Potrebbe essere il post di fine anno uscito in assoluto più tardi (almeno finora). Non che interessi a nessuno, immagino, ma eccoci qua.
Anche quest'anno, come l'anno scorso, la quantità di dischi che ho ascoltato è stata allucinante, e non è che proprio fossero tutti tutti da isola deserta. Tuttavia, sarà che ormai un minimo mi conosco, ma moltissimi di questi dischi sono comunque belli o molto belli. Chiaramente bisogna prendere delle decisioni, e quindi nonostante avessi pensato di fare la tamarrata e fare la lista di 25 dischi perché siamo al 2025, ho deciso di fare il serio e farla di 30 dischi.
Anche quest'anno metto il link al disco cliccando sul titolo. Il link è a Spotify, che so benissimo essere immorale per almeno due motivi, però d'altro canto tantissima gente usa quello come piattaforma principale (e anche io comunque lo uso e lo pago), per cui sì ecco, ho preferito l'accesso veloce alla musica bella. I'm stronzo that way.
Altra piccola precisazione: rileggendo la lista, mi sono reso conto che c'è veramente di tutto dentro, quindi dopo il commentino metto anche il genere di riferimento - e dico "di riferimento" perché poi non è mai solo quel genere, quindi prendetelo con le pinze. Il genere l'ho preso dalla lista dei generi su RYM, altro indicatore che 'sta cosa lascia il tempo che trova.
Vabbé, basta chiacchiere.
30. aya - Hexed!
aya è pazza (spero di aver azzeccato il genere). Almeno musicalmente parlando. Il disco precedente che aveva fatto sinceramente non mi era piaciuto tantissimo, perché nonostante fosse stranissimo, esagerato e fin troppo pieno di stimoli e idee, non erano mai troppo a fuoco secondo me, e non mi aveva preso. Questo ha la stessa pienezza, ma invece mi ha preso eccome. Il problema delle troppe cose continua ad esserci, e a volte può buttarti fuori dal disco nonostante duri poco, però se lo prendi pezzo per pezzo è veramente tutto bello.
Genere: deconstructed club
29. caroline - caroline 2
Potrei cercare tante cose carine da dire, ma che cazzo devo dire? È un bellissimo disco. Ascoltatelo.
Genre: post-rock
28. Blawan - SickElixir
Blawan non è capace di fare una cosa brutta, ne sono sempre più convinto. Chiaramente la sua cifra è sulle uscite più brevi, l'album risulta forse un po' troppo lungo, ma a prescindere da questo pensiero superficiale (che non rende splendido un bel niente), non si rimpiange un secondo di 'sto disco.
Genere: UK bass
27. Men I Trust - Equus asinus + Equus caballus
Lo so, è barare. Però è vero che non riesco a sceglierne uno. E non solo, i dischi sono usciti a un mesetto di distanza; non avendo ascoltato i dischi subito, ma avendoli ascoltati insieme uno dopo l'altro, ho sempre fatto così. Perché se ne ascolti uno, è talmente bello che ne vuoi ancora, e se invece di premere di nuovo play hai a disposizione un altro disco bello uguale, è matematico che ne finisci uno e poi inizi l'altro. Non avevo mai ascoltato i Men I Trust prima, e scprirli così e stata una bella botta di culo.
Genere: bedroom pop
26. Malibu - Vanities
Lei la seguo da qualche anno perché fa un tipo di ambient piena di droni dai suoni celestiali ma comunque malinconici, e ci riesce sempre da dio. Finalmente pubblica il suo primo album, e ahimè soffre un po' dello stesso problema di Blawan, nel senso che forse un album intero è troppo, però che bello è? Molto bello, mi rispondo da solo.
Genere: ambient
25. The Lewis Express - Doo-Ha!
Scoperto non ricordo neanche io come, ma appena l'ho messo su l'ho amato. Poi nel corso dell'anno mi sono reso conto che forse la sbronza iniziale era dovuta più alla novità che altro, però poi ogni volta che lo riascolto è sempre ottimo, sono sempre bellissime vibe. Ecco, magari è il disco che non brilla per qualità eccezionale, ma è bello abbastanza per approfittare delle vibe senza rimpiangere nulla.
Genere: jazz
24. FKA twigs - Eusexua
L'album meno riuscito di twigs. Che poi uno dice "l'album meno bello" e pensa sia una cacata, ma l'album meno riuscito di twigs è comunque un album così bello che tantissime popstar ben più mainstream e ricche si sognano e si svegliano con le mutande incasinate. La qualità infatti c'è, è altissima, è solo che la direzione che ha scelto non è proprio inedita, e abbiamo già sentito molte cose anche molto carine dello stesso genere e con le stesse influenze. Molti citano Ray of Light di Madonna, che è EVIDENTEMENTE la prima cosa che viene in mente; però twigs, sebbene perda il fattore novità che rendeva i primi due album così belli, lo fa meglio.
Genere: art pop
23. Lucrecia Dalt - A Danger to Ourselves
Lucrecia Dalt ovunque proteggi.
Genere: ambient pop
22. La Niña - Furèsta
Disco di rappresentanza solo perché è tranquillamente il disco italiano dell'anno? Col cazzo. È un disco stupendo, forse penalizzato dall'eccessiva frammentazione, nel senso che un disco con i suoni un po' più uniformi sarebbe stato sicuramente più facile da ascoltare e forse più in alto in classifica. Però che cazzo le vuoi dire?
Genere: art pop
21. Little Simz - Lotus
Un album di Little Simz fuori dalla top 10 significa chiaramente una delusione, ma vale lo stesso discorso di FKA twigs: è comunque un disco che tantissima gente si sogna la notte. Anche qui la qualità è altissima, secondo me l'unico difetto del disco è che vuole provare delle cose un po' più vicine al pop come concetto, e quando le riescono (come nel caso di Blood) sono clamorose, ma deve ancora trovare la quadra per farne più di una per album e non renderle troppo simili. Ciò detto, Simz assoluto tesoro.
Genere: hip hop
20. Maria Somerville - Luster
Meraviglioso, dream pop lento, malinconico e contemporaneamente super coinvolgente. Mettere questo disco quando si è in quel mood, istantaneamente ti migliora la giornata - che se sei in quel mood, significa che fino a quel momento non è stata il top del top.
Genere: slowcore
19. Oneohtrix Point Never - Tranquilizer
OPN l'ho sempre paragonato a Woody Allen. Non perché sia un predatore sessuale, ma perché se fa uscire qualcosa, o è bellissima incredibile stupenda, o perché è una cosa che seppure non sia brutta, diciamo che non te ne fotte niente. Questo appartiene alla prima categoria. Ambient pura, sembra quasi ritornato dalle parti di Replica, ma riuscendo comunque a fare una cosa diversa.
Genere: ambient
18. For Those I Love - Carving the Stone
For Those I Love ha due caratteristiche che trovo inspiegabili. La prima è riuscire a mischiare questa musica elettronica molto poco mainstream e molto poco accondiscendente con una cosa che è a metà tra lo spoken word e il pop per via del trasporto emozionale atroce che ci mette ad ogni singola canzone, e che riesce a rendere senza mezzi termini bellissimo. La seconda è la mandibola più squadrata che abbia mai visto.
Genere: l'ho scritto sopra, è complesso
17. Rochelle Jordan - Through the Wall
Rimando la spiegazione alla prossima posizione.
16. Sudan Archive - The BPM
Doppietta di album r'n'b, ma super mischiato alla musica elettronica da ballare. Tendenzialmente attingono a generi di elettronica un po' diversi, e forse Rochelle Jordan spinge un po' più sul pedale della cassa, però fanno entrambe praticamente la stessa cosa, e la fanno veramente da dio. Forse Sudan Archive la fa un po' meglio, e riesce a metterci quel cazzo di violino, che sulle prime note quasi non c'entra niente, per poi accorgerti che in qualche modo, grazie a qualche patto con divinità inferiori, invece c'entra eccome.
Genere: alternative r'n'b
15. james K - Friend
james K non sai mai bene cosa farà, perché a volte fa una traccia ambient pura, altre volte fa una roba che è più dub che altro (tipo la canzone Scorpio che sta nella playlist), e poi tira fuori un album intero di un'ora di assoluto chill. Ci mette anche altre cose ovviamente, però di fatto è un disco che si ascolta con il massimo del piacere perché è proprio un bell'ambiente in cui passare un'ora.
Genere: glitch pop
14. Djrum - Under Tangled Silence
Sono un ascoltatore domenicale di Djrum sinceramente, nel senso che non l'ho mai approfondito più di tanto. Per cui quando è uscito questo, che aveva degli elementi che mi hanno fatto drizzare le antenne decisamente più dei vecchi album/EP, sono rimasto abbastanza sorpreso, perché sebbene sapessi che quando metteva mano al pc e ai synt sa essere bravissimo, non mi aspettavo per niente tutto questo piano, e non mi aspettavo che si legasse così bene a tutto il resto del cazzo che fa. Discone
Genere: bella domanda
13. Model/Actriz - Pirouette
Che bravi loro. Post punk da manuale, pestato, storto, che fa ballare ma con un po' di senso di disagio, con il cantante che riesce ad essere sia distaccato sia emozionalmente coinvolto. Come facciano, io non lo so. Ma mi piace.
Genere: post punk
12. Nick León - A Tropical Entropy
La copertina del disco secondo me spiega benissimo la natura del disco stesso: una scena che conosciamo benissimo, ed è rilassante ma dai colori leggermente malinconici, ma ci sono delle cose che non tornano, degli elementi che non dovrebbero essere lì, dei glitch, delle cose sinceramente un po' strane, ma che funzionano da dio.
Genere: Electronic Dance Music
11. Sessa - Pequena vertigem de amor
Cantautorato brasiliano semplicemente stupendo. Dura pochissimo, ci sono elementi tradizionali di quella parte di mondo, tutte le canzoni sono belle, quando finisce ne vuoi ancora. Atomico.
Genere: samba soul mi piace come definizione
10. Ichiko Aoba - Luminescent Creatures
Una delle miglior musiciste alternative attualmente in attività. Ogni volta che esce qualcosa di suo sai già che è di qualità altissima, e questo disco ne è un'ulteriore dimostrazione. Spero che raggiunga sempre più gente, anche se questo ahimè significa vederla suonare dal vivo in sale sempre più grandi. Il suo live del 2021 in un posto minuscolo è ad oggni uno dei live più magici che abbia mai visto, e non potrà mai più essere così chiaramente.
Genere: folk
9. McKinley Dixon - Magic, Alive!
Mi piace un sacco il suo fare rap duro e puro ma mantenendo il suono e l'energia di una band jazz. Che poi è un po' la cosa che mi fa prederire lui a Saba, che invece questa cosa la lascia un po' a metà. Dixon invece spinge sull'accelleratore, e se a una base musicale di qualità altissima aggiungi che lui è un mc straordinario, ti viene fuori un disco come Magic, Alive!
Genere: jazz rap
8. Geese - Getting Killed
È in cima a tutte le classifiche, non penso di dover dire molto altro. Se bazzicate gli abimenti in cui si ascolta musica che non va prima in classifica, già li conoscete, e per ottimi motivi.
Genere: indie rock
7. Clipse - Let God Sort Em Out
Il talento musicale di Pharrel ogni volta mi lascia sgomento e quasi impaurito. Perché poi la differenza sta tutta lì, nel senso che Malice Pusha T li conosciamo bene e lo sappiamo che sono dei fenomeni, ma senza queste basi 'sto disco non sarebbe mica così in alto. Pazzesco veramente.
Genere: gangsta rap ma solo nominalmente
6. The Bug vs Ghost Dubs - Implosion
Dub scuro come una notte senza luna, bassi profondi come un pozzo, dura tantissimo, datemene di più. Quando The Bug è in forma non ci sono cazzi per nessuno, e se poi ci metti vicino Ghost Dubs, non può che uscirne un disco della madonna. E infatti.
Genere: dub
5. Maruja - Pain to Power
Se volessi descriverlo, sarebbe post punk mischiato al post rock, però detta così non rende. La forza del disco è l'impatto emotivo che le canzoni hanno, a prescindere dalla durata e a prescindere dalla struttura. È chiaro che un pezzo lungo e svilluppato come Look Down on Us è il fiore all'occhiello, perché è un pezzo della madonna incoronata, però le otto canzoni dell'album sono tutte stupende, anche se durano di meno e puntano meno sulla costruzione e sul rilascio della tensione.
Genere: post punk
4. AMMAR 808 - Club tounsi
Partiamo dal presupposto che un disco con questa copertina deve necessariamente finire in classifica. Però non al quarto posto. Per cui anche il contenuto musicale, oltre a quello iconografico, deve essere straordinario. E infatti lo è, tamarro e perfetto.
Genere: Electronic Dance Music
3. Billy Woods - GOLLIWOG
Potrebbe essere il miglior disco di Billy Woods,e considerato quanto cazzo è sempre stato bravo Billy Woods, è un'affermazione pesante. Però lo penso davvero e, ripeto, è una cosa grossa. Per diverso tempo è stato il mio disco dell'anno.
2. Bad Bunny - DeBÍ TiRAR MáS FOToS
Bad Bunny non me lo sono mai cacato, questo disco l'ho ascoltato la prima volta solo perché è uscito a inizi gennaio e c'è un po' penuria di dischi nuovi da ascoltare in quel periodo, e già al primo ascolto ho pensato che fosse davvero bello, ma col passare del tempo è solo cresciuto. Tutte le (poche) cose che ho sentito di Bad Bunny prima di questo erano tutte tamarrate vere, e chiaramente non hai molta voglia di approfondire. In questo disco chiaramente il tamarro è presente (il personaggio quello è), però ci sono anche delle cose più tradizionali e, soprattutto, ci ho sentito tantissima sincerità, cosa che da un tamarraccio non mi aspettavo. Chiaramente è un album pensato in quanto album e non in quanto raccolta di canzoni, e questo parte dal titolo, passa per le canzoni bellisime e finisce con la copertina, che per orrenda che sia ha il suo ruolo. Non me lo sarei mai aspettato. A detta della mia signora, sono memorabili i miei balletti mentre lavo i piatti ascoltandolo (non l'ha mai detto).
Genere: musica caraibica
1. Rosalía - Lux
Inevitabile? No, non direi inevitabile. Però su questo disco ho così tante cose da dire che non riuscirei a contenermi nello spazio di questa mini recensione (o quello che è). Ci scriverò un post, prima o poi. Però per dire, uno dei meriti di questo disco è quello di farmi tornare a scrivere, addirittura su un quaderno, come se fossimo nel 1990.
Genere: art pop
E anche quest'anno, ce l'abbiamo fatta.
Last.fm come al solito agevola le migliori statistiche perché effettivamente basate su quello che ho ascoltato da mezzanotte e uno del primo gennaio alle 23.59 del 31 dicembre, e lascio qui sotto la top degli artisti e degli album.
E adesso il momento da tutt* (?) atteso, cioè la playlist. Quest'anno mi sono contenuto, la playlist è solo di 70 canzoni e non sforo le sei ore di musica, che delusione.
Primo link: PLAYLIST SU SPOTIFY
Secondo link: PLAYLIST SU TIDAL
Poi da qualche anno a questa parte faccio anche quella cosa in cui scrivo alcuni concerti particolarmente notevoli a cui ho assistito durante l'anno, quindi andiamo con una top 5 al volo, in cui sinceramente ho messo l'ordine ma solo perché i primi due sono stati concerti assolutamente clamorosi, gli altri tre meno ma sono comunque stati eccezionali.
1. Beach House, 6 giugno, Primavera Sound: su IG ho scritto che un concerto di questo tipo è il motivo per cui facciamo quello che facciamo, per cui spendiamo i soldi per vedere gente suonare su un palco, per cui cerchiamo la musica che non passa alla radio. Un'oasi di felicità incondizionata.
2. Mandy, Indiana, 22 febbraio, Borderline Festival: un rito politeista in cui la cantante è lo sciamano, noi pubblico siamo solo ammaliati e grazie a lei trascendiamo la realtà.
3. My Bloody Valentine, 19 e 22 novembre, rispettivamente National Stadium e 3Arena a Dublino: a parte che Loveless è uno dei miei boh, pochi dischi preferiti, e quindi già per quello vedere i MBV dal vivo è un'esperienza stupenda. Il concerto vero e proprio alla 3Arena è stato effettivamente stupendo, durato parecchio ma non l'ho sentito proprio. Se a questo però aggiungo il fatto che tre giorni prima li ho addirittura visti provare, mi sento davvero un privilegiato.
4. Tyler, the Creator, 25 maggio, 3Arena, Dublino: il concerto in sé è stato chiaramente bellissimo, ma la cosa assurda è che si percepiva proprio quanto non fosse un semplice concerto per portare in giro le canzoni e fare cassa (come fanno tutti e non c'è assolutamente niente di male, anzi), ma Tyler ha proprio pensato tutte le caratteristiche e gli elementi di questo concerto come un'estensione della sua musica, o comunque come un ulteriore modo per esprimersi. Nel senso, lo fanno in molti, ed è quello il motivo per vui vedi dei palchi elaborati, con elementi diversi, ma questo è andato un livello, anzi diversi livelli, oltre.
5. Maruja, 31 ottobre, Whelan's, Dublino: l'anno scorso ho scritto che sono degli esaltati, e non posso che riconfermare. Però adesso hanno anche un disco della madonna da cui prendere le canzoni da suonare, quindi esaltati sì, ma con degli argomenti molto convincenti.
Ora rimangono le top 10 collaterali, quindi fumetti e film.
Partiamo con i film, perché almeno quelli sono sempre usciti nel 2025. Diciamo che avere un cinema della madonna vicino casa mi permette di farlo. Li ho messi in ordine di preferenza, ma fino a un certo punto, nel senso che i primi posti sono belli solidi, ma poi dopo una certa posizione (che non dirò) uno vale l'altro, sono tutti film bellissimi.
1. One Battle After Another, di Paul Thomas Anderson
2. Sentimental Value, di Joachim Trier
3. Marty Supreme, di Josh Safdie
4. I'm Still Here, di Walter Selles
5. It Was Just an Accident, di Jafar Panahi
6. Sinners, di Ryan Coogler
7. Nosferatu, di Robert Eggers
8. Flow, di Gints Zibalodis
9. Bugonia, di Yorgos Lanthimos
10. Mickey 17, di Bong Joon Ho
Anche qui per ogni film della lista c'è il link di Letterboxd.
Per i fumetti invece è più complicato. Non ho letto abbastanza cose uscite nel 2025 per poter fare una classifica senza sentirmi un cretino, e la maggior parte delle cose che ho letto sono di anni passati, perché qui l'accumulo è uno sport agonistico babey. Ad esempio, sebbene quest'anno abbia letto molti libri per i miei standard, come dicevo non mi sento di aver letto abbastanza per fare una classifica dei libri - a parte che mettere insieme finzione e saggi mi sembra anche quella un'altra cazzata. Poi ho deciso di eliminare le serie, che siano complete o meno non conta, perché altrimenti avrei dovuto prendere decisioni troppo drastiche e non mi voglio trovare in situazioni complicate, soprattutto se me le sono create io da solo. Quindi praticamente è una lista di graphic novel, tecnicamente parlando. Che vitaccia, signora mia. Però ecco, se mi volete seguire su Instagram (cosa che, se siete qui, fate già), faccio periodicamente delle storie che poi metto in evidenza con tuuuuuutte le letture, quindi libri di funzioni, saggi, serie, cazzi e mazzi. Non metto mai One Piece, ma sarei monotono poi.
Anche questi sono più o meno in ordine.
1. Tótem, di Laura Pérez
2. Perpendicolare al sole, di Valentine Cuny-Le Callet
3. Shubbek Lubbek, di Deena Mohamed
4. World Heist, di Linnea Sterte
5. The Grocery, di Aurélien Ducoudray e Guillame Singelin
6. Keeping Two, di Jordan Crane
7. I moti celesti, di Michele Peroncini
8. Tango, di Fulvio Risuleo e Antonio Pronostico
9. Quattro ragazzini entrano in una banca, di Matthew Rosenberg e Tyler Boss
10. In., di Will McPhail
Bella raga, se Trump non fa esplodere il mondo prima, ci vediamo nel 2027.






























































