza, ed era lo stesso anche per le cure mediche, come per qualsiasi altra cosa. "Perché non cercare di continuare a vivere secondo i miei propositi, invece!". Tuttavia, proprio come quando cerco di creare un nuovo progetto di un film, la forza di volontà di una persona soltanto non era quello che ci voleva.
La malattia avanzava incessantemente, giorno dopo giorno.
D'altro canto, come appartenente alla società, ho accettato almeno la metà di ciò che la società in genere ritiene che sia giusto. Pago le tasse. Sono ben lontano dal riconoscermi come un cittadino dignitoso, tuttavia mi sento pienamente parte della società nipponica.
Di conseguenza, ad eccezione di ciò che avevo bisogno di fare per estendere la mia vita, secondo il mio punto di vista, tentai anche di preparare tutte le cose necessarie per "essere pronto a morire come si conviene".
Tuttavia, non credo di esserci riuscito.
Ma una delle cose che feci fu di allestire, avvalendomi della collaborazione di due amici di cui potevo fidarmi, una società che gestisse questioni come quelle del misero numero di copyright che detenevo. Un'altra cosa fu quella di assicurarmi che mia moglie ricevesse ogni singolo bene che possedevo, e per questo redissi un testamento. Ovviamente, non che pensassi che qualcuno avrebbe avuto da ridire sulla mia eredità o cose simili, ma volevo essere certo che mia moglie, che ero costretto a lasciare in questo mondo, non avesse nulla di cui preoccuparsi; e comunque volevo togliermi ogni ansia di dosso, proprio io che ero in procinto di spiccare un piccolo balzo verso lassù, prima di dovermene andare.
Di tutta la documentazione necessaria per portare avanti questo compito, che né io né mia moglie eravamo in grado di fare compiutamente, se ne occuparono celermente alcuni meravigliosi amici.
Più tardi, quando sviluppai la polmonite e mi ritrovai di già di fronte alla morte, misi la mia firma sul testamento e pensai che se fossi morto in quel luogo, in quel preciso momento, non ci sarebbe stato nulla da fare.
"Ah...finalmente posso morire".
Dopotutto, ero stato portato in ambulanza al Musashino Red Cross Hospital soltanto due giorni prima che ciò accadesse; e sempre in ambulanza vi giunsi ancora una volta il giorno successivo. Persino io dovevo essere ricoverato e sottopormi a diverse visite e controlli medici.
L’esito di quegli esami fu di polmonite, con liquido nei polmoni: quando senza mezzi termini lo chiesi al medico, la risposta che ricevetti fu molto sistematica e professionale, e in un certo qual modo gli ero grato di ciò.
"Potrebbe resistere ancora uno o due giorni... ma persino se sopravvivesse a tutto questo, probabilmente le rimarrebbe da vivere fino alla fine del mese".
Mentre ascoltavo, pensai "Sembra quasi che mi stia illustrando le previsioni del tempo", ma invece la situazione era terribile.
Era il 7 luglio.
Fu decisamente un Tanabata crudele.
E lo decisi proprio in quel momento.
Volevo morire a casa.
So che facendolo avrei dato parecchio disturbo alle persone che mi curavano, ma chiesi loro comunque di trovare un modo per farmi uscire da lì e tornare a casa. [Ci riuscii] grazie alla tenacia di mia moglie, alla collaborazione dell'ospedale, benché avessero accettato la mia rinuncia alle cure, all'incredibile supporto di altre strutture mediche, e a una serie di coincidenze così numerose che potevano essere soltanto mandate dal cielo. Non avevo mai visto così tante combinazioni di eventi sistemarsi al proprio posto in maniera così liscia nella vita reale, riuscivo a malapena a crederci.
In fondo questo non era Tokyo Godfathers.
Mentre mia moglie si affaccendava per sistemare le cose per la mia “evasione” dall’ospedale, io continuavo ad implorare i medici: "Se posso tornare a casa anche soltanto per mezza giornata, mi rimangono ancora cose che posso fare!". Poi mi ritrovai ad aspettare da solo la morte, in una deprimente stanza di ospedale; ero da solo, ma mi ritrovai a pensare:
"Forse morire non sarà poi così male".
Non ce n'era ragione, e forse avevo proprio bisogno di pensare in quel modo, ma mi sentivo sorprendentemente calmo e rilassato.
Tuttavia, c'era ancora un pensiero che mi rodeva dentro.
"Non voglio morire qui..."
Mentre lo pensavo, qualcosa emerse dal calendario appeso alla parete e iniziò a diffondersi nella stanza.
"Oh cielo, una linea che fuoriesce dal calendario.
Le mie allucinazioni non sono per niente originali".
Dovetti sorridere al fatto che i miei istinti professionali erano all'opera persino in momenti come quelli, ma in ogni caso, a quel punto, ero probabilmente più vicino all’aldilà di quanto non fossi mai stato. Davvero sentivo la morte vicinissima a me. [Ma] con l'aiuto di molte persone, fuggii miracolosamente dal Musashino Red Cross e tornai a casa, avvolto tra le lenzuola e le terre dei morti.
Mi sento di sottolineare che non riserbo alcuna critica, né odio, nei confronti del personale del Musashino Red Cross Hospital, per cui non fraintendetemi.
Volevo soltanto andare a casa, nella mia casa. La casa dove vivo.
Fui un po' sorpreso poiché, mentre venivo portato nel salotto di casa mia, come bonus feci quell'esperienza della pre-morte che prima o poi risulta così familiare a chiunque, riguardo al "guardare da un luogo lassù in alto il tuo corpo che viene portato in una stanza".
Guardavo me e la scena attorno a me da una posizione di diversi metri sopra il terreno, come da un obiettivo angolato, e un'illuminazione a flash. Il quadrato del letto nel mezzo della stanza sembrava molto largo e imponente, e il mio corpo avvolto dalle lenzuola veniva adagiato nel mezzo del quadrato. Non troppo gentilmente, ma non mi lamento.
Quindi, tutto ciò che dovevo fare era attendere la morte a casa mia.
Comunque.
A quanto pare fui in grado di vincere la polmonite.
Eh?
In un certo senso la pensavo così.
"Non ce l'ho fatta a morire!" (risata)
In seguito, quando non riuscivo a pensare ad altro che la morte, mi convinsi che in quel momento ero morto per davvero. Nei meandri della mia mente, la parola "rinascita" fluttuò diverse volte.
Incredibilmente, dopo quel fatto la mia forza vitale si era rinnovata. Dal profondo del mio cuore, credo che fosse dovuto alle persone che mi aiutarono: innanzitutto mia moglie, e poi grazie al supporto dei miei amici, dei medici e delle infermiere, e di tutto il personale di cura.
Ora che la mia forza vitale era stata ristabilita, non potevo sprecare il mio tempo. Ribadii a me stesso che mi era stata concessa una vita extra, e dovevo trascorrerla con molta attenzione. Quindi pensai che dovevo cancellare almeno una delle irresponsabilità che avevo compiuto e che avrei lasciato in questo mondo.
A essere sincero, avevo detto del cancro solo alle persone a me più vicine. Non lo avevo detto nemmeno ai miei genitori. In particolare, a causa di varie complicazioni legate al lavoro, non potevo dire niente alla gente, anche se lo desideravo. Volevo annunciare la mia malattia in Internet e fare rapporto sulla poca vita che mi rimaneva, ma se la morte di Satoshi fosse stata messa in programma, avrebbero potuto esserci delle onde di riflesso, per quanto piccole. Per queste ragioni, mi comportai da vero irresponsabile con le persone a me vicine. E mi dispiace davvero tanto.
C'erano così tante persone che volevo vedere prima di morire, alle quali volevo poter dare almeno una parola di commiato. La mia famiglia e i parenti, vecchi amici e compagni delle scuole elementari e medie, del liceo, gli amici che incontrai all’università, le persone che conobbi nel mondo dei manga, con i quali scambiai così tanta ispirazione, le persone del mondo dell'animazione accanto alle cui scrivanie sedetti, con cui andai a bere insieme, con i quali ero in competizione per gli stessi lavori, i compagni con cui condivisi le belle e le brutte esperienze. Le innumerevoli persone che ero stato in grado di conoscere grazie alla mia posizione di regista cinematografico, le persone che si definiscono miei fan non solo in Giappone ma in tutto il mondo, gli amici che mi ero fatto sul web.
Ci sono così tante persone che vorrei vedere almeno una volta (beh, ce ne sono anche alcune che non voglio vedere), ma se le incontro temo che il pensiero che "non potrò mai più vedere questa persona di nuovo" mi sopraffarebbe, e che non sarei in grado di accogliere la morte con eleganza. Anche se mi ero rimesso, mi era rimasta assai poca forza vitale, e mi costava molto sforzo incontrare le persone. Più persone desideravano vedermi, e più duro era per me riceverle. Che ironia. In più, la metà inferiore del mio corpo era paralizzata a causa del cancro che si stava espandendo alle ossa: ero prono a letto, e non volevo che la gente vedesse il mio corpo così patito.
Volevo che la maggior parte delle persone che conoscevo mi ricordasse come il Satoshi pieno di vita.
Vorrei usare questo spazio per scusarmi con i miei parenti, amici e conoscenti, per non avervi detto del cancro, per la mia irresponsabilità. Vi prego di comprendere che ciò era proprio un desiderio egoista di Satoshi.
Voglio dire, Satoshi Kon era "quel genere di persona".
Quando m’immagino i vostri volti, mi tornano alla mente solo bei ricordi e i vostri grandi sorrisi.
A tutti, grazie per i tanti magnifici ricordi.
Ho amato il mondo in cui ho vissuto.
Solo il fatto di poterlo pensare mi rende felice.
Le tante persone che ho incontrato nel corso della mia vita, sia che fossero positive che negative, mi hanno aiutato a plasmare l'essere umano che è Satoshi Kon, e sono grato per ognuno di quegli incontri. Anche se alla fine il risultato è una morte prematura nel bel mezzo dei miei quarant'anni di vita, l'ho accettato come il mio unico possibile destino.
Dopotutto, mi sono successe così tante belle cose.
Che cosa ne penso ora della morte: "Posso soltanto dire che è troppo brutta". Davvero.
Comunque, anche se posso lasciar correre molte delle mie azioni irresponsabili [nel non aver avvisato le persone], non posso non rammaricarmi di due cose. Riguardo ai miei genitori, e al fondatore di Madhouse, il signor Maruyama.
Anche se era già piuttosto tardi, non c'era altra scelta che quella di ammettere le proprie colpe riguardo all’intera verità. Volevo implorare il loro perdono.
Non appena vidi il viso del signor Maruyama quando egli venne a farmi visita a casa, non riuscii a fermare le lacrime, né il mio sentimento di vergogna. "Mi dispiace così tanto, perché sono finito così...". Il signor Maruyama non disse nulla, scosse semplicemente la testa e mi afferrò entrambe le mani. Mi sentivo colmo di gratitudine. Sentimenti di riconoscenza e di gioia, perché ero stato così fortunato da poter lavorare a fianco di questa persona, mi sommersero come una valanga. Può sembrare egoista, ma mi sentii come se fossi stato perdonato in quell'istante.
Il mio più grande rimpianto è per il film Yume-miru Kikai.
Sono preoccupato non solo per il film in sé stesso, ma per lo staff con cui avevo lavorato durante la produzione della pellicola. Perché esiste una forte possibilità che gli storyboard creati con il nostro sangue, sudore e lacrime non vengano mai pubblicati. Questo perché Satoshi Kon circondò con le sue braccia la storia originale, la sceneggiatura, i personaggi e le ambientazioni, gli schizzi, la musica... ogni singola immagine. Naturalmente ci sono cose che condivisi con il responsabile dell'animazione, con il direttore artistico, e con altri membri dello staff, ma di base la maggior parte del lavoro può essere compresa solo da Satoshi Kon. E' facile dire che è colpa mia aver improntato le cose in questo modo, ma dal mio punto di vista ho fatto ogni sforzo possibile per condividere la mia visione con gli altri. Comunque, nel mio stato fisico attuale posso solo provare un profondo rimorso per la mia inadeguatezza e carenza in quei campi. Per questo faccio le mie più profonde scuse a tutto lo staff. Comunque, mi auguro che mi capiscano, anche solo un pochino. Satoshi Kon era "quel genere di individuo" ed è per questo che era in grado di creare anime abbastanza bizzarri, che risultavano un po' diversi dal consueto. So che questa è una scusa egoista, ma pensate al mio cancro e vi prego, perdonatemi.
Non me ne sono stato oziosamente ad aspettare la morte, anche adesso sto pensando col mio cervello fiaccio a qualche modo per far sì che il mio lavoro possa vivere anche dopo che io me ne sarò andato. Ma sono tutte idee piuttosto deboli.
Quando rivelai al signor Maruyama le mie preoccupazioni per Yume-miru Kikai, egli mi disse semplicemente: "Non preoccuparti. Penseremo a qualcosa, quindi tu non preoccuparti".
Piansi.
Piansi irrefrenabilmente.
Anche con i miei precedenti film, ero stato così irresponsabile con le produzioni e i budget a disposizione, ma avevo sempre avuto accanto il signor Maruyama, che alla fine sistemava tutto per me. Anche questa volta non sarà diverso. Non sono cambiato affatto.
Potei parlare a piacimento con il signor Maruyama. Grazie a questo, fui in grado di percepire, almeno un po', che il talento e le abilità di Satoshi Kon erano un valore di un certo peso per il nostro settore.
"Mi rammarica perdere il tuo talento.
Vorrei che fossi riuscito a trovare il modo di lasciarcelo".
E se è il signor Maruyama della Madhouse a dirlo, posso andare all'altro mondo con un certo orgoglio, dopo tutto.
E naturalmente, anche senza che qualcuno me lo riferisca, rimpiango davvero che le mie bizzarre visioni e l'abilità di disegnare le cose fino al più minuto dettaglio venga perduta, ma questo non cambia niente. Sono grato dal profondo del mio cuore che il signor Maruyama mi abbia dato l'opportunità di mostrare al mondo queste cose.
Grazie, grazie infinite.
Satoshi Kon è stato felice come regista d’animazione.
E' stato così straziante raccontarlo ai miei genitori.
Avevo veramente intenzione di andare a Sapporo dove loro vivono, mentre ero ancora capace di farlo, ma la mia malattia progrediva in maniera così inaspettatamente e spiacevolmente veloce che mi ritrovai a chiamarli al telefono dalla stanza di ospedale, quando fui vicinissimo alla morte.
"Ho un cancro in fase terminale e morirò presto. Sono così felice di essere nato come vostro figlio. Grazie".
Devono essere rimasti scioccati nel sentire queste parole all'improvviso, ma all’epoca ero certo che sarei morto di lì a poco.
Ma poi ritornai a casa e superai la polmonite. Presi l'importante decisione di vedere i miei genitori, e anche loro volevano vedermi. Ma sarebbe stato così arduo vederli, e non avevo la volontà di farlo. Ma volevo vedere il viso dei miei genitori un'ultima volta.
Volevo dir loro quanto ero grato che mi avessero messo al mondo.
Sono stato una persona allegra. E tuttavia devo scusarmi con mia moglie, con i miei genitori, e con tutte le persone che amo, per aver vissuto la mia vita fin troppo rapidamente rispetto alla maggior parte di loro.
I miei genitori risposero al mio egoistico desiderio, e il giorno seguente arrivarono a casa mia da Sapporo. Non potrò mai dimenticare le prime parole che pronunciò mia madre quando mi vide giacere qui, a letto.
"Sono così terribilmente dispiaciuta di non averti portato in questo mondo con un corpo più forte!".
Rimasi senza parole.
Potei trascorrere solo breve tempo con i miei genitori, ma fu abbastanza. Percepivo che se avessi visto i loro volti, sarebbe stato sufficiente, e alla fine accadde davvero così.
Grazie, Padre, Madre. Sono così felice di essere nato in questo mondo come il vostro bambino. Il mio cuore è colmo di ricordi e gratitudine. La felicità di per sé è importante, ma sono così grato che mi abbiate insegnato ad apprezzare l’allegria.
Grazie, grazie infinite.
E' così irrispettoso morire prima dei propri genitori, ma negli ultimi dieci anni e più, ho potuto fare ciò che ho voluto come direttore dell'animazione, raggiungere i miei obiettivi, e raccogliere qualche buona recensione. Mi rammarico che i miei film non abbiano fruttato molto denaro, ma penso abbiano ottenuto ciò che meritavano. In questi ultimi dieci anni e più, in particolare, ho sentito come se avessi vissuto più intensamente di altre persone, e ritengo che i miei genitori abbiano compreso ciò che stava nel mio cuore. Grazie alle visite del signor Maruyama e dei miei genitori, mi sento come se un grosso fardello mi fosse stato sollevato dalle spalle.
Infine, a mia moglie, per la quale sono più preoccupato in assoluto, ma che è stata il mio supporto fino alla fine. Fin dal giorno della diagnosi sulla mia aspettativa di vita, siamo naufragati insieme nelle nostre stesse lacrime, così tante volte.
Ogni giorno è stato brutale per entrambi, sia fisicamente che mentalmente. Non ci sono quasi parole per descriverli. Ma la ragione per cui ho saputo sopravvivere a quei giorni difficili è stato per le parole che mi hai detto subito dopo aver ricevuto quella notizia.
"Io sarò al tuo fianco fino alla fine”.
Fedele a quelle parole, tu mettesti da parte le mie preoccupazioni, e dirigesti con abilità tutte le pretese e le richieste che ci sono piombate addosso, e ben presto imparasti a prenderti cura di tuo marito.
Ero così commosso nel guardarti mentre affrontavi ogni cosa con tale efficienza.
"Mia moglie è fantastica".
Non c'è bisogno che continui a ripeterlo anche adesso, tu dici? No, no. Ora sei ancora più splendida di quanto non sei mai stata, lo sento veramente. Anche dopo che sarò morto, credo che saprai accompagnare Satoshi Kon all'altro mondo con grazia. Sin da quando ci siamo sposati, sono stato così assorto dal "lavoro, lavoro" che il solo tempo che ho trascorso a casa è stato dopo il cancro, che terribile vergogna.
Ma tu sei rimasta al mio fianco, hai sempre capito che avevo bisogno di immergermi completamente nel mio lavoro, che il mio talento era lì.
Grazie.
Ci sono molte cose, infinite cose, di cui sono preoccupato, ma tutto deve finire.
Infine, al dottor H che ha acconsentito di visitarmi a casa fino alla fine, anche se è qualcosa che non è più comune fare di questi tempi, e a sua moglie e all'infermiera K-san, voglio esprimere la mia più profonda gratitudine.
L'assistenza medica domiciliare è piuttosto complicata, ma voi avete pazientemente affrontato i numerosi dolori che il cancro comporta, e avete fatto ogni sforzo affinché il mio tempo, fino all'obiettivo finale della morte, fosse il più confortevole possibile. Non saprei esprimere quanto, quanto mi avete aiutato. E non avete soltanto avuto a che fare con questo paziente difficile e arrogante come se si trattasse semplicemente del vostro lavoro, ma avete interagito con me come esseri umani, a livello interpersonale.
Mi mancano le parole per poter esprimere quanto di supporto mi siete stati, e quanto mi avete salvato.
Sono stato stimolato dalle vostre qualità umane davvero tante volte.
Vi sono profondamente, infinitamente grato.
E ora è davvero la fine, ma da poco dopo aver ricevuto la diagnosi a metà maggio, fino a ora, ho avuto la fortuna di ricevere la collaborazione, l'aiuto e il sostegno mentale, sia personale che professionale, di due amici. Il mio amico T, mio amico dai tempi del liceo e membro della KON'Stone Limited, e al produttore H, io vi ringrazio entrambi dal profondo del mio cuore. Grazie infinite. E' difficile per me, con il mio misero lessico, esprimere adeguatamente la mia gratitudine nei vostri confronti.
Io e mia moglie abbiamo ricevuto così tanto da voi.
Se voi due non foste stati qui, per noi, sono sicuro che sarei qui a prevedere la morte guardando mia moglie, che sederebbe qui al mio fianco decisamente più agitata e in ansia. Sono vostro debitore.
E, se posso chiedervi ancora un'ultima cosa, potreste aiutare mia moglie ad accompagnarmi verso l’aldilà dopo la mia morte? Sarei allora in grado di prendere quel volo a mente rilassata, se potreste farlo. Ve lo chiedo di cuore.
Ebbene, a tutti coloro che sono rimasti ancora qui con me attraverso questa lunga missiva, grazie.
Con il cuore colmo di gratitudine verso tutto ciò che esiste di buono a questo mondo, ora poso la penna.
Vogliate scusarmi, ora devo andare*.
Satoshi Kon

Lettera presa da http://www.animeclick.it/news/25953-sayonara-ecco-la-lettera-daddio-lasciata-da-satoshi-kon
Che brutto leggere questo genere di cose.
E' uscito il disco degli Arcade Fire, saliscendi relazionali, il diRockato, tante tante cose che non starò qui ad elencare. Però di tante cose, come al solito, è una quella che di solito rimane più impressa.
E anche questa volta è un decesso.
Riporto di seguito la lettera lasciata dal Signor Satoshi Kon prima di lasciare il nostro sudicio mondo.
18 Maggio di quest’anno, un giorno che non potrò mai dimenticare.
Un cardiologo del Musashino Red Cross Hospital ha formulato la seguente diagnosi:
"Si tratta di cancro al pancreas all’ultimo stadio, che si è già esteso con diverse metastasi ossee.
Le rimangono al massimo sei mesi di vita".
Io e mia moglie lo ascoltammo assieme. Era una sorte così grave e inaspettata che entrambi riuscivamo appena a sostenerla.
Ero abituato a pensare, in tutta onestà, che "non posso farci nulla se muoio da un giorno all'altro". Ciononostante, è accaduto tutto così improvviso.
Di sicuro, c'erano stati dei segnali. Due o tre mesi prima avevo avuto forti dolori in diversi punti della schiena e all'inguine; avevo perso forza nella gamba destra e mi riusciva difficile camminare, per questo andavo da un agupunturista e da un chiropratico, senza che però mi sentissi meglio. E quindi dopo essermi sottoposto a una risonanza magnetica, a un PET-CT e ad altri strumenti di precisione, giunse l'improvviso annuncio del poco tempo che mi rimaneva.
Era come se la morte mi fosse giunta alle spalle prima ancora che potessi rendermene conto, e non c'era assolutamente niente che io potessi fare per cambiare le cose.
Dopo la diagnosi di cancro io e mia moglie valutammo ogni tentativo possibile di estendere la mia vita. Era letteralmente una questione di vita o di morte. Ricevemmo il supporto di amici fedeli e di forti alleati. Declinai ogni cura contro il cancro, e cercai di vivere con una visione del mondo leggermente diversa dalla norma. Il fatto che rifiutassi ciò che in genere ci si “attendeva come normale" mi sembrò qualcosa in armonia con i miei modi fare consueti.
Non ho mai veramente pensato di appartenere alla maggioranza, ed era lo stesso anche per le cure mediche, come per qualsiasi altra cosa. "Perché non cercare di continuare a vivere secondo i miei propositi, invece!". Tuttavia, proprio come quando cerco di creare un nuovo progetto di un film, la forza di volontà di una persona soltanto non era quello che ci voleva.
La malattia avanzava incessantemente, giorno dopo giorno.
D'altro canto, come appartenente alla società, ho accettato almeno la metà di ciò che la società in genere ritiene che sia giusto. Pago le tasse. Sono ben lontano dal riconoscermi come un cittadino dignitoso, tuttavia mi sento pienamente parte della società nipponica.
Di conseguenza, ad eccezione di ciò che avevo bisogno di fare per estendere la mia vita, secondo il mio punto di vista, tentai anche di preparare tutte le cose necessarie per "essere pronto a morire come si conviene".
Tuttavia, non credo di esserci riuscito.
Ma una delle cose che feci fu di allestire, avvalendomi della collaborazione di due amici di cui potevo fidarmi, una società che gestisse questioni come quelle del misero numero di copyright che detenevo. Un'altra cosa fu quella di assicurarmi che mia moglie ricevesse ogni singolo bene che possedevo, e per questo redissi un testamento. Ovviamente, non che pensassi che qualcuno avrebbe avuto da ridire sulla mia eredità o cose simili, ma volevo essere certo che mia moglie, che ero costretto a lasciare in questo mondo, non avesse nulla di cui preoccuparsi; e comunque volevo togliermi ogni ansia di dosso, proprio io che ero in procinto di spiccare un piccolo balzo verso lassù, prima di dovermene andare.
Di tutta la documentazione necessaria per portare avanti questo compito, che né io né mia moglie eravamo in grado di fare compiutamente, se ne occuparono celermente alcuni meravigliosi amici.
Più tardi, quando sviluppai la polmonite e mi ritrovai di già di fronte alla morte, misi la mia firma sul testamento e pensai che se fossi morto in quel luogo, in quel preciso momento, non ci sarebbe stato nulla da fare.
"Ah...finalmente posso morire".
Dopotutto, ero stato portato in ambulanza al Musashino Red Cross Hospital soltanto due giorni prima che ciò accadesse; e sempre in ambulanza vi giunsi ancora una volta il giorno successivo. Persino io dovevo essere ricoverato e sottopormi a diverse visite e controlli medici.
L’esito di quegli esami fu di polmonite, con liquido nei polmoni: quando senza mezzi termini lo chiesi al medico, la risposta che ricevetti fu molto sistematica e professionale, e in un certo qual modo gli ero grato di ciò.
"Potrebbe resistere ancora uno o due giorni... ma persino se sopravvivesse a tutto questo, probabilmente le rimarrebbe da vivere fino alla fine del mese".
Mentre ascoltavo, pensai "Sembra quasi che mi stia illustrando le previsioni del tempo", ma invece la situazione era terribile.
Era il 7 luglio.
Fu decisamente un Tanabata crudele.
E lo decisi proprio in quel momento.
Volevo morire a casa.
So che facendolo avrei dato parecchio disturbo alle persone che mi curavano, ma chiesi loro comunque di trovare un modo per farmi uscire da lì e tornare a casa. [Ci riuscii] grazie alla tenacia di mia moglie, alla collaborazione dell'ospedale, benché avessero accettato la mia rinuncia alle cure, all'incredibile supporto di altre strutture mediche, e a una serie di coincidenze così numerose che potevano essere soltanto mandate dal cielo. Non avevo mai visto così tante combinazioni di eventi sistemarsi al proprio posto in maniera così liscia nella vita reale, riuscivo a malapena a crederci.
In fondo questo non era Tokyo Godfathers.
Mentre mia moglie si affaccendava per sistemare le cose per la mia “evasione” dall’ospedale, io continuavo ad implorare i medici: "Se posso tornare a casa anche soltanto per mezza giornata, mi rimangono ancora cose che posso fare!". Poi mi ritrovai ad aspettare da solo la morte, in una deprimente stanza di ospedale; ero da solo, ma mi ritrovai a pensare:
"Forse morire non sarà poi così male".
Non ce n'era ragione, e forse avevo proprio bisogno di pensare in quel modo, ma mi sentivo sorprendentemente calmo e rilassato.
Tuttavia, c'era ancora un pensiero che mi rodeva dentro.
"Non voglio morire qui..."
Mentre lo pensavo, qualcosa emerse dal calendario appeso alla parete e iniziò a diffondersi nella stanza.
"Oh cielo, una linea che fuoriesce dal calendario.
Le mie allucinazioni non sono per niente originali".
Dovetti sorridere al fatto che i miei istinti professionali erano all'opera persino in momenti come quelli, ma in ogni caso, a quel punto, ero probabilmente più vicino all’aldilà di quanto non fossi mai stato. Davvero sentivo la morte vicinissima a me. [Ma] con l'aiuto di molte persone, fuggii miracolosamente dal Musashino Red Cross e tornai a casa, avvolto tra le lenzuola e le terre dei morti.
Mi sento di sottolineare che non riserbo alcuna critica, né odio, nei confronti del personale del Musashino Red Cross Hospital, per cui non fraintendetemi.
Volevo soltanto andare a casa, nella mia casa. La casa dove vivo.
Fui un po' sorpreso poiché, mentre venivo portato nel salotto di casa mia, come bonus feci quell'esperienza della pre-morte che prima o poi risulta così familiare a chiunque, riguardo al "guardare da un luogo lassù in alto il tuo corpo che viene portato in una stanza".
Guardavo me e la scena attorno a me da una posizione di diversi metri sopra il terreno, come da un obiettivo angolato, e un'illuminazione a flash. Il quadrato del letto nel mezzo della stanza sembrava molto largo e imponente, e il mio corpo avvolto dalle lenzuola veniva adagiato nel mezzo del quadrato. Non troppo gentilmente, ma non mi lamento.
Quindi, tutto ciò che dovevo fare era attendere la morte a casa mia.
Comunque.
A quanto pare fui in grado di vincere la polmonite.
Eh?
In un certo senso la pensavo così.
"Non ce l'ho fatta a morire!" (risata)
In seguito, quando non riuscivo a pensare ad altro che la morte, mi convinsi che in quel momento ero morto per davvero. Nei meandri della mia mente, la parola "rinascita" fluttuò diverse volte.
Incredibilmente, dopo quel fatto la mia forza vitale si era rinnovata. Dal profondo del mio cuore, credo che fosse dovuto alle persone che mi aiutarono: innanzitutto mia moglie, e poi grazie al supporto dei miei amici, dei medici e delle infermiere, e di tutto il personale di cura.
Ora che la mia forza vitale era stata ristabilita, non potevo sprecare il mio tempo. Ribadii a me stesso che mi era stata concessa una vita extra, e dovevo trascorrerla con molta attenzione. Quindi pensai che dovevo cancellare almeno una delle irresponsabilità che avevo compiuto e che avrei lasciato in questo mondo.
A essere sincero, avevo detto del cancro solo alle persone a me più vicine. Non lo avevo detto nemmeno ai miei genitori. In particolare, a causa di varie complicazioni legate al lavoro, non potevo dire niente alla gente, anche se lo desideravo. Volevo annunciare la mia malattia in Internet e fare rapporto sulla poca vita che mi rimaneva, ma se la morte di Satoshi fosse stata messa in programma, avrebbero potuto esserci delle onde di riflesso, per quanto piccole. Per queste ragioni, mi comportai da vero irresponsabile con le persone a me vicine. E mi dispiace davvero tanto.
C'erano così tante persone che volevo vedere prima di morire, alle quali volevo poter dare almeno una parola di commiato. La mia famiglia e i parenti, vecchi amici e compagni delle scuole elementari e medie, del liceo, gli amici che incontrai all’università, le persone che conobbi nel mondo dei manga, con i quali scambiai così tanta ispirazione, le persone del mondo dell'animazione accanto alle cui scrivanie sedetti, con cui andai a bere insieme, con i quali ero in competizione per gli stessi lavori, i compagni con cui condivisi le belle e le brutte esperienze. Le innumerevoli persone che ero stato in grado di conoscere grazie alla mia posizione di regista cinematografico, le persone che si definiscono miei fan non solo in Giappone ma in tutto il mondo, gli amici che mi ero fatto sul web.
Ci sono così tante persone che vorrei vedere almeno una volta (beh, ce ne sono anche alcune che non voglio vedere), ma se le incontro temo che il pensiero che "non potrò mai più vedere questa persona di nuovo" mi sopraffarebbe, e che non sarei in grado di accogliere la morte con eleganza. Anche se mi ero rimesso, mi era rimasta assai poca forza vitale, e mi costava molto sforzo incontrare le persone. Più persone desideravano vedermi, e più duro era per me riceverle. Che ironia. In più, la metà inferiore del mio corpo era paralizzata a causa del cancro che si stava espandendo alle ossa: ero prono a letto, e non volevo che la gente vedesse il mio corpo così patito.
Volevo che la maggior parte delle persone che conoscevo mi ricordasse come il Satoshi pieno di vita.
Vorrei usare questo spazio per scusarmi con i miei parenti, amici e conoscenti, per non avervi detto del cancro, per la mia irresponsabilità. Vi prego di comprendere che ciò era proprio un desiderio egoista di Satoshi.
Voglio dire, Satoshi Kon era "quel genere di persona".
Quando m’immagino i vostri volti, mi tornano alla mente solo bei ricordi e i vostri grandi sorrisi.
A tutti, grazie per i tanti magnifici ricordi.
Ho amato il mondo in cui ho vissuto.
Solo il fatto di poterlo pensare mi rende felice.
Le tante persone che ho incontrato nel corso della mia vita, sia che fossero positive che negative, mi hanno aiutato a plasmare l'essere umano che è Satoshi Kon, e sono grato per ognuno di quegli incontri. Anche se alla fine il risultato è una morte prematura nel bel mezzo dei miei quarant'anni di vita, l'ho accettato come il mio unico possibile destino.
Dopotutto, mi sono successe così tante belle cose.
Che cosa ne penso ora della morte: "Posso soltanto dire che è troppo brutta". Davvero.
Comunque, anche se posso lasciar correre molte delle mie azioni irresponsabili [nel non aver avvisato le persone], non posso non rammaricarmi di due cose. Riguardo ai miei genitori, e al fondatore di Madhouse, il signor Maruyama.
Anche se era già piuttosto tardi, non c'era altra scelta che quella di ammettere le proprie colpe riguardo all’intera verità. Volevo implorare il loro perdono.
Non appena vidi il viso del signor Maruyama quando egli venne a farmi visita a casa, non riuscii a fermare le lacrime, né il mio sentimento di vergogna. "Mi dispiace così tanto, perché sono finito così...". Il signor Maruyama non disse nulla, scosse semplicemente la testa e mi afferrò entrambe le mani. Mi sentivo colmo di gratitudine. Sentimenti di riconoscenza e di gioia, perché ero stato così fortunato da poter lavorare a fianco di questa persona, mi sommersero come una valanga. Può sembrare egoista, ma mi sentii come se fossi stato perdonato in quell'istante.
Il mio più grande rimpianto è per il film Yume-miru Kikai.
Sono preoccupato non solo per il film in sé stesso, ma per lo staff con cui avevo lavorato durante la produzione della pellicola. Perché esiste una forte possibilità che gli storyboard creati con il nostro sangue, sudore e lacrime non vengano mai pubblicati. Questo perché Satoshi Kon circondò con le sue braccia la storia originale, la sceneggiatura, i personaggi e le ambientazioni, gli schizzi, la musica... ogni singola immagine. Naturalmente ci sono cose che condivisi con il responsabile dell'animazione, con il direttore artistico, e con altri membri dello staff, ma di base la maggior parte del lavoro può essere compresa solo da Satoshi Kon. E' facile dire che è colpa mia aver improntato le cose in questo modo, ma dal mio punto di vista ho fatto ogni sforzo possibile per condividere la mia visione con gli altri. Comunque, nel mio stato fisico attuale posso solo provare un profondo rimorso per la mia inadeguatezza e carenza in quei campi. Per questo faccio le mie più profonde scuse a tutto lo staff. Comunque, mi auguro che mi capiscano, anche solo un pochino. Satoshi Kon era "quel genere di individuo" ed è per questo che era in grado di creare anime abbastanza bizzarri, che risultavano un po' diversi dal consueto. So che questa è una scusa egoista, ma pensate al mio cancro e vi prego, perdonatemi.
Non me ne sono stato oziosamente ad aspettare la morte, anche adesso sto pensando col mio cervello fiaccio a qualche modo per far sì che il mio lavoro possa vivere anche dopo che io me ne sarò andato. Ma sono tutte idee piuttosto deboli.
Quando rivelai al signor Maruyama le mie preoccupazioni per Yume-miru Kikai, egli mi disse semplicemente: "Non preoccuparti. Penseremo a qualcosa, quindi tu non preoccuparti".
Piansi.
Piansi irrefrenabilmente.
Anche con i miei precedenti film, ero stato così irresponsabile con le produzioni e i budget a disposizione, ma avevo sempre avuto accanto il signor Maruyama, che alla fine sistemava tutto per me. Anche questa volta non sarà diverso. Non sono cambiato affatto.
Potei parlare a piacimento con il signor Maruyama. Grazie a questo, fui in grado di percepire, almeno un po', che il talento e le abilità di Satoshi Kon erano un valore di un certo peso per il nostro settore.
"Mi rammarica perdere il tuo talento.
Vorrei che fossi riuscito a trovare il modo di lasciarcelo".
E se è il signor Maruyama della Madhouse a dirlo, posso andare all'altro mondo con un certo orgoglio, dopo tutto.
E naturalmente, anche senza che qualcuno me lo riferisca, rimpiango davvero che le mie bizzarre visioni e l'abilità di disegnare le cose fino al più minuto dettaglio venga perduta, ma questo non cambia niente. Sono grato dal profondo del mio cuore che il signor Maruyama mi abbia dato l'opportunità di mostrare al mondo queste cose.
Grazie, grazie infinite.
Satoshi Kon è stato felice come regista d’animazione.
E' stato così straziante raccontarlo ai miei genitori.
Avevo veramente intenzione di andare a Sapporo dove loro vivono, mentre ero ancora capace di farlo, ma la mia malattia progrediva in maniera così inaspettatamente e spiacevolmente veloce che mi ritrovai a chiamarli al telefono dalla stanza di ospedale, quando fui vicinissimo alla morte.
"Ho un cancro in fase terminale e morirò presto. Sono così felice di essere nato come vostro figlio. Grazie".
Devono essere rimasti scioccati nel sentire queste parole all'improvviso, ma all’epoca ero certo che sarei morto di lì a poco.
Ma poi ritornai a casa e superai la polmonite. Presi l'importante decisione di vedere i miei genitori, e anche loro volevano vedermi. Ma sarebbe stato così arduo vederli, e non avevo la volontà di farlo. Ma volevo vedere il viso dei miei genitori un'ultima volta.
Volevo dir loro quanto ero grato che mi avessero messo al mondo.
Sono stato una persona allegra. E tuttavia devo scusarmi con mia moglie, con i miei genitori, e con tutte le persone che amo, per aver vissuto la mia vita fin troppo rapidamente rispetto alla maggior parte di loro.
I miei genitori risposero al mio egoistico desiderio, e il giorno seguente arrivarono a casa mia da Sapporo. Non potrò mai dimenticare le prime parole che pronunciò mia madre quando mi vide giacere qui, a letto.
"Sono così terribilmente dispiaciuta di non averti portato in questo mondo con un corpo più forte!".
Rimasi senza parole.
Potei trascorrere solo breve tempo con i miei genitori, ma fu abbastanza. Percepivo che se avessi visto i loro volti, sarebbe stato sufficiente, e alla fine accadde davvero così.
Grazie, Padre, Madre. Sono così felice di essere nato in questo mondo come il vostro bambino. Il mio cuore è colmo di ricordi e gratitudine. La felicità di per sé è importante, ma sono così grato che mi abbiate insegnato ad apprezzare l’allegria.
Grazie, grazie infinite.
E' così irrispettoso morire prima dei propri genitori, ma negli ultimi dieci anni e più, ho potuto fare ciò che ho voluto come direttore dell'animazione, raggiungere i miei obiettivi, e raccogliere qualche buona recensione. Mi rammarico che i miei film non abbiano fruttato molto denaro, ma penso abbiano ottenuto ciò che meritavano. In questi ultimi dieci anni e più, in particolare, ho sentito come se avessi vissuto più intensamente di altre persone, e ritengo che i miei genitori abbiano compreso ciò che stava nel mio cuore. Grazie alle visite del signor Maruyama e dei miei genitori, mi sento come se un grosso fardello mi fosse stato sollevato dalle spalle.
Infine, a mia moglie, per la quale sono più preoccupato in assoluto, ma che è stata il mio supporto fino alla fine. Fin dal giorno della diagnosi sulla mia aspettativa di vita, siamo naufragati insieme nelle nostre stesse lacrime, così tante volte.
Ogni giorno è stato brutale per entrambi, sia fisicamente che mentalmente. Non ci sono quasi parole per descriverli. Ma la ragione per cui ho saputo sopravvivere a quei giorni difficili è stato per le parole che mi hai detto subito dopo aver ricevuto quella notizia.
"Io sarò al tuo fianco fino alla fine”.
Fedele a quelle parole, tu mettesti da parte le mie preoccupazioni, e dirigesti con abilità tutte le pretese e le richieste che ci sono piombate addosso, e ben presto imparasti a prenderti cura di tuo marito.
Ero così commosso nel guardarti mentre affrontavi ogni cosa con tale efficienza.
"Mia moglie è fantastica".
Non c'è bisogno che continui a ripeterlo anche adesso, tu dici? No, no. Ora sei ancora più splendida di quanto non sei mai stata, lo sento veramente. Anche dopo che sarò morto, credo che saprai accompagnare Satoshi Kon all'altro mondo con grazia. Sin da quando ci siamo sposati, sono stato così assorto dal "lavoro, lavoro" che il solo tempo che ho trascorso a casa è stato dopo il cancro, che terribile vergogna.
Ma tu sei rimasta al mio fianco, hai sempre capito che avevo bisogno di immergermi completamente nel mio lavoro, che il mio talento era lì.
Grazie.
Ci sono molte cose, infinite cose, di cui sono preoccupato, ma tutto deve finire.
Infine, al dottor H che ha acconsentito di visitarmi a casa fino alla fine, anche se è qualcosa che non è più comune fare di questi tempi, e a sua moglie e all'infermiera K-san, voglio esprimere la mia più profonda gratitudine.
L'assistenza medica domiciliare è piuttosto complicata, ma voi avete pazientemente affrontato i numerosi dolori che il cancro comporta, e avete fatto ogni sforzo affinché il mio tempo, fino all'obiettivo finale della morte, fosse il più confortevole possibile. Non saprei esprimere quanto, quanto mi avete aiutato. E non avete soltanto avuto a che fare con questo paziente difficile e arrogante come se si trattasse semplicemente del vostro lavoro, ma avete interagito con me come esseri umani, a livello interpersonale.
Mi mancano le parole per poter esprimere quanto di supporto mi siete stati, e quanto mi avete salvato.
Sono stato stimolato dalle vostre qualità umane davvero tante volte.
Vi sono profondamente, infinitamente grato.
E ora è davvero la fine, ma da poco dopo aver ricevuto la diagnosi a metà maggio, fino a ora, ho avuto la fortuna di ricevere la collaborazione, l'aiuto e il sostegno mentale, sia personale che professionale, di due amici. Il mio amico T, mio amico dai tempi del liceo e membro della KON'Stone Limited, e al produttore H, io vi ringrazio entrambi dal profondo del mio cuore. Grazie infinite. E' difficile per me, con il mio misero lessico, esprimere adeguatamente la mia gratitudine nei vostri confronti.
Io e mia moglie abbiamo ricevuto così tanto da voi.
Se voi due non foste stati qui, per noi, sono sicuro che sarei qui a prevedere la morte guardando mia moglie, che sederebbe qui al mio fianco decisamente più agitata e in ansia. Sono vostro debitore.
E, se posso chiedervi ancora un'ultima cosa, potreste aiutare mia moglie ad accompagnarmi verso l’aldilà dopo la mia morte? Sarei allora in grado di prendere quel volo a mente rilassata, se potreste farlo. Ve lo chiedo di cuore.
Ebbene, a tutti coloro che sono rimasti ancora qui con me attraverso questa lunga missiva, grazie.
Con il cuore colmo di gratitudine verso tutto ciò che esiste di buono a questo mondo, ora poso la penna.
Vogliate scusarmi, ora devo andare*.
Satoshi Kon

Lettera presa da http://www.animeclick.it/news/25953-sayonara-ecco-la-lettera-daddio-lasciata-da-satoshi-kon
Che brutto leggere questo genere di cose.
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