domenica 1 febbraio 2026

Ormai le classifiche iniziano a uscire a novembre, volevo equilibrare

Potrebbe essere il post di fine anno uscito in assoluto più tardi (almeno finora). Non che interessi a nessuno, immagino, ma eccoci qua.


Anche quest'anno, come l'anno scorso, la quantità di dischi che ho ascoltato è stata allucinante, e non è che proprio fossero tutti tutti da isola deserta. Tuttavia, sarà che ormai un minimo mi conosco, ma moltissimi di questi dischi sono comunque belli o molto belli. Chiaramente bisogna prendere delle decisioni, e quindi nonostante avessi pensato di fare la tamarrata e fare la lista di 25 dischi perché siamo al 2025, ho deciso di fare il serio e farla di 30 dischi.


Anche quest'anno metto il link al disco cliccando sul titolo. Il link è a Spotify, che so benissimo essere immorale per almeno due motivi, però d'altro canto tantissima gente usa quello come piattaforma principale (e anche io comunque lo uso e lo pago), per cui sì ecco, ho preferito l'accesso veloce alla musica bella. I'm stronzo that way.

Altra piccola precisazione: rileggendo la lista, mi sono reso conto che c'è veramente di tutto dentro, quindi dopo il commentino metto anche il genere di riferimento - e dico "di riferimento" perché poi non è mai solo quel genere, quindi prendetelo con le pinze. Il genere l'ho preso dalla lista dei generi su RYM, altro indicatore che 'sta cosa lascia il tempo che trova.

Vabbé, basta chiacchiere.


30. aya - Hexed!

aya è pazza (spero di aver azzeccato il genere). Almeno musicalmente parlando. Il disco precedente che aveva fatto sinceramente non mi era piaciuto tantissimo, perché nonostante fosse stranissimo, esagerato e fin troppo pieno di stimoli e idee, non erano mai troppo a fuoco secondo me, e non mi aveva preso. Questo ha la stessa pienezza, ma invece mi ha preso eccome. Il problema delle troppe cose continua ad esserci, e a volte può buttarti fuori dal disco nonostante duri poco, però se lo prendi pezzo per pezzo è veramente tutto bello.

Genere: deconstructed club


29. caroline - caroline 2

Potrei cercare tante cose carine da dire, ma che cazzo devo dire? È un bellissimo disco. Ascoltatelo.

Genre: post-rock


28. Blawan - SickElixir

Blawan non è capace di fare una cosa brutta, ne sono sempre più convinto. Chiaramente la sua cifra è sulle uscite più brevi, l'album risulta forse un po' troppo lungo, ma a prescindere da questo pensiero superficiale (che non rende splendido un bel niente), non si rimpiange un secondo di 'sto disco.

Genere: UK bass


27. Men I Trust - Equus asinus + Equus caballus

Lo so, è barare. Però è vero che non riesco a sceglierne uno. E non solo, i dischi sono usciti a un mesetto di distanza; non avendo ascoltato i dischi subito, ma avendoli ascoltati insieme uno dopo l'altro, ho sempre fatto così. Perché se ne ascolti uno, è talmente bello che ne vuoi ancora, e se invece di premere di nuovo play hai a disposizione un altro disco bello uguale, è matematico che ne finisci uno e poi inizi l'altro. Non avevo mai ascoltato i Men I Trust prima, e scprirli così e stata una bella botta di culo.

Genere: bedroom pop


26. Malibu - Vanities

Lei la seguo da qualche anno perché fa un tipo di ambient piena di droni dai suoni celestiali ma comunque malinconici, e ci riesce sempre da dio. Finalmente pubblica il suo primo album, e ahimè soffre un po' dello stesso problema di Blawan, nel senso che forse un album intero è troppo, però che bello è? Molto bello, mi rispondo da solo.

Genere: ambient


25. The Lewis Express - Doo-Ha!

Scoperto non ricordo neanche io come, ma appena l'ho messo su l'ho amato. Poi nel corso dell'anno mi sono reso conto che forse la sbronza iniziale era dovuta più alla novità che altro, però poi ogni volta che lo riascolto è sempre ottimo, sono sempre bellissime vibe. Ecco, magari è il disco che non brilla per qualità eccezionale, ma è bello abbastanza per approfittare delle vibe senza rimpiangere nulla.

Genere: jazz


24. FKA twigs - Eusexua

L'album meno riuscito di twigs. Che poi uno dice "l'album meno bello" e pensa sia una cacata, ma l'album meno riuscito di twigs è comunque un album così bello che tantissime popstar ben più mainstream e ricche si sognano e si svegliano con le mutande incasinate. La qualità infatti c'è, è altissima, è solo che la direzione che ha scelto non è proprio inedita, e abbiamo già sentito molte cose anche molto carine dello stesso genere e con le stesse influenze. Molti citano Ray of Light di Madonna, che è EVIDENTEMENTE la prima cosa che viene in mente; però twigs, sebbene perda il fattore novità che rendeva i primi due album così belli, lo fa meglio.

Genere: art pop


23. Lucrecia Dalt - A Danger to Ourselves

Lucrecia Dalt ovunque proteggi.

Genere: ambient pop



22. 
La Niña - Furèsta

Disco di rappresentanza solo perché è tranquillamente il disco italiano dell'anno? Col cazzo. È un disco stupendo, forse penalizzato dall'eccessiva frammentazione, nel senso che un disco con i suoni un po' più uniformi sarebbe stato sicuramente più facile da ascoltare e forse più in alto in classifica. Però che cazzo le vuoi dire?

Genere: art pop


21. Little Simz - Lotus

Un album di Little Simz fuori dalla top 10 significa chiaramente una delusione, ma vale lo stesso discorso di FKA twigs: è comunque un disco che tantissima gente si sogna la notte. Anche qui la qualità è altissima, secondo me l'unico difetto del disco è che vuole provare delle cose un po' più vicine al pop come concetto, e quando le riescono (come nel caso di Blood) sono clamorose, ma deve ancora trovare la quadra per farne più di una per album e non renderle troppo simili. Ciò detto, Simz assoluto tesoro.

Genere: hip hop


20. Maria Somerville - Luster

Meraviglioso, dream pop lento, malinconico e contemporaneamente super coinvolgente. Mettere questo disco quando si è in quel mood, istantaneamente ti migliora la giornata - che se sei in quel mood, significa che fino a quel momento non è stata il top del top.

Genere: slowcore


19. Oneohtrix Point Never - Tranquilizer

OPN l'ho sempre paragonato a Woody Allen. Non perché sia un predatore sessuale, ma perché se fa uscire qualcosa, o è bellissima incredibile stupenda, o perché è una cosa che seppure non sia brutta, diciamo che non te ne fotte niente. Questo appartiene alla prima categoria. Ambient pura, sembra quasi ritornato dalle parti di Replica, ma riuscendo comunque a fare una cosa diversa.

Genere: ambient


18. For Those I Love - Carving the Stone

For Those I Love ha due caratteristiche che trovo inspiegabili. La prima è riuscire a mischiare questa musica elettronica molto poco mainstream e molto poco accondiscendente con una cosa che è a metà tra lo spoken word e il pop per via del trasporto emozionale atroce che ci mette ad ogni singola canzone, e che riesce a rendere senza mezzi termini bellissimo. La seconda è la mandibola più squadrata che abbia mai visto.

Genere: l'ho scritto sopra, è complesso


17. Rochelle Jordan - Through the Wall

Rimando la spiegazione alla prossima posizione.


16. Sudan Archive - The BPM

Doppietta di album r'n'b, ma super mischiato alla musica elettronica da ballare. Tendenzialmente attingono a generi di elettronica un po' diversi, e forse Rochelle Jordan spinge un po' più sul pedale della cassa, però fanno entrambe praticamente la stessa cosa, e la fanno veramente da dio. Forse Sudan Archive la fa un po' meglio, e riesce a metterci quel cazzo di violino, che sulle prime note quasi non c'entra niente, per poi accorgerti che in qualche modo, grazie a qualche patto con divinità inferiori, invece c'entra eccome.

Genere: alternative r'n'b


15. james K - Friend

james K non sai mai bene cosa farà, perché a volte fa una traccia ambient pura, altre volte fa una roba che è più dub che altro (tipo la canzone Scorpio che sta nella playlist), e poi tira fuori un album intero di un'ora di assoluto chill. Ci mette anche altre cose ovviamente, però di fatto è un disco che si ascolta con il massimo del piacere perché è proprio un bell'ambiente in cui passare un'ora.

Genere: glitch pop


14. Djrum - Under Tangled Silence

Sono un ascoltatore domenicale di Djrum sinceramente, nel senso che non l'ho mai approfondito più di tanto. Per cui quando è uscito questo, che aveva degli elementi che mi hanno fatto drizzare le antenne decisamente più dei vecchi album/EP, sono rimasto abbastanza sorpreso, perché sebbene sapessi che quando metteva mano al pc e ai synt sa essere bravissimo, non mi aspettavo per niente tutto questo piano, e non mi aspettavo che si legasse così bene a tutto il resto del cazzo che fa. Discone

Genere: bella domanda


13. Model/Actriz - Pirouette

Che bravi loro. Post punk da manuale, pestato, storto, che fa ballare ma con un po' di senso di disagio, con il cantante che riesce ad essere sia distaccato sia emozionalmente coinvolto. Come facciano, io non lo so. Ma mi piace.

Genere: post punk


12. Nick León - A Tropical Entropy

La copertina del disco secondo me spiega benissimo la natura del disco stesso: una scena che conosciamo benissimo, ed è rilassante ma dai colori leggermente malinconici, ma ci sono delle cose che non tornano, degli elementi che non dovrebbero essere lì, dei glitch, delle cose sinceramente un po' strane, ma che funzionano da dio.

Genere: Electronic Dance Music


11. Sessa - Pequena vertigem de amor

Cantautorato brasiliano semplicemente stupendo. Dura pochissimo, ci sono elementi tradizionali di quella parte di mondo, tutte le canzoni sono belle, quando finisce ne vuoi ancora. Atomico.

Genere: samba soul mi piace come definizione


10. Ichiko Aoba - Luminescent Creatures

Una delle miglior musiciste alternative attualmente in attività. Ogni volta che esce qualcosa di suo sai già che è di qualità altissima, e questo disco ne è un'ulteriore dimostrazione. Spero che raggiunga sempre più gente, anche se questo ahimè significa vederla suonare dal vivo in sale sempre più grandi. Il suo live del 2021 in un posto minuscolo è ad oggni uno dei live più magici che abbia mai visto, e non potrà mai più essere così chiaramente.

Genere: folk


9. McKinley Dixon - Magic, Alive!

Mi piace un sacco il suo fare rap duro e puro ma mantenendo il suono e l'energia di una band jazz. Che poi è un po' la cosa che mi fa prederire lui a Saba, che invece questa cosa la lascia un po' a metà. Dixon invece spinge sull'accelleratore, e se a una base musicale di qualità altissima aggiungi che lui è un mc straordinario, ti viene fuori un disco come Magic, Alive!

Genere: jazz rap


8. Geese - Getting Killed

È in cima a tutte le classifiche, non penso di dover dire molto altro. Se bazzicate gli abimenti in cui si ascolta musica che non va prima in classifica, già li conoscete, e per ottimi motivi.

Genere: indie rock


7. Clipse - Let God Sort Em Out

Il talento musicale di Pharrel ogni volta mi lascia sgomento e quasi impaurito. Perché poi la differenza sta tutta lì, nel senso che Malice Pusha T li conosciamo bene e lo sappiamo che sono dei fenomeni, ma senza queste basi 'sto disco non sarebbe mica così in alto. Pazzesco veramente.

Genere: gangsta rap ma solo nominalmente


6. The Bug vs Ghost Dubs - Implosion

Dub scuro come una notte senza luna, bassi profondi come un pozzo, dura tantissimo, datemene di più. Quando The Bug è in forma non ci sono cazzi per nessuno, e se poi ci metti vicino Ghost Dubs, non può che uscirne un disco della madonna. E infatti.

Genere: dub


5. Maruja - Pain to Power

Se volessi descriverlo, sarebbe post punk mischiato al post rock, però detta così non rende. La forza del disco è l'impatto emotivo che le canzoni hanno, a prescindere dalla durata e a prescindere dalla struttura. È chiaro che un pezzo lungo e svilluppato come Look Down on Us è il fiore all'occhiello, perché è un pezzo della madonna incoronata, però le otto canzoni dell'album sono tutte stupende, anche se durano di meno e puntano meno sulla costruzione  e sul rilascio della tensione.

Genere: post punk


4. AMMAR 808 - Club tounsi

Partiamo dal presupposto che un disco con questa copertina deve necessariamente finire in classifica. Però non al quarto posto. Per cui anche il contenuto musicale, oltre a quello iconografico, deve essere straordinario. E infatti lo è, tamarro e perfetto.

Genere: Electronic Dance Music


3. Billy Woods - GOLLIWOG

Potrebbe essere il miglior disco di Billy Woods,e considerato quanto cazzo è sempre stato bravo Billy Woods, è un'affermazione pesante. Però lo penso davvero e, ripeto, è una cosa grossa. Per diverso tempo è stato il mio disco dell'anno.


2. Bad BunnyDeBÍ TiRAR MáS FOToS

Bad Bunny non me lo sono mai cacato, questo disco l'ho ascoltato la prima volta solo perché è uscito a inizi gennaio e c'è un po' penuria di dischi nuovi da ascoltare in quel periodo, e già al primo ascolto ho pensato che fosse davvero bello, ma col passare del tempo è solo cresciuto. Tutte le (poche) cose che ho sentito di Bad Bunny prima di questo erano tutte tamarrate vere, e chiaramente non hai molta voglia di approfondire. In questo disco chiaramente il tamarro è presente (il personaggio quello è), però ci sono anche delle cose più tradizionali e, soprattutto, ci ho sentito tantissima sincerità, cosa che da un tamarraccio non mi aspettavo. Chiaramente è un album pensato in quanto album e non in quanto raccolta di canzoni, e questo parte dal titolo, passa per le canzoni bellisime e finisce con la copertina, che per orrenda che sia ha il suo ruolo. Non me lo sarei mai aspettato. A detta della mia signora, sono memorabili i miei balletti mentre lavo i piatti ascoltandolo (non l'ha mai detto).

Genere: musica caraibica


1. Rosalía - Lux

Inevitabile? No, non direi inevitabile. Però su questo disco ho così tante cose da dire che non riuscirei a contenermi nello spazio di questa mini recensione (o quello che è). Ci scriverò un post, prima o poi. Però per dire, uno dei meriti di questo disco è quello di farmi tornare a scrivere, addirittura su un quaderno, come se fossimo nel 1990.

Genere: art pop


E anche quest'anno, ce l'abbiamo fatta.

Last.fm come al solito agevola le migliori statistiche perché effettivamente basate su quello che ho ascoltato da mezzanotte e uno del primo gennaio alle 23.59 del 31 dicembre, e lascio qui sotto la top degli artisti e degli album.







E adesso il momento da tutt* (?) atteso, cioè la playlist. Quest'anno mi sono contenuto, la playlist è solo di 70 canzoni e non sforo le sei ore di musica, che delusione.


Primo link: PLAYLIST SU SPOTIFY

Secondo link: PLAYLIST SU TIDAL


Poi da qualche anno a questa parte faccio anche quella cosa in cui scrivo alcuni concerti particolarmente notevoli a cui ho assistito durante l'anno, quindi andiamo con una top 5 al volo, in cui sinceramente ho messo l'ordine ma solo perché i primi due sono stati concerti assolutamente clamorosi, gli altri tre meno ma sono comunque stati eccezionali.

1. Beach House, 6 giugno, Primavera Sound: su IG ho scritto che un concerto di questo tipo è il motivo per cui facciamo quello che facciamo, per cui spendiamo i soldi per vedere gente suonare su un palco, per cui cerchiamo la musica che non passa alla radio. Un'oasi di felicità incondizionata.

2. Mandy, Indiana, 22 febbraio, Borderline Festival: un rito politeista in cui la cantante è lo sciamano, noi pubblico siamo solo ammaliati e grazie a lei trascendiamo la realtà.

3. My Bloody Valentine, 19 e 22 novembre, rispettivamente National Stadium e 3Arena a Dublino: a parte che Loveless è uno dei miei boh, pochi dischi preferiti, e quindi già per quello vedere i MBV dal vivo è un'esperienza stupenda. Il concerto vero e proprio alla 3Arena è stato effettivamente stupendo, durato parecchio ma non l'ho sentito proprio. Se a questo però aggiungo il fatto che tre giorni prima li ho addirittura visti provare, mi sento davvero un privilegiato.

4. Tyler, the Creator, 25 maggio, 3Arena, Dublino: il concerto in sé è stato chiaramente bellissimo, ma la cosa assurda è che si percepiva proprio quanto non fosse un semplice concerto per portare in giro le canzoni e fare cassa (come fanno tutti e non c'è assolutamente niente di male, anzi), ma Tyler ha proprio pensato tutte le caratteristiche e gli elementi di questo concerto come un'estensione della sua musica, o comunque come un ulteriore modo per esprimersi. Nel senso, lo fanno in molti, ed è quello il motivo per vui vedi dei palchi elaborati, con elementi diversi, ma questo è andato un livello, anzi diversi livelli, oltre.

5. Maruja, 31 ottobre, Whelan's, Dublino: l'anno scorso ho scritto che sono degli esaltati, e non posso che riconfermare. Però adesso hanno anche un disco della madonna da cui prendere le canzoni da suonare, quindi esaltati sì, ma con degli argomenti molto convincenti.


Ora rimangono le top 10 collaterali, quindi fumetti e film.

Partiamo con i film, perché almeno quelli sono sempre usciti nel 2025. Diciamo che avere un cinema della madonna vicino casa mi permette di farlo. Li ho messi in ordine di preferenza, ma fino a un certo punto, nel senso che i primi posti sono belli solidi, ma poi dopo una certa posizione (che non dirò) uno vale l'altro, sono tutti film bellissimi.

1. One Battle After Another, di Paul Thomas Anderson

2. Sentimental Value, di Joachim Trier

3. Marty Supreme, di Josh Safdie

4. I'm Still Here, di Walter Selles

5. It Was Just an Accident, di Jafar Panahi

6. Sinners, di Ryan Coogler

7. Nosferatu, di Robert Eggers

8. Flow, di Gints Zibalodis

9. Bugonia, di Yorgos Lanthimos

10. Mickey 17, di Bong Joon Ho

Anche qui per ogni film della lista c'è il link di Letterboxd.


Per i fumetti invece è più complicato. Non ho letto abbastanza cose uscite nel 2025 per poter fare una classifica senza sentirmi un cretino, e la maggior parte delle cose che ho letto sono di anni passati, perché qui l'accumulo è uno sport agonistico babey. Ad esempio, sebbene quest'anno abbia letto molti libri per i miei standard, come dicevo non mi sento di aver letto abbastanza per fare una classifica dei libri - a parte che mettere insieme finzione e saggi mi sembra anche quella un'altra cazzata. Poi ho deciso di eliminare le serie, che siano complete o meno non conta, perché altrimenti avrei dovuto prendere decisioni troppo drastiche e non mi voglio trovare in situazioni complicate, soprattutto se me le sono create io da solo. Quindi praticamente è una lista di graphic novel, tecnicamente parlando. Che vitaccia, signora mia. Però ecco, se mi volete seguire su Instagram (cosa che, se siete qui, fate già), faccio periodicamente delle storie che poi metto in evidenza con tuuuuuutte le letture, quindi libri di funzioni, saggi, serie, cazzi e mazzi. Non metto mai One Piece, ma sarei monotono poi.

Anche questi sono più o meno in ordine.

1. Tótem, di Laura Pérez

2. Perpendicolare al sole, di Valentine Cuny-Le Callet

3. Shubbek Lubbek, di Deena Mohamed

4. World Heist, di Linnea Sterte

5. The Grocery, di Aurélien Ducoudray e Guillame Singelin

6. Keeping Two, di Jordan Crane

7. I moti celesti, di Michele Peroncini

8. Tango, di Fulvio Risuleo e Antonio Pronostico

9. Quattro ragazzini entrano in una banca, di Matthew Rosenberg e Tyler Boss

10. In., di Will McPhail


Bella raga, se Trump non fa esplodere il mondo prima, ci vediamo nel 2027.

lunedì 20 gennaio 2025

Non dovremmo sparare i botti, spaventati gli animali

  Anche quest’anno, come ogni anno.


Quest’anno ho ascoltato una quantità di dischi sinceramente vergognosa. Chiaramente, gran parte di questi non sono stati particolarmente memorabili, però ne ho anche ascoltati tantissimi che mi sono piaciuti un botto, e quando ho dovuto buttare giù i nomi per la classica, senza pensarci troppo ho tirato giù venticinque dischi che mi sono piaciuti. Andando poi a vedere la lista che mi sono fatto su RYM, la situazione è peggiorata, ed è per questo che la lista la pubblico solo ora.



Facciamo le classiche premesse. Cliccando sul nome del disco vi rimando al link di Spotify.


Intanto, volevo comunque segnalare la release di The Carnegie Hall Concert di Alice Coltrane, che se non fosse stato un disco live di un sacco di tempo fa sarebbe stato facilmente in top 5, è un disco incredibile di un’artista altrettanto incredibile.


Prima di passare alla top 30 vera e propria smollo cinque dischi che mi ha distrutto non mettere nella top 30, ma la vita è dura e non è che psso stare a decidere sta top per sei anni.

Ok Quindi ecco, sono tutti disconi incredibili, quindi ascoltateli. E non questi non sono in ordine, se non alfabetico.

Nick Cave & The Bad Seeds - Wild God


Ka - The Thief Next to Jesus


Liberato - LIBERATO III


Mach-Hommy - #RICHAXXHAITIAN


Nidia & Valentina - Estradas


Ora andiamo con la top vera e propria.


30. Nilüfer Yanya - My Method Actor

Un gran bel disco di cantautorato più “rock”. Ok, apro questa parentesi. Mi dà al cazzo ormai dire “rock,” perché quando dici rock ormai le persone immaginano la musica rock da virgin radio, alla Foo Fighters per capirci. E questo non lo è minimamente, Yanya fa una musica di puro cantautorato, sì, prendendo spesso dei suoni cari alla tradizione rock, o magari una certa attitudine al crescendo sonoro per incrementare l’intensità della canzone sul finale; queste sono cose indubbiamente rock, solo che non vengono più percepite necessariamente così, per quella associazione a virgin radio che dicevo prima. È colpa della morte del rock? È colpa della morte di Steve Albini? È colpa dell’ascoltatore medio? Non saprei dirlo. Ma tant’è. Comunque ascoltate My Method Actor, sentitevi anche voi vulnerabili dopo i suoi 45 minuti, e poi abbracciamoci tutti.



29. Milton Nascimento & Esperanza Spalding - Milton + Esperanza

Sinceramente non mi aspettavo niente di meno di questo. Non sapevo che uscisse, e quando l’ho scoperto ho letteralmente urlato, perché comunque un conto è quando a collaborare sono due artisti della stessa età, un conto è quando uno dei due è un mostro sacro di oltre ottant’anni. Fate conto tipo la collaborazione tra Jamie xx e Gil Scott-Heron, ma pompata di steroidi. Comunque rispetta perfettamente le aspettative: un mare di eleganza, sensazioni evocate con gusto e non un tanto al chilo, è tutto bello.


28. King Hannah - Big Swimmer

Senza farla troppo lunga: bellissime melodie, bellissime atmosfere, bellissime discese in momenti di post-rock molto rumorose. Ma nel senso, proprio belle.







27. Blood Incantation - Absolute Elsewhere

Quando ogni paio di settimane vado a guardarmi la top 50 degli album su RYM, l’unico genere da cui sto alla larga praticamente sempre è il metal - o quantomeno un certo tipo di metal: questo. Del death metal non me ne frega molto, e spesso e volentieri i dischi che prendono i voti alti sono dischi super tecnici, magari cervellotici e complessi, che per quanto possa capire e apprezzare veramente mi fanno cascare i coglioni nel water come gli sketch sui vecchi. I Blood Incantation, andando poi a vedere la discografia, mi sembravano non rispettare al 100% lo stampo dei classici dischi death metal (mi ricordavo nello specifico l’alieno con gli occhioni nella copertina del disco precedente), quindi questo nuovo l’ho ascoltato sinceramente a tempo perso. Sai quando devi andare al supermercato, non sai di cosa hai voglia e non ci sono nuove puntate di podcast? Ecco, così. Solo che poi non sono più andato al supermercato, perché ok il death metal mi lascia abbastanza freddino (e infatti il cantato secondo me è la parte più debole del disco), ma poi quando finiscono le parti con i riffoni pestati e le strutture si aprono e diventa più ripetitivo e meditativo è un viaggione allucinante. I riferimenti al krautrock sono evidenti, ma non solo al movimento originale, ci mettono dentro anche diverse suggestioni di gente che è stata influenzata da quella roba. Per dire, in due canzoni di fila mi sono ritrovato a pensare prima ai Can e poi ai Tool - pur con tutte le differenze dal caso. Sicuramente una delle sorprese dell’anno.


26. BIG|BRAVE - A Chaos of Flowers

Sono un romantico. Per cui, quando mi sono trovato ad ascoltare il nuovo disco dei(delle?) Big|Brave, sono stato proprio assalito dalla nostalgia, ricordandomi del periodo d’oro del post metal. Per darvi due coordinate, stiamo parlando di un disco che usa appunto suoni metal per gli strumenti, cantato con una voce estremamente suadente e calma, e che è calmo e meditativo anche nella parte strumentale, nonostante i suoni. Ci sguazzo in questa merda. Chiaramente non è un disco che puoi ascoltare in tutti i momenti (nessun disco post metal lo è), ma quando arriva il momento è una cosa bellissima.


25. Elucid - Revelator

Visto che stranamente non è uscito un disco di Billy Woods, allora va messo in classifica un disco in cui Woods è in qualche canzone. No vabbé, cazzate a parte, Elucid è un fenomeno, e specialmente in questo disco le basi sono proprio grevi, oscure da morire e spesso senza un vero e proprio beat. Cioè, il beat c’è (ovviamente - e anzi, in molte tracce la batteria è proprio in primo piano, come se fosse suonata dal vivo), quello che intendo è che è quanto di più lontano ci sia da un tipico beat hip hop. Tipo in Ikebana (che sto ascoltando adesso). È uno spettacolo, che vuoi di più?


24. JPEGMAFIA - I Lay Down My Life for You

La cosa che mi ha sempre fatto abbastanza uscire pazzo di Peggy è il fatto che le basi che usa siano proprio violente come suoni: il primo pezzo di questo disco addirittura inizia con degli accordi proprio metal, ma in generale anche quello dello scorso anno era proprio distorto, che cambiava all’improvviso, quasi schizofrenico. E ‘sto fascino lo mantiene eccome - ci sono dei passaggi che addirittura sono segnati come ritornelli su Genius e non hanno delle caratteristiche di un ritornello, e non voglio neanche parlare delle outro strumentali. Poi lui ha dei flow splendidi, spesso e volentieri i testi hanno dei passaggi proprio divertenti e dei riferimenti non comuni (Candlemass mentioned in don’t rely on other men).


23. Julia Holter - Something in the Room She Moves

Classica Juliaholterata. Canzoni bellissime, sospese, destrutturate, amorevoli e morbide. Ho letto che qualcuno si è lamentato della lunghezza, e posso capirlo essendo quasi un’ora, però d’altro canto il fatto che i dischi siano così lunghi e diano la possibilità di perdercisi dentro è uno dei fascini maggiori dei dischi di Julia Holter.




22. t0ni - Ego Death Memories

Verrebbe quasi da chiamarla ambient, per il mood disteso e malinconico, però non è ambient per niente, le melodie sono in primissimo piano e sono in realtà loro le protagoniste, sono loro a creare l’atmosfera. Va tutto a braccetto, ed è una coppia bellissima. Lode particolare alla copertina splendida.





21. The Cure - Songs of a Lost World

Vogliamo dire nostalgia canaglia e chiuderla qui? Considerando che di sto disco si è detto già di tutto, direi che ci sta. Nostalgia canaglia.







20. Jessica Pratt - Here in the Pitch

Credo che la cosa più bella di questo disco sia l’imprevedibilità. Il fatto che duri poco il disco e durino poco le canzoni fa sì che la classica struttura strofa-ritornello-strofa-ritornello non risulti mai prevedibile, e poi Pratt mette così all’improvviso dei cambi di melodie o dei gorgheggi (parole orrenda) che non ti aspetti, e quindi risulta tutto freschissimo. Disco abbastanza strano, ma di una stranezza proprio bella.



19. Shellac - To All Trains

Già il fatto che esca un disco DI Steve Albini è una rarità. Adesso è l’ultimo. RIP. Un gigante.

Ah poi comunque il disco spacca tutto eh, non è qui solo per mere questioni di cronaca (e di cuore), è proprio bello.






18. Satoko Shibata - Your Favorite Things

Potrei sinceramente chiuderla qui dicendo “uno splendido album pop” e basta. Nel senso, il songwriting è a livelli altissimi, le canzoni sono godibili e scorrono via come l’olio caldo, ma proprio come l’olio caldo ci sono alcune cose, alcune melodie, alcuni hook (noi italiani abbiamo fatto i miracoli musicalmente, poi però il regno se lo sono preso gli inglesi e dobbiamo usare ‘sti termini del cazzo perché non abbiamo il corrispettivo italiano, dio canaglia), che sono talmente eccezionali che non ti mollano anche dopo giorni. Quindi, per tornare al punto, uno splendido album pop e basta.


17. Iceboy Violet & Nueen - You Said You’d Hold My Hand Through the Fire

Classica chicca a sorpresa. Tecnicamente parlando, si tratta di un disco rap, però, complice il tipo che spesso canta proprio invece di rappare, ‘st’etichetta lascia un po’ il tempo che trova. Su RYM tra i generi c’è Weightless, che non sapevo neanche fosse un genere, ma descrive benissimo il mood del disco. Atmosfere sospese e sempre un po’ oscure/malinconichette + flow devastante + ottime trovate di produzione + Hyperdub in grandissimo spolvero = disco splendido


16. Kim Gordon - The Collective

Non ascolto i Sonic Youth tanto quanto vorrei, non sono un grande esperto della loro discografia, nonostante la stima che nutra nei loro componenti e in quello che fanno. Tanto premesso, trovo molto divertente la sorpresa che provo ogni volta nel constatare che un membro dei Sonic Youth faccia un disco dai suoni molto difficili che però risulti godibile come nessun altro in questo campionato. Una band di fuoriclasse, e Gordon forse è la più fuoriclasse di tutti.



15. Godspeed You! Black Emperor - No Title as of 13 February 2024 28,340 Dead

Vabbé raga cosa volete che vi dica? Sono i GY!BE e questo è un disco dei GY!BE. Non ci sono quei crescendo catartici che ti distruggono l’anima, ma d’altro canto non è che possono farlo ogni volta. Questo disco in effetti è più atmosferico, meno strutturato e più fatto, diciamo, di momenti (o almeno questa è stata la mia impressione), solo che appunto, loro sono i GY!BE e anche volendo un disco brutto non lo riescono a fare. Ah sì, Palestina libera.


14. Floating Points - Cascade

Floating Points per me ha sempre avuto un problema: quando l’ho visto dal vivo, e quando comunque guardo dal vivo i suoi concerti con la band, fa un certo tipo di musica, francamente esaltante; quando invece fa i dischi, fa sempre cose molto diverse da quella vibe, e la cosa mi ammosciava molto. Chiaro, per Promises non vale il discorso, diciamo che mi riferisco ai dischi fino al 2020. Dal vivo infatti suonava una cosa riconducibile al jazz, per quanto ovviamente super ibrido e molto vicino all’elettronica, mentre sui dischi tornava ad una musica elettronica (chiamiamola UK Bass, anche se detesto il termine e secondo me nel suo caso non c’entra manco tanto) sinceramente scialba, che poteva azzeccare il singolo pezzo ma a livello di disco con me non ha mai funzionato più di tanto.

E quindi che ha fatto con Cascade? Una cosa che non c’entra un cazzo, ha piazzato delle bordate tech house una dietro l’altra, per un’ora di musica che non ha cali se non quando lo decide lei, e se anche lo decide lei, il calo segue le sue condizioni. Quasi commovente.


13. English Teacher - This Could Be Texas

Se mi avessero detto che avrei messo un disco, chiamiamolo così, indie rock nella top 15 di fine anno avrei pensato boh, ad un ritorno dei Pavement o qualcosa del genere, perché questo è uscito davvero dal nulla. Però effettivamente ha una qualità incredibile, e soprattutto non suona come un disco indie rock, con quei suoni e quelle chitarrine ancorate ad almeno dieci anni fa; suona moderno, i testi sono moderni (per quanto moderno possa essere un disco “rock”) e intelligenti, è davvero tutto bello. Per certi versi mi viene quasi da dire che questo sia la versione di quest’anno di Blue Rev degli Alvvays, ma con le dovute differenze, sia nel mood e se vogliamo nel genere, sia nel fatto che per bello che sia questo disco non è appiccicoso come Blue Rev, non ha necessariamente lo stesso spirito da “ma fammelo rimettere da capo.” Oddio poi dico così adesso, ma magari l’anno prossimo continuerò ad ascoltarli una volta a settimana come gli Alvvays, chi lo sa.


12. Nala Sinephro - Endlessness

Un disco talmente bello e talmente delicato (nonostante ci siano diversi elementi anche spigolosi in giro per le varie tracce, specialmente la batteria secondo me), che praticamente vola via. Ha una durata normalissima, ma sembra durare 25 minuti come i dischi hardcore. Eccezionale, per me un miglioramento rispetto al disco precedente, già di suo splendido.


11. Nicolás Jaar - Piedras 1

Nicolino che torna a fare canzoni (anche) per far ballare (anche). Datemene ancora.







10. Ghost Dubs - Damaged

Io ho un grandissimo deboler per il dub. Se poi come in questo caso ci metti l’attitudine techno (perché su RYM ad esempio è segnato come dub techno, ma la techno vera e propria insomma, non è che ci sia davvero, è più una questione di richiami che altro) e l’oscurità, ci togli il vibe per la marijuana e ci metti invece una bella dose di Andy Stott, io sono perdutamente tuo.


9. Mabe Fratti - Sentir que no sabes

Ogni volta che sento dischi che hanno quest’approccio mi viene in mente ¡Ay! di Lucrecia Dalt, che ho sottovalutato in maniera drammatica all’uscita e poi ho rivalutato come pochissimi altri dischi negli ultimi anni (complice un concerto clamoroso). Quando dico “quest’approccio” mi riferisco al fatto che è un disco incredibilmente arioso, che costruisce tutta la sua magia sul fatto che, nonostante ci possano essere molti strumenti, questi non sono mai invadenti, non costruiscono mai il famoso muro di suono, e anzi molto spesso lo strumento aggiunto è il silenzio. Approccio appunto simile a quel disco di Dalt o di Nicolino Jaar. Non che basti quello naturalmente, perché Sentir no que sabes è un disco pazzesco, fatto sì di tanta sperimentazione (perché, checché se ne dica, suona comunque il violoncello come strumento solista), ma soprattutto di canzoni, che sono splendide e molto evocative di atmosfere per niente banali. Poi ci ho parlato dopo il concerto e lei è una tatona, che fa sempre bene.


8. Tyler, the Creator - Chromakopia

Il disco potrà anche avere tutti i difetti di questo mondo, però ogni volta io ripenso al primo ascolto, il giorno dell’uscita, sul divano con le cuffie giocando a qualche gioco idiota sul telefono, e all’entusiasmo per aver sentito una cosa fuori di testa. E anche dopo averlo ascoltato X volte, aver letto i testi e tutto quanto, l’impressione rimane pressocché la stessa: è un disco pazzesco non per il songwriting che spicca, non per la coerenza del disco o per i suoni scelti - è bello sia per questi fattori, sia soprattutto per la libertà totale che Tyler si è preso nello strutturare queste canzoni. Perché, al netto di alcune cose veramente cringe (tipo il ritornello, chiamiamolo così, di Judge Judy), tu non sai mai cosa aspettarti: adesso hai sentito un verso con sotto praticamente un assolo di basso alla Thundercat, ma poi appena finito potrebbe tranquillamente partire un pezzo di piano che rimane perfettamente coerente con la canzone pur non centrando un cazzo con tutto quello che è venuto prima o che verrà dopo. E a me sta cosa manda al manicomio, soprattutto quando tutti questi elementi quadrano perfettamente il cerchio.


7. Beth Gibbons - Lives Outgrown

Non chiedetemi come, ma siamo riusciti a lasciare Beth Gibbons fuori dalle top 5. Non me lo spiego. Ok che i numeri sono solo numeri, e ok che non ci posso fare niente se ci sono 5 dischi che mi sono piaciuti di più, ma tant’è. Che poi ne sto parlando come se sia una cacata, ma è un disco di cristo incatramato. Pazzesco. Ascoltatelo, amatelo.





6. Adrianne Lenker - Bright Future

Considerando che letteralmente la prima volta che ho ascoltato i Big Thief è stata nel 2019, non capisco davvero il motivo per cui la musica loro e di Adrianne Lenker ci abbia messo così tanto a far breccia in questo cuore diversamente giovane. Fatto sta che ora ci sono riusciti, e praticamente tutto quello che esce a nome Big Thief/Adrianne Lenker è stato toccato da Re Mida. E infatti sto disco ti strappa il cuore e te lo butta nell’indifferenziata.


5. Kendrick Lamar - GNX

MUSTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARD


4. Chelsea Wolfe - She Reaches Out to She Reached Out to She

Semplicemente il suo disco migliore. Non riesco a spiegarmi come suoni sempre un po’ diversa ad ogni suo disco pur rimanendo indubbiamente 100% Chelsea Wolfe. Regina dell’oscurità per un motivo.





3. Arooj Aftab - Night Reign

Oggi mi sento così.

Secondo disco che ascolto di Aftab solista, e mi ha proprio spazzato via; il suo disco precedente, quello che le ha fatto fare il botto e quello che mi pare di capire viene sempre citato come il suo migliore, è bellissimo, però ha il difetto di essere monotono, nel senso che il mood è costante per tutta la durata del disco ma è musicalmente abbastanza impenetrabile per me, perché è sia troppo improntato sui testi (che ovviamente non capisco), sia parecchio lontano dalla musica tradizionale occidentale (che, come si può facilmente capire da questo listone, è la maggior parte dei miei ascolti). Night Reign invece ha diverse canzoni con una struttura più vicina al jazz normale, e ha anche tre canzoni su nove in inglese, il che rende la fruizione del disco molto più immediata, riuscendo ad immergersi anche alle canzoni cantate in Urdu.


2. Magdalena Bay - Imaginal Disk

Tecnicamente non posso parlare di sorpresa, perché il loro primo disco l’avevo ascoltato ed era stato anche trattato molto bene (8 spaccato su Pitchfork, settimo miglior album del 2021 su RYM, eccetera), ma non mi aveva particolarmente colpito, l’avrò ascoltato due tre volte e basta. Questo invece l’ho ascoltato la prima volta e alla seconda canzone mi ha colpito in fronte fortissimo. Dura un sacco ma non rallenta un secondo, ed è una super canzone dietro l’altra. Classico disco che secondo me dovrebbero ascoltare tutti ma non ho più quel genere di fiducia verso le persone, quindi ascoltatelo solo se volete ascoltare davvero della musica bella.


1. Charli XCX - brat

È un disco per me strano - a livello di moralità mia personale intendo. Perché se da un lato è il disco più solido che Charli ha fatto finora, è anche scevro da alcune di quelle robe fuori di testa che ha fatto in passato su altri dischi. Ciò detto, è un disco di cristo. Sicuramente il più a fuoco a livello di scrittura delle canzoni, che sono tutte canzoni pop praticamente perfette, ci sono i pezzacci da ballare che mi hanno sempre fatto volare nei suoi dischi precedenti, ma la cosa che mi ha colpito di più sono le canzoni più intime, quelle in cui lei parla di problemi molto terreni e lo fa non solo con un’emotività per me molto forte, ma lo fa con un linguaggio che difficilmente ho trovato in altri dischi pop, che solitamente si esprimono con frasi più enigmatiche, che richiedono comunque un minimo di interpretazione. Invece lei ci va giù col massimo della franchezza, e generalmente Girl, So Confusing (specialmente nella versione col featuring di Lorde) e I Think About It All the Time mi fanno proprio piangere. Quindi, insomma, il meme arriva fino a un certo punto (ed è bellissimo), ma brat invece percorre tutta la distanza. Non ho ascoltato nessun altro disco che mi abbia esaltato così tanto quest’anno.


Il mio Spotify Wrapped, ma fedele agli ascolti veri e non solo quelli fatti su Spotify.




Qui invece totalmente a caso ci metto una foto di tutti i dischi usciti quest'anno che ho comprato - tutti o quasi, forse ho lasciato fuori i due dischi degli Smile, forse anche altro.




Solitamente questo è il punto in cui metto il link della playlist e basta. E lo farò comunque. Il link è QUI SOTTO AMISCI ATTENZIONE CLICCATELO TUTTO:

https://open.spotify.com/playlist/2rxG5DDrnp0k1nhIim6Cul


Se invece siete brava gente e avete Tidal, il link è qua: https://tidal.com/playlist/9532b7bd-52c4-404a-b06d-13d5cfafb76d


Però quest’anno ci sono alcune canzoni su cui volevo dire una roba, quindi metto anche dei link YouTube delle canzoni e ci lascio un commentino.


Charli XCX - Von Dutch

La canzone dell’anno è dal mio disco dell’anno, cosa che, a pensarci, non succede spessissimo. In realtà avevo grossissimi dubbi su quale mettere, nel senso che Von Dutch è di gran lunga la mia preferita di Brat, però quel disco (come ho già detto) è pieno di pezzi della madonna. E quindi che fai, non la metti Girl, So Confusing con Lorde? O I Think About It All the Time? No, non ce le metto.


Joshua Idehen - Mum Does the Washing

L’altra canzone dell’anno è questa roba che non so come non è diventata la cosa più famosa del mondo. Generalmente non mi piacciono le canzoni che fanno troppo affidamento sul testo, soprattutto quando il testo è abbastanza cervellotico, però mi è totalmente impossibile ignorare quanto la trovi divertente. Che pezzo eccezionale.


Nubya Garcia - Triumphance

Anche questa volta la Nubyona (inter)nazionale ha fatto la traccia con influenze raggae. Anche questa volta è una bomba totale assoluta - a differenza dello scorso anno, però, conserva un po’ di struttura più jazz, e ha una melodia proprio trascinante che sembra quasi presa da un disco degli Ezra Collective.


Dua Saleh - want

Il flow di Dua Saleh è una cosa che ogni volta che pubblica qualcosa mi manda giù di testa.


Brittany Howard - What Now

Mi dispiace molto che per me Brittany Murphy non regga molto sul disco intero, perché sulla singola traccia è veramente devastante. Questa è pazzesca. Poi metti su il disco, che tra l’altro non dura neanche molto, e man mano ti perdi. Sigh sob.


Kneecap - Sick in the Head

Grande delusione anche il disco dei Kneecap. Il problema secondo me sta nelle basi, nel senso che ci sono i casi in cui la azzeccano e spacca tutto, e poi ci sono invece dei casi in cui nonostante il loro flow sia atomico, ti ammoscia tantissimo. Capisco l’importanza di DJ Próvaí nel gruppo, ma forse li limita un po’.


Fontaines DC - Starbuster

Non riesco ad esprimere la felicità di avere finalmente una canzone dei Fontaines DC che mi piaccia tantissimo.


Mercury Rev - Mood Swings

Senza alcun dubbio una delle canzoni dell’anno. Un filo diversa da quello che di solito facevano i Mercury Rev (addirittura mi sembra assomigliare ad alcune cose doom jazz, pensa te), ma comunque un centro pieno. Non si può dire lo stesso dell’album, ma questa canzone basta e avanza.


Beth Gibbons - Reaching Out

Sinceramente non capisco come nelle varie playlist sia finita Floating on a moment invece di questa. Nel senso, non che Floating on a Moment faccia cacare, figurarsi, però per me Reaching Out, con il crescendo clamoroso che ha, è proprio per distacco la migliore del disco, che di per sè è già splendido.


Loren Kramar - Hollywood Blvd

Ma che voce ha? Ma che è? Ma da dove è uscito?


Charli XCX - Everything is romantic featuring Caroline Polachek

Sì, Charli ce l’ho già messa. Ma mi pare che fu Churchill a dire che il pallone è mio e gioca chi dico io.



Ma non solo di dischi si campa, quindi ecco alcuni concerti particolarmente belli con eventuali momenti particolarmente mirabili.

  • Arooj Aftab, 13 ottobre, National Concert Hall, Dublino - highlight: il crescendo che ha fatto a due canzoni dalla fine (non so quale canzone fosse), di una potenza pazzesca.
  • The Bug & Flowdan, 2 febbraio, Button Factory, Dublino - highlight: le prime cinque canzoni in cui c’era così tanto fumo da vedere solo colori, e la ciliegina sulla torta è stata Flowdan che durante la canzone dice allo staff di spegnere la macchina del fumo.
  • Nick Cave & The Bad Seeds, 13 novembre, 3Arena, Dublino - highlight: Jubilee Street. Ho letteralmente cominciato a piangere al primissimo accordo e ho finito a metà della canzone dopo. Una roba che non si spiega.
  • Marta Del Grandi, 17 agosto, Whelan’s, Dublino
  • GYBE, 27 settembre, National Stadium, Dublino - highlight: HANNO SUONATO PISS CROWNS ARE TREBLED RAGA MA DI CHE PARLIAMO
  • LCD Soundsystem, 26 giugno, Malahide Castle, Malahide - highlight: Dance Yrself Clean - specialmente quel drop. Pazzesco.
  • Maruja, 9 novembre, Whelan’s, Dublino - degli esaltati.
  • The Smile, 7 marzo, 3Arena, Dublino
  • Sunn O))), 25 marzo, National Concert Hall, Dublino - più un’installazione artistica che un concerto
  • Tool, 3 giugno, O2 Arena, Londra - eh raga, sì

Passiamo alle top collaterali.
Cominciamo con i 10+1 uno fumetti migliori letti durante l'anno, e se ci cliccate vi rimando al loro link su Amazon. 
Che mi fa schifo come cosa, dovremmo sfuggire da sta trappola capitalista, ma ci rende la vita obiettivamente molto facile, maledetto al mondo. Anzi ecco, per sfuggire in minima parte a 'sta trappola, vi metto il link del prodotto sul sito dell'editore. Bezos, suca.



Stavo addirittura pensando di fare una classifica delle migliori serie manga, però non ne ho lette abbastanza, quindi fa niente. Se mi seguite su IG, tanto, potete vedere i recap periodici che faccio. Butto dei titoli a caso: Skip & Loafer di Misaki Takamatsu, Evol di Atsushi Kaneko, Hirayasumi di Keigo Shinzo, Saru di Daisuke Igarashi, Even Though We’re Adults di Takako Shimura, Sanctuary di Bronson e Ryoichi Ikegami, Takahashi del negozio di biciclette di Arare Matsumishi. Ah vabbé, e One Piece, ma che lo dico a fare.


Mo i film.


I film soffrono, per me ma sono sicuro anche per molti altri, della sindrome da Oscar. Quando penso al miglior film che ho visto nel 2024, penso solo a Dune e Anora, perché per me i film che sono usciti prima degli Oscar sono film del 2023.

Il problema è che, non solo Poor Things è uscito nel 2024, ma soprattutto che la cerimonia degli Oscar è stata a marzo inoltrato, quindi praticamente per me il primo trimestre del 2024 doveva andare a farsi fottere. Bene ma non benissimo. Per fortuna però abbiamo i siti dove possiamo loggare i film che ci dicono le date precise in cui li abbiamo visti. Come potete intuire, le prime cinque posizioni sono in ordine, poi dalla 6 alla 10 sono in ordine alfabetico. A sto giro vi beccate i link di Letterboxd.


  1. Poor Things, di Yorgos Lanthimos

  2. Dune: Part Two, di Denis Villeneuve

  3. Anora, di Sean Baker

  4. Look Back, di Kiyotaka Oshiyama

  5. Kneecap, di Rich Peppiatt

Furiosa: A Mad Max Saga, di George Miller

Perfect Days, di Wim Wenders

Io capitano, di Matteo Garrone

The Holdovers, di Alexander Payne

Wallace & Gromit: Vengeance Most Fowl, di Merlin Crossingham e Nick Park


All'anno prossimo.