venerdì 16 febbraio 2018

Titolo brutto

Come promesso, ecco il post sui film. Il titolo è brutto perché che cosa dovevo scrivere? I migliori film blablabla? Previsioni per gli oscar blablabla? Dai, che cagata è? Che sono, Internazionale? Linkiesta? Siamo seri, su.

Cooooomunque, direi di strutturare la cosa in questo modo: dato che dei film che avevo sull'hd ne ho visto circa la metà, e che la cosa più impellente sono gli Oscar, farei prima le mie preferenze per questi ultimi e poi dopo vado con la "classifica", che in caso potete tranquillamente saltare. Tutto spoiler free, ovviamente. Anzi, cercherò di non parlare proprio della trama del film, because that's how I roll. Allora, capitolo Oscar.



CHI DOVREBBE VINCERE GLI OSCAR 2018 SECONDO IL MIO INSINDACABILE PARERE?


Allora, partiamo da un presupposto che è bene espletare subito. Dei miei due film preferiti visti nel 2017 solo uno è candidato all'oscar, ed è Lady Bird. Ed è tranquillamente il film più adorabile di sempre, quindi per me dovrebbe vincere qualsiasi cosa ever. Vedrò di tenere a bada i miei istinti ed il mio amore verso La Santissima Trinità (Saoirse Ronan, Timothée Chalamet e l'unica fantastica splendida Greta) ed essere obiettivo. Nonostante stiamo parlando delle mie preferenze. Vabbé ci siamo capiti dai.
Altro presupposto: quest'anno i film candidati agli oscar sono tanta tanta roba. Era dall'anno in cui erano candidati Her, 12 Years a Slave, Gravity, Dallas Buyers Club e American Hustle che non c'è tutta questa qualità. Che bello. Poi ci sarebbe da fare tutto il discorso che ormai la gente guarda i film candidati all'oscar aspettandosi i grandi film "da cassetta" degli anni 90 o i kolossal Disney per i quali paga il biglietto e si trova davanti magari Moonlight (che, a scanso di equivoci, è un film DI CRISTO) e dice che ormai fanno tutti cagare, e perché questo succede?, e come si può risolvere? eccetera eccetera, però quello è un discorso talmente ampio e talmente pessimista che onestamente non voglio affrontarlo manco marginalmente. Se Lady Bird vi fa cagare, non è un film di merda - non lo è secondo nessuno standard - è solo che i vostri gusti sono molto per i film d'azione o i drammoni storici. Lady Bird è un capolavoro.
Altro presupposto: è bene ricordarsi che gli Oscar, ora più che mai, non sono un giudizio sul film più bello in assoluto, ma sono principalmente uno strumento promozionale. Da noi i film candidati, con pochissime eccezioni, sono usciti o usciranno tra fine gennaio e fine marzo, e negli USA la situazione non è molto diversa. Per guardare Phantom Thread ho dovuto aspettare fino al 7 febbraio perché è uscito al cinema praticamente a natale. E dovrebbero premiarlo, eventualmente, a marzo. Non ha senso, converrete. Teniamo presente questa cosa quando si scriveranno i post su facebook il 5 marzo (che che non farà nessuno perché saremo tutti attaccati alla maratona di Mentana).
Ultimo presupposto: i film candidati alle grandi categorie li ho visti quasi tutti. Tutti tranne Mudbound, The Darkest Hour, I Tonya, Roman J. Israel Esq., All the Money in the World, The Greatest Showman. I don't care about them. Ho visto quelli belli, diciamo. Poi probabilmente Mudbound e I, Tonya li guarderò anche, ma sinceramente non mi interessano per niente. The Darkest Hour, poi... date l'oscar a Gary Oldman e non fatelo uscire neanche, il film, che due palle.
Andiamo con le categorie.

MIGLIOR FILM E MIGLIOR REGIA

Categorie complesse. Storicamente no, ma da quando seguo io gli oscar, spesso si premiavano i due migliori film che si scambiavano i due premi. Quindi, ripeto, nonostante il mio cuore vada sempre e per sempre a Greta, e nonostante il clamoroso snub di The Florida Project, per me Lady Bird dovrebbe vincere come miglior film e Paul Thomas Anderson come regia. Perché la regia di Phantom Thread è una madonna virulenta, si potrebbe prendere ogni. singolo. fotogramma. di quel film e metterlo in cornice e sarebbe comunque un quadro bellissimo. Dicevo di Florida Project che pure lui ha fatto un lavoro simile, ma principalmente sulle scene in esterno. PTA è stato costante e perfetto e bravissimo e io gli voglio bene.

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

Qui onestamente si può pescare nel mucchio, uno vale l'altro, sono tutte storie stupende. Se mettiamo da parte il mio amore per Greta, direi che forse è meglio che non lo vinca lei perché gran parte della magia del film è nel complesso di performance degli attori, nel timing (la scena nel grande magazzino per il vestito per me è devastante, perfetta, stupenda, ogni volta che la vedo piango), nella regia eccetera eccetera. Quindi meno uno. Discorso identico, per filo e per segno, per Get Out. Quindi meno due. Volendo anche per The Shape of Water. Quindi meno tre. The Big Sick, per quanto mi abbia fatto tanto piangere e abbia fatto diventare Kumail Nanjiani uno dei miei esseri umani preferiti al mondo, alla fine è una romcom. Forse la migliore di sempre, ma sempre una romcom. Quindi via anche lui. Rimangono i tre manifesti. Mi sembra che siamo tutti d'accordo, no? No? Bene.

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

Vabbé, qui Call Me by Your Name, col secondo che arriva settimo.
No dai, anche Molly's Game mi è piaciuto, ma lì ha fatto tutto Aaron Sorkin e io per Aaron Sorkin ho un debole. Comunque CMBYN regna sovrano dall'alto dei cieli.

MIGLIOR ATTORE

Timothée Chalamet.
Obiettivamente Daniel Day-Lewis è stato più bravo, però al cuor non si comanda. E poi vaffanculo, già ne ha tre, non facesse l'ingordo.

MIGLIOR ATTRICE

Saoirse ti voglio bene
Anche perché tanto vince anche qui (meritatamente) Frances McDormand, quindi fatemi amare in pace l'accento più bello di Hollywood. Dai seriamente, guardate quando fa l'accento della valley girl verso la fine, come fate a non amarla come fosse vostra figlia? Vòglimi bene, Saoirse.

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Anche in questo caso vincerà Sam Rockwell dei tre manifesti, quindi qui dico che dovrebbe vincere Willem Dafoe solo per dare qualche considerazione a Florida Project che, ripeto, è stupendo.

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA

Allison Janney,  perché le voglio bene. E perché premiare anche qui la mamma di Lady Bird sarebbe noioso.

MIGLIOR CANZONE

UN CAPITANO, C'È SOLO UN CAPITANO
E incredibilmente potrebbe anche vincere davvero (SPOILER: no it doesn't).

MIGLIOR COLONNA SONORA

Jonny Greenwood, sia perché tra i candidati è la migliore, sia perché sai che gusto a poterlo chiamare "academy award winner Jonny Greenwood"? (SPOILER: non vince manco lui)

MIGLIOR FOTOGRAFIA

Questa è davvero difficile. Il cuore mi dice The Shape of Water, ma con Blade Runner 2049 uno sputo dietro.

MIGLIOR MONTAGGIO

Vogliamo dare a quel filmone bellissimo di Baby Driver qualcosa, sì o no?

ALTRE CANDIDATURE SPARSE

Allora, film d'animazione sicuramente Coco, senza competizione. Mi dicono che Paddington 2 fosse molto bello, ma fin quando decideranno di continuare ad escludere i film giapponesi, la Pixar dominerà la categoria come i Warriors in questi tre anni. Di miglior film straniero ho visto solo The Square e, nonostante in una scena si vedano le tettine dell'amore mio Lizzy Moss, e nonostante sia un film estremamente interessante, se dovesse vincere mi incazzerei come un animale. Degli altri candidati non ne ho visto ancora nemmeno uno, ma quel muscolo rattrappito che ho nella parte sinistra del petto mi dice che The Insult sia davvero bellissimo. Per le altre candidature tecniche, che in genere sono vinte dai blockbusteroni coi supereroi e cagate simili, spero che The Shape of Water li seppellisca tutti, ma non succederà purtroppo. Se a Star Wars o alla Marvel gli togli pure l'oscar per miglior montaggio sonoro che cosa gli rimane?, chiudono tutto e dichiarano bancarotta.

Ora, andiamo con questa sorta di classifica quasi completamente scevra di film europei o orientali, e quindi razzista. Top 10 e poi 4 riserve (perché 4 e non 5? Boh.).

TOP 10 (DALLA 10 ALLA 1)


10) Coco, di Lee Unkrich e Adrian Molina

Siamo tornati a livelli alti. Non ai massimi, però anche il secondo gradino della Pixar è altissimo. Tra l'altro l'ho visto al cinema e davvero è una gioia. Sia per gli occhi che per il cuore.











9) Shin Godzilla, di Hideaki Anno

Quando danno libertà ad un genio, questi sono i risultati. Un film su Godzilla in cui Godzilla ha un ruolo meno che secondario. Stupendo. Da vedere doppiato: io l'ho visto subbato e ho dovuto mettere in pausa ogni 3x2 perché i dialoghi sono tantissimi, complicati, in burocratese, e in più è pieno di scritte. Anche se non vi piacciono i film di mostri, questo vi piace. Poi dai, Hideaki Anno. Pure la colonna sonora ha quegli echi di Evangelion che mi hanno fatto gocciolare. Che tesoro.









8) The Florida Project, di Sean Baker

Un film fatto di bambini che giocano. Che film di merda, direte voi. E invece. I bimbi ti portano in posti bellissimi, e ovviamente sono una grossa mossa Kansas City per parlare di quello che sta attorno a loro. C'è un video di Nerdwriter che accenna un po' alla cosa, ma comunque non leggete niente e guardate il film, fatevi 'sto favore. Poi in caso cercate altro, ma non dovreste neanche averne bisogno.








7) your name., di Makoto Shinkai

Ho delle riserve sul finale, però Shinkai è Shinkai, e quando riesce a non esagerare col pathos i risultati sono questi. Il tema di quest'anno sembra essere "film che ti gonfiano il cuore di gioia e speranza verso il prossimo". Film stupendo. Stupendo.










6) The Shape of Water, di Guillermo del Toro

Il tema è quello del film di cui sopra e di alcuni film di cui sotto. Tutto bellissimo, un mare (pun fully intended) di tenerezza.












5) Three Billboards Outside Ebbing, Missouri, di Martin McDonagh

Qui invece tenerezza manco per il cazzo. A prescindere da tutto quello che il film ci vuole dire, la cosa che mi ha fatto impazzire è che la storia è una mazzata e, nonostante questo, si ride. "Black humor" non è sesso droga e pastorizia, è questo.









4) Call Me by Your Name, di Luca Guadagnino

Un regista italiano, per fare film così belli senza Toni Servillo, deve farli in America. Madonna che nervoso.
Anche questo rientra nel filone "cuore colmo di giUoia". E Sufjan. E pesche.










3) Phantom Thread, di Paul Thomas Anderson

Un'eleganza, una raffinatezza imbarazzante. Non riesco a trovare tanto altro da dire. Maestoso.















2) Lady Bird, di Greta Gerwig

Avevo aspettative alte già prima che uscisse, tant'è che quando l'ho visto il pensiero è stato il classico "sì per carità, molto molto bello, ma chissà che mi aspettavo". Poi siccome era cominciata la promozione e le due erano sempre in giro per talk show, podcast e cose simili, nelle settimane successive ogni volta che mi ritrovavo a pensare al film mi mettevo a piangere. È una roba che rimane. Il Moonlight di quest'anno, ma forse anche meglio di Moonlight, per quanto completamente diverso.






1) The Handmaiden, di Park Chan-wook

Uno pensa "vabbé il film nuovo di Park Chan-wook si guarda per forza, non sarà sicuramente meglio di Oldboy ma brutto non potrà essere." E invece sai che non siamo poi così lontani?
Dopo 'sto film lui è uno dei miei preferiti. Visivamente The Handmaiden è pazzesco, la storia è qualcosa che non riesco neanche a descrivere tanto è complicata e inaspettata e bellissima. Un film come ne vedrete pochi nella vita.
Consiglio di vederlo sottotitolato perché una delle cose più gustose del film sono i cambi - importanti anche ai fini della trama - di lingua tra coreano e giapponese. Sia per quello, sia perché o così o così, non penso che lo vedremo mai doppiato in Italia, 'sto capolavoro.






 ̶A̶n̶d̶ ̶t̶h̶a̶t̶'̶s̶ ̶a̶l̶l̶ ̶f̶o̶l̶k̶s̶
NOOOOOPE

Avevo detto che avrei messo anche le riserve, quindi eccole. Stavolta in ordine alfabetico.
Baby Driver, di Edgar Wright
Il film più "divertente" che ho visto nel 2017.
Get Out, di Jordan Peele
Ora, ho sentito un casino di gente dire "eh ma dai, ma che è?, ma non è bello!". Uno: yes it is. Due: negli USA è un fenomeno culturale perché tocca dei nervi che lì sono scoperti, noi ancora non li abbiamo perché i negri preferiamo non considerarli proprio quindi figurarsi. E poi francamente è un ottimo horror.
Molly's Game, di Aaron Sorkin
Come dicevo, io per Sorkin perdo la testa. Avete presente The Big Short, o comunque quel genere di film americani in cui tutti i personaggi hanno sempre magicamente delle battute super brillantissime pronte e le sparano alla velocità della luce una dopo l'altra? Bene, questo è uno di quei film. Ed è un bel film, nel senso, non è che l'unica cosa bella del film è la quantità quasi sadica di dialogo. Però è un bel surplus.
The Post, di Steven Spielberg
Come ha egregiamente spiegato Seth Meyers nel video a cui vi rimando se cliccate su un punto qualsiasi di questa frase, The Post è semplicemente un newspaper movie. Avete presente Spotlight? Beh ecco, non siamo poi così distanti. Qui in più ci sono solo duecentomila personaggi, tutti fatti da attori bravi bravi bravi e che mi sarebbe piaciuto veder recitare in lingua originale, e lo gira Spielberg, che in certi momenti si fa amare profondamente.

Tre titoli che non ho visto ma che vedrò presto e sicuramente saranno bellissimi o quantomeno belli (titoli cliccabili, vi rimandano alla scheda su IMDB):
Good Time, distribuito nel nostro amorevole paese in C I N Q U E copie, e tipo un mese dopo l'uscita in sala l'hanno messo su Netflix, per fortuna (clic clic clic)
Thelma, che avevo iniziato a vedere tipo alle undici e mezza di sera e al primo segno di inquietudine ho dovuto chiudere perché sarebbe finita che non avrei dormito.
On the Beach at Night Alone, di cui non scrivo il titolo originale perché, se tanto mi dà tanto già col titolo in inglese non lo vedrà nessuno, figurarsi col titolo coreano. Comunque di 'sto film non so nulla, tranne il fatto che il mio sesto senso mi spinge con decisione a premere play uno di questi giorni.

And THAT's all folks.
In chiusura, una maglietta che vorrei davvero tanto (o se non dovesse essere quella nella foto - che si può comprare qui - c'è anche quest'altra che va benissimo). Nel senso, se vi avanzano degli euri... non voglio suggerire niente, eh... però... ecco...


lunedì 12 febbraio 2018

#LastWeekly 2

Ecco l'angolo in cui condivido una playlist di 10 tracce + eventuali bonus basata sulle cose belle che ho ascoltato la settimana appena conclusa. Qui sotto la lista della canzoni con brevissime considerazioni, e sotto il link alla playlist su Spotify. Il titolo di ogni canzone, ove possibile, rimanda ad un video su youtube della traccia in questione, non voleste aprire o non aveste Spotify. Qui sotto cercherò di mettere un'immagine bella o un fumettino o un meme o una foto sympa ogni settimana con, se riesco a trovarlo, il realtivo twitter o instagram or whatever. E sotto il link alla playlist c'è il mio #LastWeek che metto ogni lunedì su twitter perché twitter è un bel posto.

Questa settimana, PDLComics.


Fever Ray - IDK About You
Senza idee, senza creatività. Scarsa.

Kelela - Truth or Dare
Qui il link è a Soundcloud perché evidentemente la Warp è attenta. Ah sì, questa qui è sotto contratto con la Warp, quindi male male non può essere.

Brockhampton - BOOGIE
Best boy band since One Direction / Making niggas itch like a skin infection. Se non avete visto il loro live a TRL non avete vissuto.

Vince Staples - Yeah Right
-Nonno, nonno, raccontami una storia!
-Vieni qui figliolo, ti racconterò di quando le basi hip hop erano considerate "roba da negri."

The National - Squalor Victoria
Secondo il popolo di facebook, sarebbero meglio i guns n roses con Axl Rose ciccione e con le treccine. Saranno saggi loro. Saremo scemi noi.

A Perfect Circle - TalkTalk
Peccati di cuore.

E qui inizia il momento amarcord, perché queste tre canzoni sono state degli in memoriam della settimana.
J Dilla - Workinonit
Il 7 febbraio è il compleanno di J Dilla. Che riposi in pace.
Da qualche parte, non ricordo dove, ho letto che Donuts è "il più grande disco di hip hop strumentale insieme a Endtroducing...". Io direi che è uno dei più grandi dischi di sempre e stop.

Nujabes - World's End Rhapsody
Il 7 febbraio è anche il compleanno di Nujabes. Che riposi in pace.

Neutral Milk Hotel - The King of Carrot Flowers Parts Two and Three
Questo dischetto piccolo piccolo ha invece compiuto vent'anni il 10, di febbraio.
Il disco è registrato in maniera un po' artigianale, non è prodotto, lui secondo molta gente (che non piace alla gente che piace) è stonatissimo. Risultato, In the Aeroplane Over the Sea è un capolavoro.

Basta con le chiacchiere, cliccate qui e andate sulla magggica playlist.

Qui sotto il #LastWeek


E come bonus, un'intervista al Late Show di Colbert che in realtà non è niente di speciale, se non fosse che lei mi ha fatto innamorare abbastanza violentemente e quindi prendetene e godetene tutti.



Alla prossima settimana.

lunedì 5 febbraio 2018

#LastWeekly 1

Che bello amisci, iniziamo questa nuova rubrica minuscola per il puro gusto di obbligarsi a scrivere qualche cosetta ogni settimana per non lasciare questo posto abbandonato al nulla. Segue spiegazione alla rubrica che immagino incollerò ogni settimana in apertura. O quantomeno, lo farò per le prime volte prima di partire con la tangente as usual.

Ecco l'angolo in cui condivido una playlist di 10 tracce + eventuali bonus basata sulle cose belle che ho ascoltato la settimana appena conclusa. Qui sotto la lista della canzoni con brevissime considerazioni, e sotto il link alla playlist su Spotify. Il titolo di ogni canzone, ove possibile, rimanda ad un video su youtube della traccia in questione, non voleste aprire o non aveste Spotify. Qui sotto cercherò di mettere un'immagine bella o un fumettino o un meme o una foto sympa ogni settimana con, se riesco a trovarlo, il realtivo twitter o instagram or whatever. E sotto il link alla playlist c'è il mio #LastWeek che metto ogni lunedì su twitter perché twitter è un bel posto.

Questa settimana, Alex Norris.


Fever Ray - Now's the Only Time I Know
Brava, bravissima, fenomanale. È una dei due Knife, ed è la regina del pop che ci meritiamo.

James Blake - If the Car Beside You Moves Ahead
Spero che questa canzone sia un segno che sta facendo un nuovo disco tutto così. O anche solo un EP. Qualcosa. Perché è spettacolare.

LIBERATO - Me stai appennenn' amò
Stong tutt i love yoù.

The Knife - The Captain
Uno dei gruppi più belli di questi anni, stop. Come ho scritto su twitter, la roba assurda è che quando metti su Silent Shout e arriva questa, pensi che sia bellissima, e poi ti ricordi che forse quella che viene dopo è anche meglio.

Salami Rose Joe Louis - I Love You So
Mandatami dalla fidanzata, non mi è più uscita dalla testa. Storta, dissonante e dolcissima.

Felix Mendelssohn - Lieder ohne Worte n° 5 in h-moll, Op. 67
Quanto vorrei conoscere più musica di questo tipo. Il problema è che se chiedo sui social ho paura che la gente mi tiri fuori Ludovico Einaudi.

Shame - Dust on Trial
Ascoltati grazie alla recensione su DYR?, probabilmente non dureranno, però il disco è davvero carino. A volte mi ricordano i Loverman. ed è solo un complimento.

Nirvana - Negative Creep
Eh ragazzi.

Fitness Forever - Tonight
Io posso capire che siano un po' bizzarri, e che magari da un gruppo italiano non ti aspetti proprio questo. Però ti entrano sottopelle, non c'è niente da fare.

Rhye - Count to Five
Esce il disco nuovo di Rhye = fomento.

Ok, ecco la playlist (clik click click)

Ed ecco il #LastWeek

domenica 14 gennaio 2018

Siamo già al 15 gennaio, praticamente

Neanche mi ricordo quando ho scritto l'ultimo post su questo mio amato blog, ormai scrivo praticamente soltanto su Do You Realize? (che spero seguiate dappertutto, sia sul sito che sul forum che su Facebook che su Twitter che su Instagram soprattutto, visto che lo gestisco soprattutto io). Anzi, è probabile che l'ultimo post che ho scritto sia stata un'altra chart di fine anno. Ma non quella del 2016, per farvi capire come sto combinato. E pensate che è qualche settimana che sto ponderando anche l'idea di aprire un altro blog per parlare dei purissimi cazzi miei ma in maniera del tutto anonima. Ci sono dei dubbi: se voglio mantenere un minimo di privacy per parlare delle mie beghe sentimentali o della mia situazione lavorativa e quant'altro, ma voglio mantenere un minimo di privacy, non posso certo spammare sto blog sui social, no? E quindi chi mi leggerebbe? Perché alla fine se scrivi qualcosa è per la speranza che qualcuno ti legga, no?
E soprattutto sento una parte del mio cervello urlare: ma se non c'hai voglia di scrivere questo, di blog, in quale universo fantascientifico dovresti scrivere anche su un altro?
Ed è tutto vero. Vabbé va', parliamo un attimino del 2017 (tralasciando completamente qualsiasi vicenda personale) prima di andare sulle chart vere e proprie.

Sono successe diverse cosucce interessanti, direi. A parte tutte le robe politiche (soprattutto statunitensi, visto che sono un assiduo spettatore di diversi talk americani), la cosa che ha più segnato il mio anno facendomi fare non poco malesangue è stato il susseguirsi delle molestie nel mondo dello spettacolo (anche qui, soprattutto americano). Ma non perché ha buttato nella merda gente di cui mi interessasse. Cioè anche, Louis CK era il faro morale della mia vita, però il discorso è più ampio. Il malesangue viene perché sui social non si può non esprimere la propria opinione sugli argomenti più hot del momento pena il ban e la damnatio memoriae e, data questa tremenda usanza, mi è stato possibile vedere quanta gente si schierasse a favore dei molestatori, cosa che io reputo completamente fuori di testa e qualsiasi motivazione si tiri fuori a sostegno mi sembra solo una bestemmia più grande. Per non parlare delle donne che difendono i molestatori. Assurdo. La smetto qui perché veramente potrei continuare per ore.

Ok, iniziamo con la musica.
Inutile ribadire quanto il rock sia in caduta libera e bla bla bla, se siete un minimo attenti lo saprete già. Sì, è possibile che il rock sia sempre meno originale. D'altra parte avete visto quali sono i concerti estivi e gli headliner soliti, che se sono gruppi rock lo sono perché si appellano ad un concerto di rock che se va bene è vecchio di 15 anni. Non c'è da sorprendersi. Quindi ve lo dico, di rock ce ne sarà poco, le figate stanno da altre parti. E, siccome se dovessi fare le top 5 dei vari generi finirei per includere cose che non meritano tanto quanto altre lasciate fuori in altri posti, mi sa che faccio una top 25 e via, tutti contenti. Cliccando sul nome del gruppo + disco ci ho messo il link all'album su Spotify. Quindi iniziamo.

25) Ninos du Brasil - Vida eterna
Tribale, si balla davvero, poi c'è anche un po' di orgoglio perché loro sono italiani. Tutto molto bello.

24) Jlin - Black Origami
Semplicemente un disco di Jlin. Quindi un bellissimo disco. E partiamo con due robe di musica elettronica una dopo l'altra. Ve l'avevo detto.

23) Godspeed You! Black Emperor - "Luciferian Towers"
Gli manca l'immediatezza e la memorabilità (se esiste in italiano questa parola) degli altri loro album, ma comunque stiamo parlando di un disco dei GY!BE. Bellissimo. Be. Lli. Ssi. Mo.

22) Max Richter - Three Worlds: Music From Woolf Works
Alcuni la chiamano musica neoclassica. Io la chiamo musica bella. Unico disclaimer: è un disco bello lungo.

21) William Basinski - A Shadow in Time
Ambient. Bella. Densa ma non rumorosa. Elegante. Pregna.

20) Slowdive - Slowdive
Ero sicuro che avrebbero fatto una cagata. Invece hanno fatto un gran bel disco degli Slowdive. È fin troppo simile a quanto hanno pubblicato, però. Probabilmente rimarrà nel tempo, probabilmente crescerà, per ora è qui.

19) St. Vincent - MASSEDUCTION
Non è di certo il suo migliore, non è di certo il più ispirato, non è di certo il più omogeneo. Però è comunque di Annina che parliamo, la sua classe e la sua inventiva nel mio cuoricino un posto lo troverà sempre.

18) Forest Swords - Compassion
Questo è una vergogna che sia così in basso, probabilmente dovessi ritoccare la classifica tra qualche mese sarebbe parecchio più in alto. È un disco a dir poco eccezionale.

17) Kelly Lee Owens - Kelly Lee Owens
Niente di nuovo, eh. Se avete già ascoltato Pantha du Prince (giusto per fare un nome) non ci trovate niente di nuovo. Però che tiro che ha. Come ti mischia bene la voce alla cassa. Quant'è dreamy. Che brava.

16) Big K.R.I.T. - 4eva Is a Mighty Long Time
Lui è bravo vero. Si sentono le influenze southern molto più che negli altri dischi. La qualità, sempre rispetto agli altri dischi, è molta molta di più, sembra di essere tornati a Foreva N a Day del 2012. Sono ventidue canzoni per UN'ORA E MEZZA DI MUSICA. Potrebbe essere un difetto, ma magari no.

15) Chelsea Wolfe - Hiss Spun
La Regina delle Tenebre. Ci ha sempre flirtato, col metallo quello bello duro e senza compromessi, da anni. Adesso finalmente ha fatto un album tutto così, ed è tanta roba. Quando parte il vocione di Aaron Turner il cuore mi si è sciolto e non sono più riuscito a ricompattarlo. Funny aside: ha proprio azzeccato la promozione social, oh.

14) Colin Stetson - All This I Do for Glory
Questo è proprio un disco da halloween, fa proprio paura. È un disco storto, disorientante, dissonante. Ma bello assai.
Ne avevo anche scritto su Do You Realize qualche mese fa.

13) Sampha - Process
Fenomeno vero. Come canta, come suona, come produce, tutto. Fenomeno.
Uno dei pochi che secondo me possono piacere davvero a tutti quanti.
E pure di lui ho già scritto qualcosa.

12) Ryuichi Sakamoto - async
Il disco è bello tutto, ma per me tutta la bellezza è riassunta in questa traccia qui.

11) Algiers - The Underside of Power
Finalmente un disco rock con due palle grosse così sotto. Aggressivo, violento, impegnato. Tutte canzoni stupende, non ce n'è una più debole delle altre. È davvero un peccato che non sia in top 10.




10) Brockhampton - SATURATION, SATURATION II, SATURATION III
Sì, tutti e tre. Perché sono inseparabili, perché sono tutti e tre fantastici e freschi e se non li ascoltate siete razzisti. Ho messo la copertina del secondo perché è quello che mi è piaciuto di più dei 3, ma nel senso, se il II ha, facciamo finta, un voto di 85 gli altri prendono 83 eh, si parla del nulla.

9) Arca - Arca
Ha fatto bene a fare un disco omonimo. Il fatto che canti su basi meno isteriche lo rende confidenziale in maniera quasi insopportabile. Pensi di averlo capito e poi arriva Whip che ti manda a puttane il cervello. Un maestro. L'ho visto solo in dj set e rimpiango molto questa cosa. Senza dubbio uno dei boh, 3 nomi più importanti di tutto il panorama musicale attuale.

8) Iglooghost - Neō Wax Bloom
È un disco che quasi ti fa innervosire, perché si capisce benissimo che lui sa esattamente, nel minimo dettaglio, cosa sta facendo e dove vuole andare. E lo fa con eleganza estrema. Poi però, siccome non è abbastanza divertente, inserisce questi attacchi terroristici di personaggi di un anime majokko scadente che cambiano tutto, ma in meglio. Come cazzo gli è venuto in testa?

7) Mount Eerie - A Crow Looked at Me
C'è chi dice che qualitativamente, proprio a livello musicale e melodico, non sia questa madonna incarnata. Può darsi, ma come fai a non considerarlo uno dei più grandi dischi voce & chitarra di sempre?

6) Julien Baker - Turn Off the Lights
♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥

5) Ben Frost - The Centre Cannot Hold
Una parete di cemento, non levigata, piena di spuntoni che non ti permettono neanche di poggiarci comodamente la schiena, e che a momenti si ritrae facendoti sbattere le corna. Ben Frost, ti odio. Ben Frost, dammene ancora.

4) M.E.S.H. - Hesaitix
Non è un disco immediato, non ti prende al primo ascolto. Ma quando ti prende non ti molla più.
Cerca. Rivela.
Ah, pure di lui ho già scritto.

3) Kendrick Lamar - DAMN.
I GOT I GOT I GOT I GOT

2) Clap! Clap! - A Thousand Skies
Estivo, si balla meglio col disco che con lui live, pieno di trovate fantastiche nonostante rimanga sempre nello stesso territorio, con una simbologia e un tema ricchi e studiati benissimo. Una bomba, praticamente.

1) Artisti vari - Mono no aware
Lo so che è una compilation e non un album. Volendo a mia discolpa potrei dire che tutti i nomi che conosco presenti sulla compilation hanno completamente cambiato stile e genere per esserci. Ma a prescindere da tutto, considerate questo.
Mono no aware è l'espressione giapponese che indica la capacità di apprezzare le cose nella loro caducità (cliccate qui per una descrizione sicuramente migliore di quella che saprei dare io). Per me può bastare. Ascoltate il disco tenendo presente questo. Poi venite a protestare, se ve la sentite. Non ve la sentite, eh? Lo so.






Mi sento ispirato, faccio anche una top 10 delle canzoni più belle. Disclaimer: La top 6 è in ordine, per le altre le posizioni sono davvero casuali. Ma tanto poi, cliccando sull'undicesima posizione venite inviati alla playlist su Spotify con altre 10 canzoni fighissime, forse più. Secondo disclaimer: non ci ho messo neanche una canzone di Mono no aware perché sennò avrei dovuto metterle tutte.
1) LIBERATO - Tu t'è scurdat 'e me
2) Kendrick Lamar - DNA.
3) M.E.S.H. - Search. Reveal.
4) Arca - Whip
5) Coucou Chloe - Sylph
6) Floating Points - Ratio (Full Mix)
7) Ryuichi Sakamoto - fullmoon
8) Julien Baker - Claws in Your Back
9) Sampha - Blood on Me
10) St. Vincent - Pills
11) Dicevo, la playlist.

Stando a quanto riportato da Last.fm, ecco le mie stats per l'anno solare del 2017, nello specificoa top 50 dei più ascoltati, rispettivamente gli album (1-10, 11-20, 21-30, 31-40, 41-50) e gli artisti (1-10, 11-20, 21-30, 31-40, 41-50).

Concerti: una delle cose davvero davvero belle di abitare a Milano è la quantità di live spettacolari che puoi vedere. Quindi, chiaramente, dei 3 migliori concerti a cui ho assistito nel 2017, solo uno era a Milano. Ma procediamo con ordine.

3) #C2CMLN GUCCI HUB, Milano, 30 marzo: line up discreta. In ordine dal primo all'ultimo, Toxe, Yves Tumor, Gaika, Amnesia Scanner, Arca + Jesse Kanda. Yves Tumor è stato un live incendiario e se su disco lo ascolti e sembra quasi un disco ambient (quello del 2017, almeno), dal vivo diventa quasi un concerto metal. Personaggio da amare. Toxe e Gaika non pervenuti. Arca l'ho finalmente capito proprio in questo dj set, sia per come si presenta lui (un amore), sia per i video di Jesse Kanda che davvero rendono chiarissima la poetica di manipolazione del corpo e dell'identità, sia per la "brief interruption" che sentite alla fine di questo breve video instagram. Cioè. Se non è una delle cose più fomentanti che abbiate sentito da anni siete davvero fortunati. Ero in estasi durante il discorso. Ero ancora più in estasi quando, non appena pronunciata la frase "sorry for this brief interruption" è ricominciato L'INFERNO. Che momento incredibile. Ma parliamoci chiaro. Questa serata sta al terzo posto solo e soltanto perché c'erano almeno un paio di live sottotono rispetto a quella che per me è stata quasi una rivelazione religiosa: il live degli Amnesia Scanner. Il loro EP già mi piaceva da matti, ma avete presente quando vi dicono "eh ma se non lo vedi dal vivo non riesci ad apprezzare fino in fondo la sua musica"? Beh, io ho sempre creduto il giusto a questo detto, ma in questo caso è anche riduttivo. Live breve, probabilmente saranno stati 45 minuti, ma i primi 5 erano completamente al buio. Poi si accende UN riflettore che passa in mezzo ai due e non illumina neanche il pubblico, poi la loro musica completamente frammentata e distorta e distrutta scatena uno strobo che definire inumano sarebbe usare una figura retorica che non è neanche eufemistica, peggio. Uno dei live più belli che abbia mai visto, una serata pressoché perfetta.
2) Anderson .paak, Verona, 29 maggio: semplicemente un fenomeno. Il disco che portava in giro è un disco pazzesco, lui è un performer pazzesco, il posto in cui ha suonato è pazzesco, la serata è stata pazzesca. Tutto pazzesco.
1) Nicolas Jaar + Lorenzo Senni, Castellana Grotte, 15 agosto: cercando di astrarsi dalle condizioni nelle quali ho fatto esperienza del concerto (non mi viene in mente traduzione migliore del verbo inglese "experience"), perché assistere ad un concerto di questa portata insieme alla propria fidanzata in primissima fila a 20 km da casa non capita spessissimo, è stato semplicemente uno dei cinque/sei concerti migliori a cui abbia mai assistito. Lorenzo Senni è sempre bravissimo, ma lui dal vivo l'avevo già visto, sapevo cosa aspettarmi, il pubblico non era esattamente il massimo durante il suo live e boh, nel senso, bravissimo ma non trascendentale. Trascendentale lo era l'altro. Se Senni (che per inciso è un performer incredibile) è giusto che sia il tuo opener, vuol dire che tu sei qualcosa di speciale. Dicevo, trascendentale. Per me il live si è diviso esattamente in due parti: la prima parte in cui ha fatto un medley ambient in cui mischiava cose verosimilmente inedite a stralci di pezzi dei due album, e la seconda parte, in cui ha tirato fuori le banger e ha steso pure i pali della luce. La seconda parte è tutto quello che ci si aspetta, le varie Mi Mujer, No e Space Is Only Noise sono state mostruose, i drop erano dei cazzotti in mezzo agli occhi e i build up per arrivarci di un buon gusto che trovi una volta su un milione prima di drop di quel genere, non gli si può dire nulla se non bravo e grazie e torna presto. Il game changer però l'ha fatto la prima parte. Nicolas Jaar non è un fuoriclasse perché ti fa cantare a squarciagolaa NO HAY QUE VER EL FUTURO PARA SABER LO QUE VA A PASAR, ma perché oltre a farti cantare a squarciagola NO HAY QUE VER EL FUTURO PARA SABER LO QUE VA A PASAR ti tiene sospeso con quelle atmosfere un po' anni '50 un po' Twin Peaks, con quelle voci piene di delay e riverbero che non si capisce cosa dice, con le voci al contrario, con quei bassi algidi e delineatissimi in mezzo a un mare di rumore. Durante la prima parte di concerto non ha fatto altro. Ti ha preso il cervello e te lo ha messo in questo fumo azzurro che prima avvolgeva solo il tuo corpo. Ha fatto con i synt delle armonie che sembravano archi presi dai GY!BE, ogni tanto ti offriva un appiglio, un passaggio di The Three Sides of Nazareth, ma era un riferimento fallace perché poi ricascavi nel fumo e ti facevi cullare da quello che diceva lui. C'è stato un momento in cui la melodia era talmente ritmata e contemporaneamente celestiale che, sarò scemo e banale io, ma l'ho vissuto proprio come un momento religioso. Quando cazzo mai ti ritrovi a piangere in un concerto di musica elettronica? Quando vedi dal vivo Nicolas Jaar.
Ho sentito di diverse persone che si sono lamentate dei suoi live. Sarò fortunato io. Ma fortunato davvero. Poi dioporco quanto è figo.



Serie: quest'anno non sono riuscito a vedere tutte le serie che avrei voluto, e probabilmente mi sfugge pure qualcosa che ho visto e di cui mi sono dimenticato. Poi ci sono un paio di serie che non ho finito o non ho neanche iniziato e che avrebbero avuto ottime probabilità di finire in questa rispettatissima classifica, nello specifico Black Mirror e soprattutto The Deuce, che ho messo in pausa per avere più episodi da guardare e ancora non ho recuperato. Ad ogni modo direi che la top 3, cercando di metterle in ordine (anche se sono tutte serie stupende, non è che la terza fa schifo al cazzo eh, tutt'altro) è questa:

1) Better Things
Che di suo è una serie che mi è sempre piaciuta un sacco (anche perché voglio dire, guardate chi sono i due autori), ma con la seconda stagione la fantasticameravigliosaunica Pamela Adlon ha preso molto più il volante ed è letteralmente decollata, ogni singola puntata è un capolavoro, e la 02x06 è tranquillamente nella top 3 delle singole puntate più belle mai viste di qualsiasi serie ever. Imperiosa.

2) Handmaid's Tale
E qui faccio un po' il fanboy io. 1) c'è Lizzy Moss, santa protettrice di noi tutti poveri infedeli; 2) atmosfera paurosamente alla Floria Sigismondi che infatti dirige anche un episodio, 3) è semplicemente bellissima. L'unico momento che non mi è piaciuto è proprio il finale di stagione, ma è proprio uno spaccare il capello in 4.

3) Master of None
Che delicatezza, che eleganza. La prima o la seconda puntata è una di quelle ambientate in Italia, tutta in bianco e nero, bellissima. Poi verso la fine della stagione arriva la puntata del Thanksgiving che è semplicemente perfetta. Non si può chiedere meglio e se dite di aver visto di meglio non vi credo. Senza altre discussioni.

Argomento libri.
Facciamo così, metto un titolo per i romanzi e uno per i fumetti.
Romanzi: Exit West, una storia legata a temi incredibilmente attuali e che nonostante questo è delicatissima, non vuole assolutamente farti da maestrino sul tema dell'immigrazione o della situazione in medioriente, semplicemente raccontarti una storia di amore e umanità che, sfiga, ha una mezza guerra sullo sfondo. Ah, è anche un libro di fantascienza.
Fumetti: Non stancarti di andare. Mi rendo conto solo scrivendo che sono due storie praticamente parallele, perché hanno tutte e due quasi lo stesso tema, hanno tutte e due un intento molto simile. Questa non è una storia di fantascienza, ecco. Ed è di portata molto più ampia, e io a Radice e Turconi voglio bene come a nessun altro e il romanticismo che riescono a mettere in ogni cazzo di vignetta è una cosa che davvero non so come possa lasciare indifferenti.
Poi ci metto il bonus. Se sapete bene l'inglese non potete, e sottolineo NON POTETE non leggere i libri di Shea Serrano. Ok, sono molto tematici, visto che il primo è un libro sull'hip hop e il secondo un libro sul basket, però davvero scrive da dio e non riesce a trattenersi dal farti scoppiare a ridere in ogni singola pagina. Io li custodisco come tesori, e ve li portate a casa con relativamente pochi soldi.
The Rap Year Book lo comprate qui, mentre Basketball and Other Things (BAOTper gli appartenenti al suo esercito, il FOH Army) invece lo comprate qui. In realtà per entrambi vi consiglio di dare un occhio su bookdepository, che magari qualche euro ve lo fa risparmiare (io li ho presi entrambi da lì, ma mi rendo conto che magari amazon vi torna più comodo).

Film più belli: penso farò un altro post* perché ne ho tantissimi sull'hard disk ma ancora non ne ho visto neanche uno.
*LOL

Beh allora visto che il buon proposito l'ho fatto, immagino che vedrò di scrivere qualcosa sui film entro il mese di febbraio.
Che immagine metto in chiusura? Un pollicione vi va bene?


sabato 19 novembre 2016

... and I miss you

Gli induisti e i buddisti ne sapevano, ci avevano visto lungo quando dicevano di liberarsi dai beni materiali per vivere una vita di solo amore spirituale. Però io non sono né induista né buddista. Un po' perché non ci ho mai provato, un po' perché per me le cose materiali sono importanti, quasi vitali. Scrivendo questo ho davanti agli occhi tutti i fumetti e i libri che ho qui a Milano sulla mensola di casa nuova.
Vabbé, buttiamo giù la maschera. Sono due settimane che sono molto agitato, molto scosso e molto triste perché mi hanno rotto l'hard disk esterno.
Chi è come me (quindi nato prima del 1990 con passioni musicali/filmiche/quellochevolete) capisce cosa questo comporta. Avere un tera e mezzo di roba e perderla in un secondo e mezzo scarso è parecchio destabilizzante, soprattutto considerato che non c'avevo mica salvate le foto fatte col cellulare con quasi tutti quelli, appunto, nati dopo il 1990. La cosa più brutta in assoluto, infatti, è l'essere costretti a vivere i momenti in cui qualsiasi cosa ti passi davanti - sui social, sul lettore mp3 del telefono, o sul lettore mp3 vero e proprio (ho la sensazione che stia per lasciarmi pure lui) - pensi "cazzo, ho perso anche lui".

Ecco una lista a caso delle cose a cui ho pensato man mano che questa sequenza di tristezza e bestemmie (ma più di tristezza) andava avanti.

Gli stand-up sottotitolati in italiano. Bill Hicks è stato parte integrante della mia formazione e crescita come persona, e questo solo grazie a comedysubs che aveva messo online gli spettacoli sottotitolati. Ora, non è che mi mangi le mani per aver perso quelli di Bill Hicks o di Louis CK, perché tanto li so praticamente a memoria, ma mi mancano quelli meno facili da trovare. Hicks e CK sono all over youtube, sottotitolati e non, ma Bigger and Blacker di Chris Rock? Gli Out of England di Ricky Gervais? Ecco, appunto.
I dischi italiani un po' meno strafamosi che ce li ha anche il cane dei vicini. Alla fine i primi Marlene Kuntz, o i primi due/tre dischi degli Afterhours li trovi, così come Capossela e il primo del Teatro degli orrori. Però i primi dei Uochi Toki? La stanza di Swedenborg? I Laghetto? I Three Steps to the Ocean? I primi demo della Biblioteca deserta? La Squadra Omega?
I mix e i bootleg. Nel senso che la discografia dei Godspeed You! Black Emperor la trovi dovunque, ma tutti i loro bootleg? Oppure i vari DJ Kicks, o i Fabriclive? Cazzo, il Fabric55 di Shackleton.
I singoli e gli EP, di musica elettronica e non. Questo è consequenziale a quello di prima. Ad esempio, di Shackleton ho perso il Fabric55, ma anche tutti i singoli. Così come i singoli e gli EP di Burial (anche se forse questi sono un po' più facili da trovare). Così come tutti i singoli dei Radiohead, o dei Cure, o di Falty DL, o di D1. Tutti i dischi dubstep del periodo d'oro. Tutta la discografia sterminata di Aphex Twin con tutti i monicker usati negli anni.
Tutta la roba che non c'è su Spotify. Quindi Joanna Newsom. Quindi i Tool. Quindi tutte le robe post-metal di 8-9-10 anni fa. Tutto il jazz che ancora non avevo ascoltato. I Bohren & der Club of Gore.
Gli hentai. I volumi migliori di Hyji e Naruko Hanaharo.
I fumetti oscuri ed underground scaricati negli anni che ora sarebbe veramente un casino recuperare.

Che poi chiariamoci, non è che sono cose che non troverò mai più. Anzi, mio fratello qualche mese fa mi smollò un suo hard disk esterno da 500 giga che quantomeno mi basterà per due-tre anni per metterci la musica. Però la cosa che davvero manca è la sicurezza che avevi di poter fare affidamento su un archivio di cose che ti piacciono e che potrai avere a tua disposizione. Il sapere che sì ok, di Bob Dylan hai ascoltato tre dischi, ma i più importanti li hai tutti lì e quando arriverà il momento potrai ascoltarli. Stesso discorso per i Rolling Stones. Per Nick Young. Per Springsteen. Per Brian Eno.

Per fortuna non ho mai ignorato Last.fm e ho lì l'archivio di praticamente qualsiasi cosa abbia ascoltato quasi dall'età della ragione ad oggi.
Ma è quasi un ricostruirsi pezzo pezzo.

Ok, potete tornare alle vostre vite.
Ah, ho cambiato il layout e sto cercando di lavorare all'immagine d'intestazione.
Eccovi una foto di PKNA per simboleggiare l'innocenza perduta.

martedì 1 novembre 2016

15 pensieri sul mio Lucca Comics 2016 +1

5 pensieri sulla manifestazione
1) Il Lucca Comics è bello.
2) Il Lucca Comics è brutto se ci vai solo nei giorni di maggior afflusso, perché la città diventa una scatoletta di sardine e pensi di morirci dentro da un momento all'altro. Io quest'anno ci sono andato di lunedì e si stava da dio. Certo, non tutti si possono permettere un lusso del genere.
3) Starci un solo giorno va bene solo se non hai amor proprio, se vai lì solo per comprare (e fin qui mi ci identifico) e se non ti frega niente di tutto il resto. Quest'anno ci sono stato un giorno solo e ho visto poco e male. Ho visto non benissimo il padiglione degli editori, ho visto solo un padiglione delle fumetterie, non ho visto praticamente nessun padiglione speciale tipo quelli della Warner o della Dylan Dog Experience (non che ci tenessi, vista la fila che c'era), non sono entrato per niente nel padiglione Panini (e questo è anche un traguardo - Panini merda, sempre), non ho visto per nulla né l'Area Japan o qualsiasi fosse il suo nome quest'anno né quella Games (e anche qui sticazzi) e, soprattutto, alle mostre ho potuto dare solo uno sguardo veloce. Ed è veramente un peccato, perché le mostre che mettono su a Lucca sono veramente ben fatte, nonostante siano piccole. Sarà che sono cresciuto coi fumetti, e vedere una tavola originale anche solo di Zerocalcare (che siamo d'accordo non essere proprio Takehiko Inoue - come ha tenuto a specificare anche lui nelle tavole celebrative del 50simo di Lucca) mi smuove qualcosa dalle parti della bocca dello stomaco, figuratevi quindi poter passare 10 minuti a vedere tavole di Kazuo Kamimura tipo questa o questa. Stando un giorno, questo lusso non te lo puoi permettere.
4) La questione degli autografi sta diventando veramente ingestibile. Ora non sono solo i grandi vecchi a pretendere sessioni di firme brevissime (vedi Crumb un paio d'anni fa e Miller quest'anno), ma anche gli ospiti. E non aiuta il fatto che ci sia gente che si prende autografi anche di gente di cui non gliene fotte niente togliendoli ad altri. Buttando la maschera, mi sto lamentando del fatto che non sono riuscito ad avere l'autografo di Kaoru Mori mentre tanta altra gentaglia sì. E Dario Moccia figlio di puttana che se l'è fatto fare perché tanto lui è vip.
5) Se vi piacciono i fumetti, andate a Lucca portandovi dietro tanto danaro, perché io già un giorno dopo sto rimpiangendo l'aver lasciato lì le integrali dell'Eternauta, di Corto Maltese e di Ranxerox, per non parlare degli ultimi x volumi di Sunny e di cose della Coconino a caso. O della serie completa di Gigi la trottola (Dash! Kappei per gli iniziati) a 50€ per cui ancora piango lagrime di sangue.



Top 5 people that stood out (in ordine casuale)
1) Tizi vari agli stand degli editori: gli anziani dello stand Coconino, non puoi non volergli bene; Daniela Odri Mazza, perché è sempre figa; una tipa allo stand Shockdom, per lo stesso motivo; una delle ragazze allo stand JPOP, a cui evidentemente ho fatto tanto pena per quanto pregavo per l'autografo della Mori che mi ha comunque regalato il bloc notes di Otoyomegatari.
2) Il ragazzo massimo diciottenne metallaro con la maglietta dei Dream Theater che quando ritrova il suo amico sotto il duomo gli fa gasatissimo "OH GUARDA COSA HO PRESO! 7 EURO" tirando fuori In the Court of King Crimson. Che faccio, glielo dico che a qualsiasi Feltrinelli d'Italia te lo tirano dietro?
3) I palestrati a petto nudo che fanno i cosplay di Dragon Ball, o: ormai a Lucca Comics ci viene vestito anche mio nonno. Il che mi porta a citare anche il vecchio vestito da Heihachi.
4) Ste Tirasso, perché sì. E pure Baronciani, dai, che mi ha regalato due fighissime prove di stampa di Come svanire completamente.
5) La ragazza che aveva la maglietta "i hope senpai notices me".

Top 1 cosa incomprensibile di Lucca Comics
1) Lo stand dell'Esercito Italiano in Piazza Napoleone. Davvero inspiegabile, non capisco e non so se capirò mai. E sono lì da che io ho memoria. Immarciscibili. Immancabili. Inspiegabili.

Top 5 acquisti
1) I giorni della sposa 7-8 (solo perché non ho ancora letto Shirley, che ha potenziale).
2) Ricomincio da qui, anche solo per il disegno che mi ha fatto.
3) Sky Doll 4 (FINALMENTE CAZZO).
4) L'almanacco dei fumetti della gleba, al primo posto degli acquisti più inaspettati.
5) il nuovo di Gipi, quinto solo perché so già che sarà stupendo e non mi gaso più al pensiero. E Ushio e Tora, perché sì.

domenica 5 giugno 2016

Aaron Sorkin

Facciamo che per una volta (una, proprio) parliamo di film. E quindi ecco un mega-post di facebook che però non voglio scrivere su facebook perché:
1) sono molto presuntuoso e lo voglio far leggere a più persone (?), ma soprattutto
2) non voglio imporre la mia opinione alla mia lista di amici, che è composta, come ogni lista di amici, al 95% da persone di cui non gliene sbatte una sega di quello che penso e quindi ecco, per lo meno lo scrivo qui così le persone a cui interessa lo leggeranno e quelle a cui no no.

Anche stavolta, come nel post precedente, ho appena finito di vedere un film, e verso la fine del suddetto lungometraggio, mi sono reso conto di alcune cose.
Però partiamo dall'inizio, almeno facciamo le presentazioni.
Il film in questione è Steve Jobs, quello dell'anno scorso, quello per cui la promozione nei talk show americani l'ha fatta non l'attrice, non l'attore, non il regista, ma lo sceneggiatore. Primo motivo d'interesse (il secondo era, ovviamente, Michael "Proboscide" Fassbender, non facciamo finta di niente). Fondamentalmente non ha una storia, si occupa dei minuti subito antecedenti alcune presentazioni più o meno cruciali del soggetto. Però, siccome siamo nel 2016 e Game of Thrones it's a thing eccetera eccetera, vi dico subito che ci saranno degli spoiler del film - che non ha trama, di fatto, ma ripeto, ringraziate quello schifo di Game of Thrones.
Il film mi è piaciuto molto. E questo è il lato facile della storia. Il passo successivo è chiedersi perché. E in realtà per capirlo ho dovuto usare la memoria per andare a riprendere quel momento, circa ad un'ora dall'inizio, in cui mi è venuto di muovere il mouse e vedere che era passata un'ora; a questo bisogna aggiungere poi il momento, a circa 15 minuti dalla fine, in cui ho mosso di nuovo il mouse perché mi sono detto "minimo ora il film sta per finire". Ed effettivamente. La durata era di 2.02 ore che sono volate via senza che me ne accorgessi e, ripeto, non stiamo parlando di un film Marvel infarcito di mazzate, effetti speciali e Scarlett Johansson. Tutt'altro: sono due ore senza trama, senza un avvenimento degno di questo nome, senza un colpo di scena, con pochissimi personaggi e tanti, tantissimi dialoghi fluviali. Però è questo che mi è piaciuto, soprattutto paragonato ad un altro tipo di cinema che negli ultimi tempi mi sta davvero irritando, quello autoriale che fa della sofferenza umana quasi gratuita la sua raison d'être (film manifesto che mi vengono in mente così, sull'unghia: Una separazione e Mommy; regista manifesto che mi viene in mente così, sull'unghia: Lars von Trier). Il motivo per il quale mi sta sul cazzo è presto detto. Sono convinto che lo scopo dell'arte sia quello di rappresentare la condizione umana, giusto?, e fin qui siamo tutti d'accordo, no?. Bene. Converrete con me che condizione ≠ sofferenza. Chiaro che la sofferenza rientra nella tavolozza cromatica, e che se vogliamo è anche una parte consistente e molto interessante (per quanto assolutamente non auspicabile), ma guardate Mommy o Una separazione: che cazzo di motivo c'è di ergersi a paladini della sofferenza? Capisco Lars von Trier che lo fa anche in maniera provocatoria, ma obiettivamente come fai a fare una storia su due occidentali che si devono separare in un paese musulmano, con un padre con l'alzheimer e la domestica che lo deve accudire è incinta e sta lavorando senza dirlo al marito che chiaramente è super contrario? Cioè, quanto devi essere stronzo? Senza considerare, poi, che punti tutto sulla storia (che è anche un'aggravante, se vogliamo) e, per come la vedo io, una cosa è fatta bene quando costruisci dei personaggi pieni, tondi; e l'economia di tempo di un film chiaramente non sempre permette che entrambe le cose vengano fatte allo stesso livello. Questo è, a mio avviso, il difetto principale di quel simpatico filmetto che è Perfetti sconosciuti: i personaggi erano ottimi (salvo il padre perfetto, un po' macchietta), i dialoghi non erano brillanti ma erano molto veri, solo che si è voluto puntare sul colpo di scena e sul fatto che tutti scopassero con tutti, quando poteva rimanere una cosa molto meno casinista e molto più intima.
Qui invece si sceglie la strada più difficile: il focus è sull'uomo, sulla mania di controllo, su come riesce a distruggere ogni relazione in cui mette le mani, su quello che le sue parole dicono di lui e su quello che invece dicono di lui le sue azioni. E il finale, da questo punto di vista, è eccezionale. Se da un lato vuole fare il sentimentale da quattro soldi (e comunque i lacrimoni mi sono venuti), dall'altro riesce contemporaneamente a far capire quanto il personaggio fosse bisognoso di attenzione e di approvazione, dopo i rifiuti che aveva avuto da bambino e da adulto con la Apple. Spettacolo vero.

Inoltre, 'sto film rappresenta l'evoluzione del cinema anti-smartphone, ovvero quel genere di film (esclusivamente americani, credo) con dialoghi talmente incalzanti e scene talmente fitte di parole e di trame e sottotrame che ti costringe a stare incollato allo schermo e lasciar stare twitter o whatsapp. Parlo di evoluzione perché, come ho detto, per me la parte davvero bella di un film è il personaggio, e gli altri esempi di questo tipo di cose non puntano proprio sulle sfaccettature del carattere. Penso in particolare a The Big Short e a cose tipo Zero Dark Thirty. In Steve Jobs tu sei preso, sei attento, sei appassionato ma fondamentalmente non succede nulla, a livello di storyline. Poi ok, ci sarebbe anche Tarantino, che 'ste cose le fa da venticinque anni, ma tanto lo sappiamo che lui è un fuoriclasse.
Ora, che cosa voglio dire con tutta 'sta filippica? Non ne ho idea. Però cazzo se è bravo Seth Rogen quando lo metti a fare un ruolo drammatico.