Stamattina, in quel bellissimo programma che è TVtalk ho sentito dei particolari di quella che considero una delle proposte migliori che abbia sentito in campo televisivo da 21 anni a questa parte: quella della televisione pubblica francese di togliere la pubblicità nella fascia che va dalle 20.00 alle 06.00. La cosa ha portato poi ad anticipare tutti i programmi e bla bla bla, vi risparmio i dettagli "tecnici". In tutto il discorso che hanno fatto, però, sono emersi degli elementi interessanti: i programmi più visti dell'anno 2009 della tv pubblica francese sono 1) UN DOCUMENTARIO! Un documentario, che si chiamava L'Homme, dal contenuto non meglio identificato. Però, almeno così dice il nome, era un documentario sull'uomo; 2) una fiction di carattere storico (ci tengo a precisare che non era proprio Elisa Di Rivombrosa, eh); la 3) non me la ricordo, ormai c'ho una certa età e non è che c'ho la memoria di quando avevo 80 anni [Aristogatti cit.].
In Italia il programma più visto è il Grande Fratello.
L'unica salvezza è Paolo Bonolis, penso. L'unica.
Si, ok, qui il protagonista non è Bonolis, ma ci siamo capiti.
sabato 27 marzo 2010
lunedì 22 marzo 2010
Have one on Joanna
Chiariamo prima di tutto che questo non è un post per consigliare questo o quell'altro disco, per ascoltarlo, farlo vostro, magari comprarlo (quasi eresia) o chissà che altro. E' più per raccontare la mia esperienza. Che poi sarà presa come consiglio, ma vabbè, io di questo non sono responsabile.

E' qualche settimana che, leggendo il 3rdeye, ma anche il Panopticon (anche se poi questo è quasi una costola del 3rdeye, in un certo senso), leggo meraviglie e gioie del nuovo disco di questa Joanna Newsom, che personalmente non avevo mai neanche sentito nominare. Poi vado a vedere, e le è dedicata una pagina intera sui numeri di marzo sia di Blow Up sia di The Wire. La cosa mi incuriosisce. Poi scopro che era finita in qualche classifica di qualcuno con più o meno i miei stessi gusti qualche anno fa con l'album precedente, targato 2006 (anno che per ovvi motivi non poteva prevedere troppi ascolti di capolavori, ce n'erano già troppi). Poi vado a vedere le tag ed è un continuo rincorrersi della parola "folk" nelle salse più eterogenee concesse oggi dall' indie-ana concezione, da "indie folk" a "folk-rock", passando per l'immancabile "neo-folk".
Ora, devo ammettere che, colpa troppa ingenuità da parte mia, mi ero già fatto un'idea preventiva di come avrebbe suonato questo disco, che molti etichettavano già come "capolavoro" senza remore; come se non bastasse, scopro anche che è primo nella classifica del 2010 di Rate Your Music, cosa che succede poco spesso con album che mi piacciono (quasi mai, a dirla tutta). La colpa di questi pregiudizi era dovuta un pò al titolo del disco, appunto "Have One On Me", un pò all'immagine di questa giuovane (28 anni nel 2010), che praticamente si presenta circa così:



Il che è tutto dire.
Ora, non che abbia pensato che fosse un disco porno o chissà che (anche perchè, se così fosse stato, a che pro gridare al capolavoro?), però diciamo che le due cose hanno fatto effetto, ecco.
E oggi, 22 marzo 2010, l'ho ascoltato, complice la convalescenza che mi costringeva a letto.
Allora.
Sono 3 cd.
Si, 3. Due ore e quattro minuti di musica. DUE ORE. Una cosa mastodontica. Poi dici "ma come cazzo avrà fatto a tirar fuori un disco che tutti etichettano come capolavoro?". Scopriamolo, mi sono detto.
C'è da dire che io però col folk non ho mai avuto vita facile. Per dire, i gruppi che più sono riusciti a prendermi sono stati gli Shearwater e gli Esper (e quest'ultimo è un pò un mistero che ci siano riusciti, non avrebbero dovuto viste le loro caratteristiche). Per dire, anche con i Neutral Milk Hotel faccio fatica. Non è proprio nelle mie corde, ma per niente niente. Con voce femminile, poi, figurarsi.
Vabbè, lo ascolto.
Non so dirvi se è un disco che ascolterò fino allo sfinimento, farò mio o chissà che. E' ancora presto per dirlo. Anche perchè due ore, voglio dire... mica è facile.
E', almeno per me, una novità; un pò perchè musica con questa strumentazione non l'ho mai sentita, un pò per la voce, stranissima (a volte mi ricorda certi momenti di Tori Amos, ma non prendetela come oro colato, st'affermazione, ve l'ho detto che non ci capisco una sega di folk - magari è Tori Amos ad usare gorgheggi folk, cazzo ne so), un pò pechè a parte tutto, è ottima musica.
La cosa bella, di questo disco, è l'effetto post-primo-disco.
Generalmente, salvo eccezioni, se un disco piace e non è un mattone, tendi ad ascoltarlo di nuovo, perchè ti piace il suono, perchè comunque sono belle canzoni, per qualsiasi altro motivo. Non parliamo poi se il disco piace, quante volte lo si riascolta. Tipo, ultimamente la cosa mi è capitata (a livelli inauditi) con gli XX, di cui ho fatto qualcosa come 250 e passa ascolti in neanche una settimana.
Ecco, in questo caso succede una cosa curiosa: finisce un disco, fai per metterlo di nuovo in play, ma poi, se metti il secondo disco hai praticamente un altro primo cd. Praticamente si continua con i suoni del primo disco, col mood, con tutto. E' una sensazione bellissima, perchè la tua fame di QUEL suono è soddisfatta, senza però trovare le melodie che già ti suonano familiari, quel passaggio, quel fraseggio, quel particolare tocco che ti avevano stuzzicato al primo ascolto. Però ne trovi altri, ugualmente belli, diversi, ma appassionanti ugualmente.
E' bello, dà soddisfazione.
Anche perchè non sono canzoni pop da 3-4-5 minute, non sono compresse e dallo svolgimento chiaro e se vogliamo univoco. Sono canzoni anche lunghe, che raramente scendono sotto i 6 minuti, tutte in divenire, quasi nessun ritornello, interpretazioni personali, tutte cose che non ti aspetteresti.
Insomma, a me sto disco è piaciuto.
Non sto parlando di ascolti reiterati e considerazioni compiute. Gli ho dato un ascolto uno, finito mentre scrivevo, e ancora non so se lo reputo il capolavoro che tutti pensano che sia oppure semplicemente un buon disco.
Per quanto riguarda voi, fatti vostri, fate gli ometti e sbrigatevela da soli.
E siccome non è che vi posso lasciare così:

Joanna Newsom - Have One On Me
Download (Hotfile)
Download (Rapidshare)
Ciao.
E' qualche settimana che, leggendo il 3rdeye, ma anche il Panopticon (anche se poi questo è quasi una costola del 3rdeye, in un certo senso), leggo meraviglie e gioie del nuovo disco di questa Joanna Newsom, che personalmente non avevo mai neanche sentito nominare. Poi vado a vedere, e le è dedicata una pagina intera sui numeri di marzo sia di Blow Up sia di The Wire. La cosa mi incuriosisce. Poi scopro che era finita in qualche classifica di qualcuno con più o meno i miei stessi gusti qualche anno fa con l'album precedente, targato 2006 (anno che per ovvi motivi non poteva prevedere troppi ascolti di capolavori, ce n'erano già troppi). Poi vado a vedere le tag ed è un continuo rincorrersi della parola "folk" nelle salse più eterogenee concesse oggi dall' indie-ana concezione, da "indie folk" a "folk-rock", passando per l'immancabile "neo-folk".
Ora, devo ammettere che, colpa troppa ingenuità da parte mia, mi ero già fatto un'idea preventiva di come avrebbe suonato questo disco, che molti etichettavano già come "capolavoro" senza remore; come se non bastasse, scopro anche che è primo nella classifica del 2010 di Rate Your Music, cosa che succede poco spesso con album che mi piacciono (quasi mai, a dirla tutta). La colpa di questi pregiudizi era dovuta un pò al titolo del disco, appunto "Have One On Me", un pò all'immagine di questa giuovane (28 anni nel 2010), che praticamente si presenta circa così:
Il che è tutto dire.
Ora, non che abbia pensato che fosse un disco porno o chissà che (anche perchè, se così fosse stato, a che pro gridare al capolavoro?), però diciamo che le due cose hanno fatto effetto, ecco.
E oggi, 22 marzo 2010, l'ho ascoltato, complice la convalescenza che mi costringeva a letto.
Allora.
Sono 3 cd.
Si, 3. Due ore e quattro minuti di musica. DUE ORE. Una cosa mastodontica. Poi dici "ma come cazzo avrà fatto a tirar fuori un disco che tutti etichettano come capolavoro?". Scopriamolo, mi sono detto.
C'è da dire che io però col folk non ho mai avuto vita facile. Per dire, i gruppi che più sono riusciti a prendermi sono stati gli Shearwater e gli Esper (e quest'ultimo è un pò un mistero che ci siano riusciti, non avrebbero dovuto viste le loro caratteristiche). Per dire, anche con i Neutral Milk Hotel faccio fatica. Non è proprio nelle mie corde, ma per niente niente. Con voce femminile, poi, figurarsi.
Vabbè, lo ascolto.
Non so dirvi se è un disco che ascolterò fino allo sfinimento, farò mio o chissà che. E' ancora presto per dirlo. Anche perchè due ore, voglio dire... mica è facile.
E', almeno per me, una novità; un pò perchè musica con questa strumentazione non l'ho mai sentita, un pò per la voce, stranissima (a volte mi ricorda certi momenti di Tori Amos, ma non prendetela come oro colato, st'affermazione, ve l'ho detto che non ci capisco una sega di folk - magari è Tori Amos ad usare gorgheggi folk, cazzo ne so), un pò pechè a parte tutto, è ottima musica.
La cosa bella, di questo disco, è l'effetto post-primo-disco.
Generalmente, salvo eccezioni, se un disco piace e non è un mattone, tendi ad ascoltarlo di nuovo, perchè ti piace il suono, perchè comunque sono belle canzoni, per qualsiasi altro motivo. Non parliamo poi se il disco piace, quante volte lo si riascolta. Tipo, ultimamente la cosa mi è capitata (a livelli inauditi) con gli XX, di cui ho fatto qualcosa come 250 e passa ascolti in neanche una settimana.
Ecco, in questo caso succede una cosa curiosa: finisce un disco, fai per metterlo di nuovo in play, ma poi, se metti il secondo disco hai praticamente un altro primo cd. Praticamente si continua con i suoni del primo disco, col mood, con tutto. E' una sensazione bellissima, perchè la tua fame di QUEL suono è soddisfatta, senza però trovare le melodie che già ti suonano familiari, quel passaggio, quel fraseggio, quel particolare tocco che ti avevano stuzzicato al primo ascolto. Però ne trovi altri, ugualmente belli, diversi, ma appassionanti ugualmente.
E' bello, dà soddisfazione.
Anche perchè non sono canzoni pop da 3-4-5 minute, non sono compresse e dallo svolgimento chiaro e se vogliamo univoco. Sono canzoni anche lunghe, che raramente scendono sotto i 6 minuti, tutte in divenire, quasi nessun ritornello, interpretazioni personali, tutte cose che non ti aspetteresti.
Insomma, a me sto disco è piaciuto.
Non sto parlando di ascolti reiterati e considerazioni compiute. Gli ho dato un ascolto uno, finito mentre scrivevo, e ancora non so se lo reputo il capolavoro che tutti pensano che sia oppure semplicemente un buon disco.
Per quanto riguarda voi, fatti vostri, fate gli ometti e sbrigatevela da soli.
E siccome non è che vi posso lasciare così:
Joanna Newsom - Have One On Me
Download (Hotfile)
Download (Rapidshare)
Ciao.
martedì 16 marzo 2010
-Ed ora, le notizie sul tempo. -DOMANI PIOVE! -Grazie.
Devo andare a dormire tra poco. Non ho niente da fare nel frattempo. A Zelig ci sono cose che non mi interessano, al momento.
Quindi ho detto "modò, il blog, buon'anima. Aggiorniamolo, và".
Solo che, come ho detto, devo andare a dormire, quindi niente pensieri elaborati. Metto un paio di download di dischi e gudbai.
Prima di tutto, questo è il disco con cui mi sono fissato di brutto negli ultimi, quanti?, 4 giorni?. Robe che ho fatto quasi 250 ascolti. Pazzesco. Una droga.

The XX - XX
Che è una droga, come ho già detto. Però è inspiegabile, sta cosa. E' un disco con un'atmosfera tale che non dovrei ascoltarlo così tanto. E' troppo intimo, troppo malinconico-ma-senza-un-vero-senso-di-tristezza, troppo... tenero, come diceva il buon Gartek. Eppure non ti ci stacchi. Boh. Ascoltatelo. Ancora non ho trovato uno che mi abbia dato un parere negativo.
Pagina torrent, non sono riuscito a trovare un download funzionante :(
Bugia, un gentiluomo (o una gentildonna) me l'ha postato nei commenti:
Download (Rapidshare)
Già che ci siamo, di questo non ho trovato niente di download, ma se si cerca si può (almeno credo, se non ci riuscite segnalatelo), ma è stato un altro ascolto costante di questo periodo.
Loro si chiamano Esben And The Witch.
Qui si può ascoltare un pezzo in streaming, pezzo dal quale hanno fatto anche un videoclip. Questi stanno aprendo per gli XX e per altri gruppi indiegayissimi tipo i Wild Beasts e i Big Pink. E meritano tanto, secondo me.
Adesso momento elettronica.
Hanno annunciato la line-up del Dissonanze (o perlomeno la line-up di uno dei giorni). Molti di quelli che ci andranno li conosco già e in questo periodo li sto ascoltando tanto. Indi per cui, riporto.

Pantha Du Prince - Black Noise
Questo è forse il più commercialmente noto. Pare faccia minimal techno, uso la frase ipotetica perchè di ste cose ne so meno di zero, quindi mi fido; poi magari prendo il granchio, ma mi fido. Comunque è un disco della madonnissima, ottimo a dir poco, mai troppo rarefatto ma sempre sempre di una raffinatezza quasi imbarazzante.
Uploading.to
Hotfile
Depositfile

King Midas Sound - Waiting For You
Rapidshare

Shackleton - Three EPs
Hotfile Password: nodata.tv
Due dischi dubstep, moooolto diversi tra di loro. Nel primo la radice dub è molto più marcata, sia dal punto di vista strettamente musicale e strumentale, sia per il fatto che il cantato è ricorrente in quasi tutti i brani ed è proprio accostabile al toasting del primo dub e similia.
Il secondo, che forse preferisco, è proprio l'opposto. Sempre classificabile come dubstep, ma molto lontano dalle radici jamaicane più presenti del Suono di Re Mida. Qui è un minimalismo di fondo che la fa da padrone, tra melodie accennate e stralci di discorsi, di frasi. Il disco è pesante, siamo onesti, più di un'ora di album per 9 tracce che non vanno mai sotto i 6 minuti è tosto da sopportare, ma comunque ogni brano, se preso a sè, è un piccolo capolavoro. Tant'è che probabilmente lo preferisco all'altro, più fruibile da questo punto di vista.
Inoltre, giusto per informare, dopo aver fatto tutti gli esami che mi ero prefissato di fare nella sessione invernale, e averli terminati con successo e media del 29, mi sono preso due settimane di cazzeggio in cui ho recuperato le puntate di Lost non viste (la 06x07 è qualcosa di eccezionale ed epocale e meraviglioso eccetera), letto Vagabond (vabbè, non ci sono parole) e cominciato Jiraishin, oltre ad essermi tanto grattato.
Per chiudere sto post cazzonissimo:
Quest'uomo è un genio. Non ammetto repliche.
Quindi ho detto "modò, il blog, buon'anima. Aggiorniamolo, và".
Solo che, come ho detto, devo andare a dormire, quindi niente pensieri elaborati. Metto un paio di download di dischi e gudbai.
Prima di tutto, questo è il disco con cui mi sono fissato di brutto negli ultimi, quanti?, 4 giorni?. Robe che ho fatto quasi 250 ascolti. Pazzesco. Una droga.
The XX - XX
Che è una droga, come ho già detto. Però è inspiegabile, sta cosa. E' un disco con un'atmosfera tale che non dovrei ascoltarlo così tanto. E' troppo intimo, troppo malinconico-ma-senza-un-vero-senso-di-tristezza, troppo... tenero, come diceva il buon Gartek. Eppure non ti ci stacchi. Boh. Ascoltatelo. Ancora non ho trovato uno che mi abbia dato un parere negativo.
Pagina torrent, non sono riuscito a trovare un download funzionante :(
Bugia, un gentiluomo (o una gentildonna) me l'ha postato nei commenti:
Download (Rapidshare)
Già che ci siamo, di questo non ho trovato niente di download, ma se si cerca si può (almeno credo, se non ci riuscite segnalatelo), ma è stato un altro ascolto costante di questo periodo.
Loro si chiamano Esben And The Witch.
Qui si può ascoltare un pezzo in streaming, pezzo dal quale hanno fatto anche un videoclip. Questi stanno aprendo per gli XX e per altri gruppi indiegayissimi tipo i Wild Beasts e i Big Pink. E meritano tanto, secondo me.
Adesso momento elettronica.
Hanno annunciato la line-up del Dissonanze (o perlomeno la line-up di uno dei giorni). Molti di quelli che ci andranno li conosco già e in questo periodo li sto ascoltando tanto. Indi per cui, riporto.
Pantha Du Prince - Black Noise
Questo è forse il più commercialmente noto. Pare faccia minimal techno, uso la frase ipotetica perchè di ste cose ne so meno di zero, quindi mi fido; poi magari prendo il granchio, ma mi fido. Comunque è un disco della madonnissima, ottimo a dir poco, mai troppo rarefatto ma sempre sempre di una raffinatezza quasi imbarazzante.
Uploading.to
Hotfile
Depositfile
King Midas Sound - Waiting For You
Rapidshare

Shackleton - Three EPs
Hotfile Password: nodata.tv
Due dischi dubstep, moooolto diversi tra di loro. Nel primo la radice dub è molto più marcata, sia dal punto di vista strettamente musicale e strumentale, sia per il fatto che il cantato è ricorrente in quasi tutti i brani ed è proprio accostabile al toasting del primo dub e similia.
Il secondo, che forse preferisco, è proprio l'opposto. Sempre classificabile come dubstep, ma molto lontano dalle radici jamaicane più presenti del Suono di Re Mida. Qui è un minimalismo di fondo che la fa da padrone, tra melodie accennate e stralci di discorsi, di frasi. Il disco è pesante, siamo onesti, più di un'ora di album per 9 tracce che non vanno mai sotto i 6 minuti è tosto da sopportare, ma comunque ogni brano, se preso a sè, è un piccolo capolavoro. Tant'è che probabilmente lo preferisco all'altro, più fruibile da questo punto di vista.
Inoltre, giusto per informare, dopo aver fatto tutti gli esami che mi ero prefissato di fare nella sessione invernale, e averli terminati con successo e media del 29, mi sono preso due settimane di cazzeggio in cui ho recuperato le puntate di Lost non viste (la 06x07 è qualcosa di eccezionale ed epocale e meraviglioso eccetera), letto Vagabond (vabbè, non ci sono parole) e cominciato Jiraishin, oltre ad essermi tanto grattato.
Per chiudere sto post cazzonissimo:
Quest'uomo è un genio. Non ammetto repliche.
domenica 24 gennaio 2010
two thousand and nine.
Non ho voglia di far niente, e la classifica la dovevo già postare da un pò, quindi approfitto dell'occasione. Come avrete intuito, è la classifica dei 25 migliori dischi usciti nel corso dell'anno appena finito. Secondo me. Ovviamente si va dalla 25 alla 1, eheh. All'inizio volevo mettere i download per tutti i dischi, però solo ora ho realizzato che è impossibile, e poi molti dischi non riesco a trovarli, e non li voglio uppare. Quindi credo che mi ridurrò alle sole copertine e ai commenti brevi sottostanti. Dai, il download lo metto per i primi 3.

25:The Prodigy - Invaders Must Die
Vabbè, tanto ormai lo sappiamo cosa dobbiamo aspettarci quando esce un loro disco. E le attese sono esaudite, completamente.

24:Harmonic 313 - When Machines Exceed Human Intelligence
La sorpresa elettronica dell'anno che non sia marchiata dubstep. Non è all'altezza del disco di Flying Lotus dell'anno scorso, ma è un gran bel disco, non c'è che dire.

23:Amesoeurs - Amesoeurs
Li aspettavo al varco dopo il buonissimo EP, e non sono rimasto deluso. Per quanto vada comunque mooolto più sul post-punk rispetto al precedente. Ascoltato pochissimo perchè ci vuole un certo mood, ma comunque è un bel disco.

22:Zu - Carboniferous
Credo che per quanto si impegnino, questi 3 pazzoidi non riusciranno mai a fare un disco brutto. Jazz mischiato col noise, col math-qualsiasicosa, col boh, fate voi. Follia.

21:Converge - Axe To Fall
Inferiore rispetto ad altri dischi nella loro produzione, sarà che l'ispirazione un pò troppo heavy metal non mi piace per niente. Comunque il marchio di fabbrica resta la violenza inconsulta, quindi rimane un disco a'là Converge.

20:Om - God Is Good
Molto bello, un disco nel loro stile pur cambiando molte carte in tavola. Canzoni da 10 minuti ce ne sono poche, solo la prima (che ne dura 19, però), e per il resto seguono la scia inaugurata dal singolo Gegel Barkal, con canzoni non eccessivamente dilatate temporalmente. Inoltre questa volta, per dare alla loro psichedelia drogata un tocco più orientaleggiante si sono lanciati nell'inserimento di strumenti inusuali come può essere il flauto. Facendo centro.

19:Clubroot - Clubroot
Prima uscita dubstep della classifica. Qui siamo su territori meno danzerecci quali per esempio uno Skream o un King Midas Sound, per ritrovarci in un dub più atmosferico che altro. Si gioca con i rumori di sottofondo, con suoni che più che intrattenere accompagnano, rimanendo sempre però melodici al punto giusto. Ottima uscita.

18:The Dead Weather - Horehound
Progetto interessantissimo sulla carta e interessante poi nella realtà. C'è di mezzo Jack White, quindi quello che ci si può aspettare grosso modo lo si immagina già. Immaginate un blues elettrico, sporco, incazzato e magari un pò fumato. Aggiungeteci una donna al microfono anche lei elettrica, sporca, incazzata e magari un pò fumata e ci siete. Il miglior supergruppo dell'anno, sicuramente meglio dei Them Crooked Vultures e degli Shrinebuilder.

17:White Lies - To Lose My Life
Fondamentalmente un disco post-punk degli anni '00, un pò sulla scia inaugurata da Interpol ed Editors. Questo forse meno chitarristico dei due gruppi citati (oddio, anche se l'ultimo degli Editors di chitarristico non c'ha niente), e più virato al pop.

16:The Pains Of Being Pure At Heart - The Pains Of Being Pure At Heart
Disco breve, canzoni brevi e spensierate, suono derivativo ma abbastanza personale. Cresciuti a pane e My Bloody Valentine. Praticamente, tutto lascia pensare a un signor disco. Tant'è.

15:Antony And The Johnsons - The Crying Light
Un disco di Antony. Che parlo a fare?

14:Julian Casablancas - Phrazes For The Young
Tutti dal cantante degli Strokes si sarebbero aspettati un disco a'là Strokes. Nein. Electro-pop da manuale, con testi nello standard (alto) di Casablancas, allegria e malinconia in egual misura. 8 canzoni, quindi ha anche capito che magari calcare la mano non era il caso. Applausi.

13:2562 - Unbalance
Ad essere sincero, mi aspettavo (e sarei stato contento di) un clone di Aerials, quindi una dubstep con atmosfere rarefatte ma possenti e con bassi da mal di testa. Mi sbagliavo, il belga cambia direzione e combina la dubstep con alcune soluzioni care a una certa dance minimale. Risultato? Aspettative disattese, ma disco con le palle. E daje così.

12:A Place To Bury Strangers - Exploding Head
Ancora shoegaze, ma stavolta il punto di riferimento è il pop acidissimo e rumorosissimo dei Jesus And Mary Chain, che sono un pò i maestri del gruppo. Quindi aspettatevi canzoni dal forte appiglio ritmico, grandi riff (Deadbeat è mostruosa), mischiate con rumori fortissimi, feedback e oscurità. Dal vivo pare siano fenomeni.

11:Kylesa - Static Tensions
Sludge violento e tirato, doppia batteria, velocità e tanta melodia. Che billu <3.

10:Dälek - Gutter Tactics
Che parlo a fare? Il solito hip hop politicizzatissimo e inusuale, shoegaze, industrial, noise, breakbeat, metteteci quello che volete. E li ho anche visti dal vivo, grandissimi.

9:...And You Will Know Us By The Trail Of Dead - The Century Of Self
Solita ricetta: prendete una sensibilità pop raffinatissima, aggiungeteci quelle venature hardcore mascherate perfettamente e melodie da rimanerci secchi col cuoricino pieno. Olè. Avete un disco dei Trail Of Dead.

8:Patrick Wolf - The Bachelor
Patrick Wolf è un genio. Quindi un suo disco non può in nessun caso deludere. Questo ne è la prova. Per me è appesantito da troppe atmosfere folkeggianti molto Signore Degli Anelli (Damaris, per esempio). Ma ragazzi, fare discorsi del genere su un disco di questo spessore è ridicolo.

7:Franz Ferdinand - Tonight: Franz Ferdinand
Sti ragazzi continuano a stupire. Indie rock virato post punk al primo disco, indie rock virato sporcizia al secondo, e al terzo ti piazzano un disco danzereccio, con spruzzate di elettronica, cazzeggio e un sacco di melodie. Considerate le premesse avrei voluto vederli dal vivo.

6:The Horrors - Primary Colours
Ancora shoegaze. Ma qui siamo su un altro livello. Il che è sorprendente, vista la ciofeca che avevano tirato fuori come primo disco. Poi cambiano completamente genere e fanno un disco di questo spessore. Boh, senza parole.

5:Arctic Monkeys - Humburg
Boh. Veramente. Sarà stata la produzione di Josh Homme, sarà stato il fatto che sti ragazzetti sono superiori, ma veramente, questa è l'ultima cosa che mi sarei aspettato. Che meraviglia.

4:Bat For Lashes - Two Suns
Ora, sarà che io ho un debole per le voci femminili. Sarà che sono un pò gaio. Ma questa ragazza ha fatto veramente il botto. Una raffinatezza in cui raramente mi è capitato di imbattermi, un suono che quasi ti dispiace ascoltare per paura di sporcarlo, un carattere fragile e possente allo stesso tempo. Disco eccezionale, come ne escono pochi, a conferma del fatto che questo 2009 è stato un anno potente.
Ecco il podio, rullo di tamburi:

3:Burial & Four Tet - Moth/Wolf Cub
Ok, è un singolo. Ascoltatelo, poi ditemi se mi sbaglio. Alcuni hanno detto che è la musica del futuro. Questo non lo so, ma posso dire con certezza che la cosa non mi dispiacerebbe.
Download (MediaFire)

2:Uochi Toki - Libro Audio
Semplicemente uno dei dischi migliori del mio gruppo hip hop (?) preferito. Ne ho parlato qualche post fa sempre sul blog. Uno spettacolo. Geni, loro sono dei geni.
Download(MegaUpload)

1:ISIS - Wavering Radiant
Si, potrò non essere obiettivo, anche in vista del fatto che sono stato a due loro live, quest'anno. Però questo, a mio parere, è un disco tra i migliori degli ISIS. Più virato al post-rock in alcuni momenti, più virato al metal puro in altri. E' pipù fruibile, nel senso che non lo percepisci come un unico monolite come invece accadeva per Oceanic e soprattutto per Panopticon. E poi qui ci sono dei pezzi veramente esaltanti, magari non al pari di una In Fiction/So Did We/The Beginning And The End, ma dai, una Hand Of The Host o una Threshold Of Transformation sono veramente trascinanti all'inverosimile. Per me è solo l'ennesima conferma di un genio che non vuole spegnersi. Riuscendoci.
Download (MediaFire)
Alla prossima.
25:The Prodigy - Invaders Must Die
Vabbè, tanto ormai lo sappiamo cosa dobbiamo aspettarci quando esce un loro disco. E le attese sono esaudite, completamente.
24:Harmonic 313 - When Machines Exceed Human Intelligence
La sorpresa elettronica dell'anno che non sia marchiata dubstep. Non è all'altezza del disco di Flying Lotus dell'anno scorso, ma è un gran bel disco, non c'è che dire.
23:Amesoeurs - Amesoeurs
Li aspettavo al varco dopo il buonissimo EP, e non sono rimasto deluso. Per quanto vada comunque mooolto più sul post-punk rispetto al precedente. Ascoltato pochissimo perchè ci vuole un certo mood, ma comunque è un bel disco.
22:Zu - Carboniferous
Credo che per quanto si impegnino, questi 3 pazzoidi non riusciranno mai a fare un disco brutto. Jazz mischiato col noise, col math-qualsiasicosa, col boh, fate voi. Follia.
21:Converge - Axe To Fall
Inferiore rispetto ad altri dischi nella loro produzione, sarà che l'ispirazione un pò troppo heavy metal non mi piace per niente. Comunque il marchio di fabbrica resta la violenza inconsulta, quindi rimane un disco a'là Converge.
20:Om - God Is Good
Molto bello, un disco nel loro stile pur cambiando molte carte in tavola. Canzoni da 10 minuti ce ne sono poche, solo la prima (che ne dura 19, però), e per il resto seguono la scia inaugurata dal singolo Gegel Barkal, con canzoni non eccessivamente dilatate temporalmente. Inoltre questa volta, per dare alla loro psichedelia drogata un tocco più orientaleggiante si sono lanciati nell'inserimento di strumenti inusuali come può essere il flauto. Facendo centro.
19:Clubroot - Clubroot
Prima uscita dubstep della classifica. Qui siamo su territori meno danzerecci quali per esempio uno Skream o un King Midas Sound, per ritrovarci in un dub più atmosferico che altro. Si gioca con i rumori di sottofondo, con suoni che più che intrattenere accompagnano, rimanendo sempre però melodici al punto giusto. Ottima uscita.
18:The Dead Weather - Horehound
Progetto interessantissimo sulla carta e interessante poi nella realtà. C'è di mezzo Jack White, quindi quello che ci si può aspettare grosso modo lo si immagina già. Immaginate un blues elettrico, sporco, incazzato e magari un pò fumato. Aggiungeteci una donna al microfono anche lei elettrica, sporca, incazzata e magari un pò fumata e ci siete. Il miglior supergruppo dell'anno, sicuramente meglio dei Them Crooked Vultures e degli Shrinebuilder.
17:White Lies - To Lose My Life
Fondamentalmente un disco post-punk degli anni '00, un pò sulla scia inaugurata da Interpol ed Editors. Questo forse meno chitarristico dei due gruppi citati (oddio, anche se l'ultimo degli Editors di chitarristico non c'ha niente), e più virato al pop.
16:The Pains Of Being Pure At Heart - The Pains Of Being Pure At Heart
Disco breve, canzoni brevi e spensierate, suono derivativo ma abbastanza personale. Cresciuti a pane e My Bloody Valentine. Praticamente, tutto lascia pensare a un signor disco. Tant'è.
15:Antony And The Johnsons - The Crying Light
Un disco di Antony. Che parlo a fare?
14:Julian Casablancas - Phrazes For The Young
Tutti dal cantante degli Strokes si sarebbero aspettati un disco a'là Strokes. Nein. Electro-pop da manuale, con testi nello standard (alto) di Casablancas, allegria e malinconia in egual misura. 8 canzoni, quindi ha anche capito che magari calcare la mano non era il caso. Applausi.
13:2562 - Unbalance
Ad essere sincero, mi aspettavo (e sarei stato contento di) un clone di Aerials, quindi una dubstep con atmosfere rarefatte ma possenti e con bassi da mal di testa. Mi sbagliavo, il belga cambia direzione e combina la dubstep con alcune soluzioni care a una certa dance minimale. Risultato? Aspettative disattese, ma disco con le palle. E daje così.
12:A Place To Bury Strangers - Exploding Head
Ancora shoegaze, ma stavolta il punto di riferimento è il pop acidissimo e rumorosissimo dei Jesus And Mary Chain, che sono un pò i maestri del gruppo. Quindi aspettatevi canzoni dal forte appiglio ritmico, grandi riff (Deadbeat è mostruosa), mischiate con rumori fortissimi, feedback e oscurità. Dal vivo pare siano fenomeni.
11:Kylesa - Static Tensions
Sludge violento e tirato, doppia batteria, velocità e tanta melodia. Che billu <3.
10:Dälek - Gutter Tactics
Che parlo a fare? Il solito hip hop politicizzatissimo e inusuale, shoegaze, industrial, noise, breakbeat, metteteci quello che volete. E li ho anche visti dal vivo, grandissimi.
9:...And You Will Know Us By The Trail Of Dead - The Century Of Self
Solita ricetta: prendete una sensibilità pop raffinatissima, aggiungeteci quelle venature hardcore mascherate perfettamente e melodie da rimanerci secchi col cuoricino pieno. Olè. Avete un disco dei Trail Of Dead.
8:Patrick Wolf - The Bachelor
Patrick Wolf è un genio. Quindi un suo disco non può in nessun caso deludere. Questo ne è la prova. Per me è appesantito da troppe atmosfere folkeggianti molto Signore Degli Anelli (Damaris, per esempio). Ma ragazzi, fare discorsi del genere su un disco di questo spessore è ridicolo.
7:Franz Ferdinand - Tonight: Franz Ferdinand
Sti ragazzi continuano a stupire. Indie rock virato post punk al primo disco, indie rock virato sporcizia al secondo, e al terzo ti piazzano un disco danzereccio, con spruzzate di elettronica, cazzeggio e un sacco di melodie. Considerate le premesse avrei voluto vederli dal vivo.
6:The Horrors - Primary Colours
Ancora shoegaze. Ma qui siamo su un altro livello. Il che è sorprendente, vista la ciofeca che avevano tirato fuori come primo disco. Poi cambiano completamente genere e fanno un disco di questo spessore. Boh, senza parole.
5:Arctic Monkeys - Humburg
Boh. Veramente. Sarà stata la produzione di Josh Homme, sarà stato il fatto che sti ragazzetti sono superiori, ma veramente, questa è l'ultima cosa che mi sarei aspettato. Che meraviglia.
4:Bat For Lashes - Two Suns
Ora, sarà che io ho un debole per le voci femminili. Sarà che sono un pò gaio. Ma questa ragazza ha fatto veramente il botto. Una raffinatezza in cui raramente mi è capitato di imbattermi, un suono che quasi ti dispiace ascoltare per paura di sporcarlo, un carattere fragile e possente allo stesso tempo. Disco eccezionale, come ne escono pochi, a conferma del fatto che questo 2009 è stato un anno potente.
Ecco il podio, rullo di tamburi:
3:Burial & Four Tet - Moth/Wolf Cub
Ok, è un singolo. Ascoltatelo, poi ditemi se mi sbaglio. Alcuni hanno detto che è la musica del futuro. Questo non lo so, ma posso dire con certezza che la cosa non mi dispiacerebbe.
Download (MediaFire)
2:Uochi Toki - Libro Audio
Semplicemente uno dei dischi migliori del mio gruppo hip hop (?) preferito. Ne ho parlato qualche post fa sempre sul blog. Uno spettacolo. Geni, loro sono dei geni.
Download(MegaUpload)
1:ISIS - Wavering Radiant
Si, potrò non essere obiettivo, anche in vista del fatto che sono stato a due loro live, quest'anno. Però questo, a mio parere, è un disco tra i migliori degli ISIS. Più virato al post-rock in alcuni momenti, più virato al metal puro in altri. E' pipù fruibile, nel senso che non lo percepisci come un unico monolite come invece accadeva per Oceanic e soprattutto per Panopticon. E poi qui ci sono dei pezzi veramente esaltanti, magari non al pari di una In Fiction/So Did We/The Beginning And The End, ma dai, una Hand Of The Host o una Threshold Of Transformation sono veramente trascinanti all'inverosimile. Per me è solo l'ennesima conferma di un genio che non vuole spegnersi. Riuscendoci.
Download (MediaFire)
Alla prossima.
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martedì 29 dicembre 2009
mercoledì 16 dicembre 2009
giovedì 3 dicembre 2009
Catseggio massimo
Mi dispiace non aver postato niente nell'ultimo periodo, ma diciamo che sono stato un pò indaffarato, ecco. Tra università, concerti pazzeschi (di cui non scrivo un resoconto per pura accidia, comunque erano Il Teatro Degli Orrori e ancora gli ISIS però stavolta supportati dai Dälek, quindi goduria estrema, soprattutto visto e considerato che gli ISIS hanno fatto il miglior concerto che abbia mai visto, insieme a quello di Rimini dei Tool, quindi voglio dire), impegni coniugali, film da vedere ma intercettare con maestria, l'admin del 3rdeye che mi chiede di scrivere per il Panopticon e io che ancora non gli ho risposto, mortacci miei, eccetera eccetera.
Ultimamente poi ci si sta mettendo anche il fottuto pc, con Windows che non vuole partire e Ubuntu che fa dei capricci che mi fanno imbestialire. Un bel periodo, insomma.
Aggiungiamoci anche il fatto che stia per finire il 2009, quindi si avvicina ineluttabile la stesura della classifica del decennio che sta per finire. Per non parlare della classifica 2009. Entrambi sfide avvincenti. Cose brutte.
E visto che vi ho a cuore, miei manzoniani 25 lettori (se, magari), per non avervi fatto leggere queste righe a vuoto, vi metto dei download di dischi che mi stanno facendo compagnia in questo periodo. O perlomeno, metto quelli che non compariranno di certo nella classifica del decennio di cui sopra, visto che spero di riuscire a mettere tutti i download di tutti i dischi.
Indi:

Bohren & Der Club Of Gore - Sunset Mission (pt. 1)
Bohren & Der Club Of Gore - Sunset Mission (pt. 2)

The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble - The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble
Che sono due dischi jazz, fondamentalmente. Soprattutto il primo. Questo perchè sono entrambi parte di un genere abbastanza particolare, come avrete potuto intuire in particolare dal nome del secondo gruppo, che si fregia dell'attributo specificativo Darkjazz. Si, dark jazz. Ora, non è esattamente quello il nome del genere, per quanto Last.fm lo riporti tra le papabili opzioni. E' comunque jazz, però sempre più contaminato di musiche estranee all'ambito jazzistico, quali possono essere l'ambient, piuttosto che il dub, l'avantgarde piuttosto che il black metal. In genere, infatti, i componenti di questo genere di gruppi provengono da scene ben più estreme e più movimentate: penso, per esempio, ai Kilimanjaro Darkjazz Ensemble, che conta nella loro formazione membri provenienti da o che hanno avuto a che fare con i Saint Vitus, nota formazione doom metal. E questa gente porta proprio le atmosfere dilatate e spesso cupe tipiche di altri lidi musicali in un genere di suo abbastanza aperto alle contaminazioni. Se già in passato è stato possibile mischiare il jazz con l'elettronica, con l'hip hop e con il rock, non vedo perchè la dark ambient o il metal non possano entrare a far parte della festa.
Tant'è.
Due dischi diversi, due atmosfere diverse, due approcci alla musica molto simili.

2562 - Aerial
Qui invece si cambia.
Quello di prima era jazz, per quanto strano possa sembrare, qui siamo nell'ambito dubstep. Si, il genere nuovo nato in Inghilterra, hypato in modo sovrumano, eccetera eccetera. Si.
Per questo vi dò un solo consiglio: ascoltatelo quanto volete, ma poi fatevi il favore di ascoltarlo in cuffia, con un volume dei bassi adeguato. Io lo amavo già da prima, ma è solo con l'ascolto attento dei bassi che mi sono reso conto di quanto grande sia questo disco. Davvero, ci sono delle tracce che non lasciano scampo, vi può fare male la testa tanto sono profondi i bassi e tanto sono martellanti i ritmi. Non dimentichiamo, poi, che comunque, bassi si o bassi no, c'è anche un'estrema maestria nella composizione. I bassi aiutano, ok, ma non bastano. Ascoltatelo bene e vi darà soddisfazioni.
Il titolo è estremamente adatto alle atmosfere che ci troverete: nebbiose, nuvolose, annacquate e umide.
Ultimamente poi ci si sta mettendo anche il fottuto pc, con Windows che non vuole partire e Ubuntu che fa dei capricci che mi fanno imbestialire. Un bel periodo, insomma.
Aggiungiamoci anche il fatto che stia per finire il 2009, quindi si avvicina ineluttabile la stesura della classifica del decennio che sta per finire. Per non parlare della classifica 2009. Entrambi sfide avvincenti. Cose brutte.
E visto che vi ho a cuore, miei manzoniani 25 lettori (se, magari), per non avervi fatto leggere queste righe a vuoto, vi metto dei download di dischi che mi stanno facendo compagnia in questo periodo. O perlomeno, metto quelli che non compariranno di certo nella classifica del decennio di cui sopra, visto che spero di riuscire a mettere tutti i download di tutti i dischi.
Indi:

Bohren & Der Club Of Gore - Sunset Mission (pt. 1)
Bohren & Der Club Of Gore - Sunset Mission (pt. 2)

The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble - The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble
Che sono due dischi jazz, fondamentalmente. Soprattutto il primo. Questo perchè sono entrambi parte di un genere abbastanza particolare, come avrete potuto intuire in particolare dal nome del secondo gruppo, che si fregia dell'attributo specificativo Darkjazz. Si, dark jazz. Ora, non è esattamente quello il nome del genere, per quanto Last.fm lo riporti tra le papabili opzioni. E' comunque jazz, però sempre più contaminato di musiche estranee all'ambito jazzistico, quali possono essere l'ambient, piuttosto che il dub, l'avantgarde piuttosto che il black metal. In genere, infatti, i componenti di questo genere di gruppi provengono da scene ben più estreme e più movimentate: penso, per esempio, ai Kilimanjaro Darkjazz Ensemble, che conta nella loro formazione membri provenienti da o che hanno avuto a che fare con i Saint Vitus, nota formazione doom metal. E questa gente porta proprio le atmosfere dilatate e spesso cupe tipiche di altri lidi musicali in un genere di suo abbastanza aperto alle contaminazioni. Se già in passato è stato possibile mischiare il jazz con l'elettronica, con l'hip hop e con il rock, non vedo perchè la dark ambient o il metal non possano entrare a far parte della festa.
Tant'è.
Due dischi diversi, due atmosfere diverse, due approcci alla musica molto simili.
2562 - Aerial
Qui invece si cambia.
Quello di prima era jazz, per quanto strano possa sembrare, qui siamo nell'ambito dubstep. Si, il genere nuovo nato in Inghilterra, hypato in modo sovrumano, eccetera eccetera. Si.
Per questo vi dò un solo consiglio: ascoltatelo quanto volete, ma poi fatevi il favore di ascoltarlo in cuffia, con un volume dei bassi adeguato. Io lo amavo già da prima, ma è solo con l'ascolto attento dei bassi che mi sono reso conto di quanto grande sia questo disco. Davvero, ci sono delle tracce che non lasciano scampo, vi può fare male la testa tanto sono profondi i bassi e tanto sono martellanti i ritmi. Non dimentichiamo, poi, che comunque, bassi si o bassi no, c'è anche un'estrema maestria nella composizione. I bassi aiutano, ok, ma non bastano. Ascoltatelo bene e vi darà soddisfazioni.
Il titolo è estremamente adatto alle atmosfere che ci troverete: nebbiose, nuvolose, annacquate e umide.
venerdì 23 ottobre 2009
Su, su, su.
Siccome ormai sono un coglione e praticamente parlo quasi solo di film, parlo nuovamente di un film.
Up.
Giusto per chiarire in che termini ne parlerò e per cercare di far capire come sono entrato nel cinema (perchè è lì che va gustato il film, al cinema, di qualsiasi film si tratti), la mia situazione era questa: RateYourMusic lo dava come film migliore dell'anno, superiore anche a Inglorious Basterds di Tarantino, che ho adorato, e tanti altri film meritevoli (Basta Che Funzioni, per esempio, ma anche I Love Radio Rock di cui ho già parlato). Ciak lo dava come Colpo Di Fulmine insieme a Totoro (e vorrei vedere, ma di questo ne parlo), gran parlare dappertutto, John Lassenter ha vinto anche il Leone D'Oro alla carriera eccetera.
Aspettative alle stelle.
Entro nel cinema.
Esco dal cinema.
Aspettative stracciate dai fatti.
Capolavoro assoluto del cinema.
Ci sono cose che, volenti o nolenti, vi fanno entrare in voi stessi. Senza necessariamente scatenare infinite discussioni e marasmi interiori che scuotano dalle fondamenta alcune convinzioni, no: semplicemente, vi rendono partecipi di un dolore, o di una gioia, o di un semplice piacere temporaneo talmente personale, privato e delicato che con la persona soggetta a tutto questo (che decide di condividere con voi tal piacere/dolore/goia) si crea, per forza di cose, magari involontariamente, un sentimento di intimità estrema. Vi sentite partecipi, vi sentite affranti per il suo dolore, vi sentite incredibilmente felici per la sua felicità, ridete per le sue malefatte, sapete tutto di lui senza che nessuno ve l'abbia detto, basta guardarlo, basta anche solo sentirlo. E sono quelle cose che poi quella persona non ve la fanno lasciare più, vi rendono sempre legati in un modo o nell'altro. Succede solo con quelli che poi chiami "veri amici", direte voi. Non sono tanto d'accordo, ma il concetto è chiaro, perlomeno.
Bé, è esattamente così che ci si sente dopo aver visto questo film.
Avete un rapporto incredibilmente profondo con una persona nuova, siete estremamente sereni seppur distrutti, siete in un modo o nell'altro semplicemente accresciuti spiritualmente.

E' un film che ti accompagna in un viaggio importante, non trascinandoti o convincendoti rompendoti le palle. No, ti prende per mano, gentilmente, e dopo un sorriso decidi tu autonomamente di seguire questo amico perchè cazzo, è un tuo caro amico e dei tuoi amici ti fidi.
E attenzione, ho detto "accompagnare in un viaggio", non "raccontare una storia". Sono due cose diverse. Una storia te la racconta chiunque, chi peggio chi meglio, ma è facile che succeda una cosa del genere.
Quello che io reputo il film perfetto, Il Cavaliere Oscuro, racconta una storia, per quanto lo faccia con una perfezione insuperata e insuperabile.
Ed a questo punto subentrano le categorie degli adulti, che però in questi casi risultano utili, seppur nella loro inadeguatezza.
Up è un film per bambini. Indubbiamente. Ma "film per bambini", in questo caso, assume lo stesso valore che può avere l'espressione se usata nel caso del Miyazaki de La Città Incantata. Non film necessariamente rivolti ai bambini, quanto film che rievocano la purezza, l'ingenuità, la spontaneità. Che i bambini hanno naturalmente, noi adulti un pò meno. Purtroppo.
Prima di parlare delle impressioni sanguigne, faccio un pensiero veloce sul paragone allievo-maestro.
In questo caso, salterà all'occhio a chiunque abbia visionato anche una sola opera di entrambi i registri/scrittori(/artisti). Lassenter-Miyazaki. In cui Lassenter è l'allievo, per ovvi motivi di anzianità e di ovvietà.
E il paragone è fottutamente appropriato, anche per me che ste cose le odio. In particolare con questo UP i temi si incrociano in maniera quasi totale, dall'infanzia all'ambientalismo, dalla semplicità al ruolo della società moderna, senza scordare l'amore per il volo.
La differenza sta nella conseguenza dell'ovvia distanza, sia geografica che temporale: laddove Miyazaki usa il bosco della campagna vicina, non troppo impossibile nel Giappone degli anni '50, Lassenter usa la giungla sudamericana; laddove Miyazaki utilizza creature fantastiche della tradizione folkloristica locale, Lassenter usa animali selvatici.
E l'altra grande conseguenza della distanza culturale è proprio il pregio massimo di questo film che ho citato all'inizio, che manca in Miyazaki: l'intimità, impensabile (purtroppo) in un giapponese. Che certo scrive film assolutamente stupendi, ma pecca di coinvolgimento dello spettatore. Perlomeno se paragonato agli standard che il suo figlioccio sa raggiungere. Figlioccio che, tanto per ricordarlo, ha detto di avere la videocassetta di Totoro in Giapponese perchè in inglese ancora non era stato tradotto e che ha dichiarato che per lui Miyazaki è il più grande regista vivente, oltre ad essere il suo più diretto esempio. E si vede, ragazzi, eccome se si vede.
Per finire:
correte, fuggite, rompetevi le gambe per andare a vedere questo film, è un consiglio a cuore aperto che vi sto dando. Perchè tanto è appena uscito, si trova in giro sicuramente e, fidatevi, è un'esperienza che, se vi definite persone, dovete provare.
Nel cinema, da soli, con il rumore della cinepresa che vi tiene compagnia nei momenti di silenzio, con il vostro cuore e le vostre lacrime come compagni di viaggio insieme al vostro nuovo amico, con i braccioli dei sedili che vi sosterranno quando stare per cadere a terra dalle risate.
E strano a dirsi, in questo caso la presenza di bambini può far bene.
Perchè vi assicuro, in una delle scene di silenzio di questo film sentire un bambino piangere può far male. O bene, dipende. A me ha fatto entrambi gli effetti, e la felpa bagnata può confermarvelo.
Up.
Giusto per chiarire in che termini ne parlerò e per cercare di far capire come sono entrato nel cinema (perchè è lì che va gustato il film, al cinema, di qualsiasi film si tratti), la mia situazione era questa: RateYourMusic lo dava come film migliore dell'anno, superiore anche a Inglorious Basterds di Tarantino, che ho adorato, e tanti altri film meritevoli (Basta Che Funzioni, per esempio, ma anche I Love Radio Rock di cui ho già parlato). Ciak lo dava come Colpo Di Fulmine insieme a Totoro (e vorrei vedere, ma di questo ne parlo), gran parlare dappertutto, John Lassenter ha vinto anche il Leone D'Oro alla carriera eccetera.
Aspettative alle stelle.
Entro nel cinema.
Esco dal cinema.
Aspettative stracciate dai fatti.
Capolavoro assoluto del cinema.
Ci sono cose che, volenti o nolenti, vi fanno entrare in voi stessi. Senza necessariamente scatenare infinite discussioni e marasmi interiori che scuotano dalle fondamenta alcune convinzioni, no: semplicemente, vi rendono partecipi di un dolore, o di una gioia, o di un semplice piacere temporaneo talmente personale, privato e delicato che con la persona soggetta a tutto questo (che decide di condividere con voi tal piacere/dolore/goia) si crea, per forza di cose, magari involontariamente, un sentimento di intimità estrema. Vi sentite partecipi, vi sentite affranti per il suo dolore, vi sentite incredibilmente felici per la sua felicità, ridete per le sue malefatte, sapete tutto di lui senza che nessuno ve l'abbia detto, basta guardarlo, basta anche solo sentirlo. E sono quelle cose che poi quella persona non ve la fanno lasciare più, vi rendono sempre legati in un modo o nell'altro. Succede solo con quelli che poi chiami "veri amici", direte voi. Non sono tanto d'accordo, ma il concetto è chiaro, perlomeno.
Bé, è esattamente così che ci si sente dopo aver visto questo film.
Avete un rapporto incredibilmente profondo con una persona nuova, siete estremamente sereni seppur distrutti, siete in un modo o nell'altro semplicemente accresciuti spiritualmente.
E' un film che ti accompagna in un viaggio importante, non trascinandoti o convincendoti rompendoti le palle. No, ti prende per mano, gentilmente, e dopo un sorriso decidi tu autonomamente di seguire questo amico perchè cazzo, è un tuo caro amico e dei tuoi amici ti fidi.
E attenzione, ho detto "accompagnare in un viaggio", non "raccontare una storia". Sono due cose diverse. Una storia te la racconta chiunque, chi peggio chi meglio, ma è facile che succeda una cosa del genere.
Quello che io reputo il film perfetto, Il Cavaliere Oscuro, racconta una storia, per quanto lo faccia con una perfezione insuperata e insuperabile.
Ed a questo punto subentrano le categorie degli adulti, che però in questi casi risultano utili, seppur nella loro inadeguatezza.
Up è un film per bambini. Indubbiamente. Ma "film per bambini", in questo caso, assume lo stesso valore che può avere l'espressione se usata nel caso del Miyazaki de La Città Incantata. Non film necessariamente rivolti ai bambini, quanto film che rievocano la purezza, l'ingenuità, la spontaneità. Che i bambini hanno naturalmente, noi adulti un pò meno. Purtroppo.
Prima di parlare delle impressioni sanguigne, faccio un pensiero veloce sul paragone allievo-maestro.
In questo caso, salterà all'occhio a chiunque abbia visionato anche una sola opera di entrambi i registri/scrittori(/artisti). Lassenter-Miyazaki. In cui Lassenter è l'allievo, per ovvi motivi di anzianità e di ovvietà.
E il paragone è fottutamente appropriato, anche per me che ste cose le odio. In particolare con questo UP i temi si incrociano in maniera quasi totale, dall'infanzia all'ambientalismo, dalla semplicità al ruolo della società moderna, senza scordare l'amore per il volo.
La differenza sta nella conseguenza dell'ovvia distanza, sia geografica che temporale: laddove Miyazaki usa il bosco della campagna vicina, non troppo impossibile nel Giappone degli anni '50, Lassenter usa la giungla sudamericana; laddove Miyazaki utilizza creature fantastiche della tradizione folkloristica locale, Lassenter usa animali selvatici.
E l'altra grande conseguenza della distanza culturale è proprio il pregio massimo di questo film che ho citato all'inizio, che manca in Miyazaki: l'intimità, impensabile (purtroppo) in un giapponese. Che certo scrive film assolutamente stupendi, ma pecca di coinvolgimento dello spettatore. Perlomeno se paragonato agli standard che il suo figlioccio sa raggiungere. Figlioccio che, tanto per ricordarlo, ha detto di avere la videocassetta di Totoro in Giapponese perchè in inglese ancora non era stato tradotto e che ha dichiarato che per lui Miyazaki è il più grande regista vivente, oltre ad essere il suo più diretto esempio. E si vede, ragazzi, eccome se si vede.
Per finire:
correte, fuggite, rompetevi le gambe per andare a vedere questo film, è un consiglio a cuore aperto che vi sto dando. Perchè tanto è appena uscito, si trova in giro sicuramente e, fidatevi, è un'esperienza che, se vi definite persone, dovete provare.
Nel cinema, da soli, con il rumore della cinepresa che vi tiene compagnia nei momenti di silenzio, con il vostro cuore e le vostre lacrime come compagni di viaggio insieme al vostro nuovo amico, con i braccioli dei sedili che vi sosterranno quando stare per cadere a terra dalle risate.
E strano a dirsi, in questo caso la presenza di bambini può far bene.
Perchè vi assicuro, in una delle scene di silenzio di questo film sentire un bambino piangere può far male. O bene, dipende. A me ha fatto entrambi gli effetti, e la felpa bagnata può confermarvelo.
giovedì 17 settembre 2009
Non lo so.
Perchè alla fine nessuno di noi lo sa.
Nessuno di noi lo vuole immaginare.
Nessuno di noi può pensare che quel giorno arriverà davvero. E allora dovrete farvi due calcoli, o perlomeno due saluti.
E pensare. Pensare, pensare per poi non arrivare a nessuna conclusione soddisfacente.
Il perchè? Bè, non è difficile. Conclusioni soddisfacenti non ce ne sono.
Rimarranno dubbi, un mare di rimpianti, altrettanti "ma", ancor più "se".
Poi nient'altro.
Perchè, tutto sommato, la questione, il cuore delle cose, il motivo ultimo di qualsiasi cosa, è connesso con quella, non c'è niente da fare.

Per onestà, vi metto un download, che perlomeno come titoli è molto inerente all'argomento. Diciamo che quando ho pensato al post, ho pensato subito a lui.
Have A Nice Life - Deathconsciousness
Nessuno di noi lo vuole immaginare.
Nessuno di noi può pensare che quel giorno arriverà davvero. E allora dovrete farvi due calcoli, o perlomeno due saluti.
E pensare. Pensare, pensare per poi non arrivare a nessuna conclusione soddisfacente.
Il perchè? Bè, non è difficile. Conclusioni soddisfacenti non ce ne sono.
Rimarranno dubbi, un mare di rimpianti, altrettanti "ma", ancor più "se".
Poi nient'altro.
Perchè, tutto sommato, la questione, il cuore delle cose, il motivo ultimo di qualsiasi cosa, è connesso con quella, non c'è niente da fare.

Per onestà, vi metto un download, che perlomeno come titoli è molto inerente all'argomento. Diciamo che quando ho pensato al post, ho pensato subito a lui.
Have A Nice Life - Deathconsciousness
domenica 30 agosto 2009
La nuova musica rep
Si, scriverò un post sul mio gruppo hip-hop (?) preferito di sempre, con anche i download di alcuni dischi. Quindi leggetelo, amici di FaceBook, perchè sarà tanto tanto interessante et elitario, e ci sarà tanta tanta gente che non leggerà nè proverà ad aprire la pagina del blog, FIGURATEVI a scaricare i dischi o a leggere il post, quindi voi che leggerete sarete ancora più interessanti et elitari, senza poi dimenticare che sarete anche sexy all'inverosimile.

Partiamo dalle basi.
Oggi pomeriggio, dopo aver cazzeggiato un pò su Facebook, fatto discussione con un pò di mongoloidi e aver fatto TANTO TANTO malesangue, ho visto la chitarra sulla scrivania appresso a quella dove sta il pc e ho detto "vabbè, checcazzo, vediamo se ci si può fare qualcosa"; e, dall'alto della mia COMPLETA incapacità, mi sono fondamentalmente spaccato le dita cercando di suonare l'intro di Smells Like Teen Spirit.
Vabbè, poi mi sono rotto i coglioni, oltre che alle dita, e mi sono messo al pc a parlare con un tal Nicolò Saullo (brutta persona, non frequentatela) a parlare di cazzate. E mi è venuta l'idea magnifica "pensa, scriviamo qualcosa sul blog, così poi lo mettiamo su Facebook e diventiamo alternativissimi".
Detto fatto, eccomi qua.
E' un post sugli Uochi Toki. Si pronuncia Uochi tochi. E' un gruppo italiano composto da Napo e Rico, Rico fa le basi e Napo canta (oddio, canta). Loro si definiscono un gruppo rAp, ma alla fine di rap non c'hanno una sega, se non il fatto che "NN FNN MUSIKA KN GLI STRMNT, SN POSER!!11!!11".
Però, a mio modestissimo parere, sono ad oggi il gruppo migliore che c'è in Italia. Si, meglio di CapaRezza, dei Three Steps To The Ocean, del Teatro Degli Orrori e di chiunque altro.
Però facciamo con ordine, partiamo coi download.

Uochi Toki [2004]

Libro Audio [2009]
Che sono i due album che preferisco.
Ora, perchè sono i miei artisti hip hop preferiti? Perchè voglio dire, scavalcano anche i Dälek, i Kill The Vultures, CapaRezza e Atmosphere, rendiamoci conto.
Il fatto è questo: non fanno hip hop. Oppure, mettiamola così, fanno hip hop, ok, ma non volendo farlo. L'hip hop non lo rispettano come farebbe chiunque altro, non seguono nessuna regola. E fin qui vabbè, direte voi, classico discorso da alternativoni.
Però guardate il primo disco. Durerà una 40ina di minuti, si e no, però è composto da 81 tracce. 81, si. Di cui moltissime con solo urli a caso, o frasi buttate lì, o rumori di marmitte, con alla fine solo 7 o 8 canzoni vere e proprie, sparse in mezzo al bordello. Ed era solo il primo disco.
Poi si sono da un certo punto di vista normalizzati (sottolineiamo "da un certo punto di vista"), nel senso che magari non fanno più tracce con SOLO rumore, ma fanno dischi con 10-12 canzoni.
Solo che ste canzoni non seguono nessuna logica. Nè per i suoni nè per i testi. Cioè, seguono una loro logica, ma la logica che seguono non è assolutamente quella che vi aspettate voi: è la LORO logica, e LORO della VOSTRA logica se ne fottono di brutto.
Il fatto è che è seriamente difficile parlare di 'sti qua, perchè gente che ti mette in una canzone "ho l'impressione che nessuno mi stia ascoltando. Verifico... Avevo Ragione" ti lascia un attimino basito, anche ascoltando il suddetto disco parecchie volte.
Piuttosto che spiegare io, forse farei meglio a mettervi qualche contenuto che esplichi un pò quello che andrete a sentire o che perlomeno vi spieghi un attimino dei personaggi che sono (del personaggio che è, perchè Rico è sempre stato un pò in ombra).
Prima di tutto la canzone:
Uochi Toki - L'Estetica (dall'album del 2006, Laze Biose)
Uochi Toki - Il Ladro (traccia presente in Libro Audio, che potete scaricare sopra)
Questa è un'intervista pensata apposta per Napo ed il personaggione che è
Mi raccomando, ascoltate e commentate.
Partiamo dalle basi.
Oggi pomeriggio, dopo aver cazzeggiato un pò su Facebook, fatto discussione con un pò di mongoloidi e aver fatto TANTO TANTO malesangue, ho visto la chitarra sulla scrivania appresso a quella dove sta il pc e ho detto "vabbè, checcazzo, vediamo se ci si può fare qualcosa"; e, dall'alto della mia COMPLETA incapacità, mi sono fondamentalmente spaccato le dita cercando di suonare l'intro di Smells Like Teen Spirit.
Vabbè, poi mi sono rotto i coglioni, oltre che alle dita, e mi sono messo al pc a parlare con un tal Nicolò Saullo (brutta persona, non frequentatela) a parlare di cazzate. E mi è venuta l'idea magnifica "pensa, scriviamo qualcosa sul blog, così poi lo mettiamo su Facebook e diventiamo alternativissimi".
Detto fatto, eccomi qua.
E' un post sugli Uochi Toki. Si pronuncia Uochi tochi. E' un gruppo italiano composto da Napo e Rico, Rico fa le basi e Napo canta (oddio, canta). Loro si definiscono un gruppo rAp, ma alla fine di rap non c'hanno una sega, se non il fatto che "NN FNN MUSIKA KN GLI STRMNT, SN POSER!!11!!11".
Però, a mio modestissimo parere, sono ad oggi il gruppo migliore che c'è in Italia. Si, meglio di CapaRezza, dei Three Steps To The Ocean, del Teatro Degli Orrori e di chiunque altro.
Però facciamo con ordine, partiamo coi download.
Uochi Toki [2004]

Libro Audio [2009]
Che sono i due album che preferisco.
Ora, perchè sono i miei artisti hip hop preferiti? Perchè voglio dire, scavalcano anche i Dälek, i Kill The Vultures, CapaRezza e Atmosphere, rendiamoci conto.
Il fatto è questo: non fanno hip hop. Oppure, mettiamola così, fanno hip hop, ok, ma non volendo farlo. L'hip hop non lo rispettano come farebbe chiunque altro, non seguono nessuna regola. E fin qui vabbè, direte voi, classico discorso da alternativoni.
Però guardate il primo disco. Durerà una 40ina di minuti, si e no, però è composto da 81 tracce. 81, si. Di cui moltissime con solo urli a caso, o frasi buttate lì, o rumori di marmitte, con alla fine solo 7 o 8 canzoni vere e proprie, sparse in mezzo al bordello. Ed era solo il primo disco.
Poi si sono da un certo punto di vista normalizzati (sottolineiamo "da un certo punto di vista"), nel senso che magari non fanno più tracce con SOLO rumore, ma fanno dischi con 10-12 canzoni.
Solo che ste canzoni non seguono nessuna logica. Nè per i suoni nè per i testi. Cioè, seguono una loro logica, ma la logica che seguono non è assolutamente quella che vi aspettate voi: è la LORO logica, e LORO della VOSTRA logica se ne fottono di brutto.
Il fatto è che è seriamente difficile parlare di 'sti qua, perchè gente che ti mette in una canzone "ho l'impressione che nessuno mi stia ascoltando. Verifico... Avevo Ragione" ti lascia un attimino basito, anche ascoltando il suddetto disco parecchie volte.
Piuttosto che spiegare io, forse farei meglio a mettervi qualche contenuto che esplichi un pò quello che andrete a sentire o che perlomeno vi spieghi un attimino dei personaggi che sono (del personaggio che è, perchè Rico è sempre stato un pò in ombra).
Prima di tutto la canzone:
Uochi Toki - L'Estetica (dall'album del 2006, Laze Biose)
Uochi Toki - Il Ladro (traccia presente in Libro Audio, che potete scaricare sopra)
Questa è un'intervista pensata apposta per Napo ed il personaggione che è
Mi raccomando, ascoltate e commentate.
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