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domenica 5 gennaio 2020

Regalo riciclato

Un po' sticazzi delle introduzioni a sto punto, saranno quasi 10 anni che faccio 'sta cosa.

Per cercare di mantenere le tradizioni vado con un memino bellissimo trovato negli ultimissimi giorni onlain e il video tradizionale delle feste e poi iniziamo.






Visto che blogspot ha cambiato un po' di opzioni ultimamente, cliccando sulla copertina del disco non andate proprio da nessuna parte, quindi facciamo così: il link al disco su Spotify lo trovate cliccando sul nome dell'artista, mentre cliccando sul titolo vi rimando al link di amazon.
Chiaramente, siccome vaffanculo a Jeff Bezos, se riusciste a trovarlo su altri store sarebbe meglio, però mi rendo conto della comodità, visto che pure io molti dischi li prendo da là. Però adesso che due soldi li ho, vi posso dire?, comprare da siti tipo Bleep o dai siti delle etichette direttamente è davvero una gran figata.
Quest'anno, inoltre, non faccio grosse distinzioni, calderone unico e pedalare. Tanto di robe italiane e/o rock davvero di rilievo ne sono uscite così poche che segnalarle non sarebbe neanche utile. Al massimo a fine listone metto una lista di esclusi celebri che meritano un ascolto o perché sono bei dischi o perché sono io a non averli ascoltati abbastanza da capire se potessero effettivamente essere inclusi nel meglio del meglio dell'anno o no.

Vabbé dai, via.
Ah, apparentemente ci vuole un esperto di coding per mettere i testi perfettamente a lato delle copertine, quindi magicamente nella top 9 è tutto in ordine, ma nelle altre 21 posizioni si va un po' a cazzo di cane. Sorry, ci ho provato per un pomeriggio a sistemarle ma non riesco a venirne a capo. La situazione però non è così tragica - credo.



30. Jai Paul - Leak 04-13 (Bait Ones)
Si sente che è incompleto, che sono solo demo. Però è divertentissimo, ci sono dei momenti che guardi il telefono per dire "ma che, si è inceppato?" Poi riprende esattamente in quel momento e tutto ha senso.

29. Sudan Archives - Athena
Lo metto alla 29 solo perché, non so per quale cazzo di motivo, non l'ho ascoltato tanto quanto avrei voluto, perché sono abbastanza convinto che sia molto meglio di una ventinovesima posizione. Spacca assai assai.








28. Holly Herndon - PROTO
Dispiace, perché Platform aveva spaccato. Questo è bello, però in certi momenti sembra che non sappia dove sta andando. Poi detto sinceramente, se fai musica con le AI a me sta bene, ma la musica deve essere bella, non è arte concettuale che basta che sai che ci sono le AI e tutto è ok. Ripeto, però, il disco è bello.







27. Leon Vynehall - DJ-Kicks
Vynehall, sei bravo.











26. Big Thief - U.F.O.F.
Pensavo mi sarebbe stato sul cazzo da morire, invece spacca proprio tanto. Metto solo il primo perché il secondo è praticamente uguale, forse appena appena meno ispirato. Però bravi.









25. Solange - When I Get Home
Non è bello come il precedente, però è molto più interessante. Le canzoni durano molto meno ma sono molto più "urban," come dicono i ragazzini cool. Con un paio di grandi canzoni in più sarebbe stato molto più in alto.








24. Flying Lotus - Flamagra

È come se abbia capito di aver trovato il suo spazio e non lo abbia lasciato, più o meno da Until the Quiet Comes. Peccato, perché i primi 3 dischi sperimentavano un casino ed erano uno meglio dell'altro. Questo è sicuramente meno bello e meno chiassoso di You're Dead!, e anche un po' meno colorato.







23. Floating Points - Crush
È comunque un disco bellissimo, perché piano piano mi sto convincendo che Floating Points una cosa brutta non la riesca a fare. Però gli manca un po' del fascino delle cose che ha fatto prima.









22. Anderson .Paak - Ventura
Un altro che nel peggiore dei casi è un fenomeno. Oxnard facciamo finta che non l'abbia fatto, che gli abbassa una media altrimenti altissima.









21. Nérija - Blume
Sarò sincero, quest'ondata di jazz inglese mi è arrivata addosso come una doccia fredda, nel senso che non ne sapevo un cazzo, un numero di Rumore me ne ha fatti scoprire qualcuno e da allora non mi sono fermato. Questo gruppo è bravo, questo disco è bello, e soprattutto non è niente di ipercomplicato e secondo me possono ascoltarlo davvero tutti.

20. DayKoda - All of Me
Questo avrei giurato che sarebbe diventato il disco italiano dell'anno, se non fossero poi arrivati quei due loschi figuri che trovate in alto. Elettronica da ballare con parecchie sfumature jazz, se riesco a trovarlo in qualche formato fisico me lo compro perché è davvero bellissimo.







19. Charli XCX - Charli
IT'S CHARLI BABYYYYY











18. Thom Yorke - ANIMA
Pure lui è un'icona.
Penso che uno dei giorni di cui mi ricorderò peggio sarà quello in cui ascolterò un disco scritto da lui e non mi piacerà. Sta in giro da non so quanto e ancora non sbaglia. Come cazzo fa.








17. Aa. Vv. - 環境音楽 Kankyō Ongaku: Japanese Ambient, Environmental & New Age Music 1980–1990
Sì, è esattamente quello che sembra.
E sì, è anche più bello di quello che sembra. Compilation dell'anno a mani basse, se il cd non costasse un pacco di soldi me lo sarei già comprato.







16. Freddie Gibbs & Madlib - Bandana
Lo dico? Lo dico.
A me Pinhata non aveva fatto impazzire, questo invece è atomico. Lasciando da parte le basi di Madlib, che non scopriamo oggi essere un alieno, ci sono tantissimi versi di Freddie che sono veramente stupendi.






15. Billie Eilish - When We All Fall Asleep, Where Do We Go?
Il problema del disco è che le canzoni migliori sono veramente allucinanti, e chiaramente non puoi fare tutto un album allo stesso livello. Che però non diventa mai neanche mediocre, rimane sempre bello.








14. Alfa Mist - Structuralism

Ecco, questo invece è sempre in quell'ondata di dischi jazz inglesi, però questo è meno per tutti e più... forse serioso non è la parola giusta, però rende l'idea. Il minutaggio a volte si alza, diventa più meditativo, è più ambizioso.








13. Weyes Blood - Titanic Rising
È stato per un bel po' di tempo nella top 5 dell'anno. Disco scritto benissimo, lei ha un talento enorme nello scrivere le canzoni. Molte persone meglio di me lo mettono molto più in alto. E la copertina è davvero bellissima. E rende benissimo l'idea del disco.








12. Andy Stott - It Should Be Us
L'ha fatto di nuovo. Andy Stott l'ha fatto di nuovo.











11. Chromatics - Closer to Grey
Praticamente il disco rock dell'anno, se non fosse per quello che sta qui sotto. La copertina, però, è la più bella dell'anno.










10. Tool - Fear Inoculum
Mi rendo conto di non poter essere obiettivo con loro. Quindi non scriverò niente. Però non è poi così sbagliato che il disco sia da queste parti. Basta, ora taccio.

9. Nick Cave & the Bad Seeds - Ghosteen
In realtà se lo andassi ad ascoltare meglio, questo meriterebbe di stare anche parecchio più in alto di così. È solo che è emotivamente troppo devastante, non è un disco che metti su facilmente. Perché se già nessuno merita quel tipo di dolore, lui (che per me è l'unica figura di stampo religioso nella musica) lo meritava ancora di meno. Anche perché poi ci fa questo tipo di dischi.
(copertina più brutta dell'anno a mani basse)

8. LINGUA IGNOTA - Caligula
Il discorso in realtà sembrerebbe molto simile anche per Caligula, però a differenza di Ghosteen questo è rabbioso, quindi si ascolta più facilmente. Però è lacerante pure questo. Ecco, l'aggettivo giusto penso sia proprio lacerante.

7. Little Simz - Grey Area
Niente raga, un disco hip hop stupendo. Stop, niente di particolare. Il migliore dell'anno.

6. The Comet Is Coming - Trust in the Lifeforce of the Deep Mistery
Il re Shabaka è venuto a reclamare la corona. Tutta sua, Maestà.
Il primo disco di un progetto del re che mi convince in pieno. Talento scintillante e finalmente idee a fuoco.

5. Liberato - Liberato
Chi mi conosce già sa come la penso.
Sinceramente anche a cercarne, non gli trovo un difetto. Non uno. Il coronamento di anni di hype, e non delude per niente.

4. James Blake - Assume Form
Questo di difetti ne ha qualcuno, però a fronte di una scrittura e di una freschezza del genere non solo gli perdono i difetti, ma mi dimentico che esistano. Il migliore che c'è in giro da diversi anni a questa parte.

3. Tyler, the Creator - IGOR
Quando sei un fenomeno e tiri fuori il tuo disco migliore, si festeggia. Se il disco migliore non sembra neanche fatto da te, allora sei un genio. E qui mi sa che siamo di fronte a un genio.

2. Caterina Barbieri - Ecstatic Computation
Non c'è molto da dire. Disco meraviglioso.

1. FKA twigs - MAGDALENE
Tutta la verità, nient'altro che la verità: già l'adoravo per tutto quello che aveva fatto prima, però quando era uscito Cellophane avevo avuto timore di un disco tutto con quel mood. Ché Cellophane è una canzone mostruosa, però tutto un disco con quel mood può essere complesso da gestire.
Il rischio è stato scongiurato alla grande. E ora ho di lei un'opinione ancora più alta, e non era facile. Figura di assoluto riferimento dell'ultimo decennio.

Qualche menzione speciale per dei dischi che non ho messo in classifica fondamentalmente perché ho ascoltato poco ma che sicuramente se mi venite a chiedere tra un paio d'anni nelle posizioni alte ci starà alla grande.
Nello specifico, penso soprattutto a The Oracle di Angel Bat Dawid, a PSYCHODRAMA di Dave, a All My Heroes Are Cornballs di JPEGMAFIA, a The Sacrificial Code di Kali Malone (che dura una quaresima), a Hoodies All Summer di Kano, a Go Get Ice Cream and Listen to Jazz di Kassa Overall, a The Book of Traps and Lessons di Kate Tempest, a Bubba di Kaytranada (come cazzo ti viene a far uscire un disco del genere a dicembre inoltrato? Ma sei scemo?), a Fongola dei KOKOKO!, a Analog Fluids of Sonic Black Holes di Moor Mother (che mi sembra, da quei pochi ascolti, il migliore del lotto), a 7 Direction di Nkisi, a Polyhymnia di Yazz Ahmed e pure, vaffanculo, a Persona di Marracash. Spacca.

Come al solito, qui sotto gli artisti e gli album che ho ascoltato di più nel corso dell'anno (screenshot fatti il primo gennaio, per una massima affidabilità).

E niente, più o meno ci siamo.
Non farò una classifica dei film perché ce ne sono almeno 3 o 4 che non ho visto e che potrebbero occupare posizioni alte in classifica, ma tanto i titoli sono quelli delle classifiche che già avete letto: Parasite, Marriage Story, eccetera.

Ci vediamo tra 2/3 settimane per la quasi-classificona del decennio.

domenica 8 maggio 2016

Hype

"Alle 8 rilasciano l'album, quindi se sono le 6 e 14 ho tempo per vedermi un filmetto, poi vado sul forum di Do You Realize? e vedo come scaricarlo/comprarlo, se si può in condizioni umane". E invece, puntuale come le mestruazioni quando vuoi scopare, il disco lo si poteva scaricare da ben prima delle 8. Ed era facilmente intuibile, è stato così anche per gli altri due, e squadra che vince non si cambia. Poi ho visto che un bel po' di gente giusta ne aveva già cominciato a parlare su twitter e sul suddetto forum, e quindi l'ansia ha cominciato a salire e, insieme a lei, pure la perplessità. Perché, vista la differenza nei suoni con Daydreaming ed il fatto che Burn the Witch uscirà in vinile, ero straconvinto che Burn the Witch non ci sarebbe stata nella tracklist definitiva. Invece c'è, ed invece è anche in apertura, subito prima di Daydreaming. Perplessità, si diceva, e quindi ho steso in fretta le lenzuola e, ancora un po' scosso e, diciamo, malinconico per la visione di Y tu mamá también, metto play. Visto il successo (?) del live-blogging dell'ultimo disco degli Horrors, ho pensato bene (???) di replicare con una sorta di maxi-tweet a canzone. So, here we go.

Burn the Witch: niente di nuovo, se n'è già parlato ovunque. Ribadisco solo la goduria quando sul finale prendono il palco i violini alla GY!BE.
Daydreaming: inizia come una traccia di Four Tet, che di per sé può essere un bene o un male nella stessa misura, visto The King of Limbs. Poi entra su il piano alla Radiohead e cambia tutto, e tutto per il meglio. Triste e trascinante come solo i Radiohead possono essere tristi e trascinanti contemporaneamente, con quegli inserti strani bellissimi. Il finale spiegatemelo voi perché sono senza parole. Sembra Viginti Tres senza essere Viginti Tres. "Capolavoro" si può dire?
Decks Dark: altro inizio alla Four Tet o alla Pantha du Prince. Che linea vocale che ha beccato Thom Occhibelli. E che roba quando entrano tutti gli altri. Sono loro e sembra roba di Amnesiac, o comunque di Kid A senza essere glaciali in quella maniera. "You gotta be kidding me, it was just a laugh". Non mi viene in mente qualcun altro che possa far evolvere una traccia in questo modo, pazzesco.
Desert Island Disk: addirittura la partenza con l'acustica. Praticamente quando si inseriscono gli altri strumenti insegnano ai giovincelli che i Pink Floyd* non sono intoccabili e anzi, andate a riascoltarveli che qui vi stiamo insegnando due cosette, ché a fare i neri sono bravi tutti, ma provate a fare 'sta cosa.
Ful Stop: OMFG. Provo a non esprimermi per acronimi: che pezzo, ragazzi. Dopo un po' ci sono le chitarre, da subito c'è il movimento; che è, la nuova 15 Steps?
Glass Eyes: ecco, questa potrebbe essere uscita da Kid A. Ballatone algido con testo personale.
Identikit: l'urlo di Selway terrorizza l'occidente. Finora le chitarre sono veramente al centro dell'attenzione, apparentemente in maniera molto maggiore rispetto ad In Rainbows (che è il vero termine di paragone, direi, accertata l'assenza di robe alla KoL - che a me non è dispiaciuto, eh).
The Numbers: l'unica canzone a non essere in ordine alfabetico. Qui la parte del leone la fanno gli inserti: il coretto, GLI ARCHI, madonna mia gli archi.
Present Tense: e 'sta chitarra che è? Che bomba è? Ha un che di latino, sembra la versione malinconica di una canzone dei Thievery Corporation o un pezzo preso dalla colonna sonora dei due Kill Bill. Entusiasmante già solo il primo minuto. Poi chiaramente migliora solo, ma d'altra parte che vi aspettavate?
Tinker Tailor Soldier Sailor Rich Man Poor Man Beggar Man Thief: giustamente, dopo una canzone tutta chitarra e lacrime (mie), quella successiva inizia col suono sintetico. Però vedi che sono stronzi? Tu dici, "ok, inizio elettronico, poi arriva il piano, arriva la voce, arriva la batteria, praticamente siamo dalle parti di Knives Out come suoni". E poi ti piazzano i violini che cominciano a incasinarti i sentimenti.
True Love Waits: dai, l'abbiamo sentita tutti questa. A momenti è più famosa di Paranoid Android. Però anche qui, vedi che una roba è ascoltare la versione demo e un'altra è ascoltarla con un master serio, registrata in studio con tutti i crismi? Bellissima.


*chiaramente escludete Syd Barrett.


In chiusura, pensate che al mondo c'è gente a cui non piacciono i Radiohead e siate tristi per loro.


lunedì 28 dicembre 2015

A casa o in discoteca?

Ok, eccoci qua.
Veniamo dall'ennesimo anno in cui le classifiche escono un mese prima della fine dell'anno perché vogliamo avere un ruolo nei regali di natale invece che nella ricerca della buona musica, e questa tendenza è così radicata che neanche il disco di D'Angelo dell'anno scorso l'ha scalfita. Poveri noi.
Entriamo nel vivo, però.
Come strutturerò la classifica quest'anno? Come vi avevo spoilerato con questo post, per me nel 2015 ci sono stati diversi dischi eccezionali, non di quelli che semplicemente vanno alla numero 1 della classifica di fine anno, ma di quelli che ti ricordi anche tra 20/30 anni. Quindi facciamo così: in primis vanno questi sette dischi qui (in ordine puramente alfabetico, non ci sono preferenze), poi ci metto un disco "di transizione", un disco che mi è piaciuto in una maniera malsana e che è meglio di quelli che vengono dopo ma, ahimé, non all'altezza dei magnifici sette, e poi dopo vado con tre top five: pop, elettronica e italiani. Sì, quest'anno ho ascoltato parecchi italiani. Starò invecchiando, boh.
'Nnamo, va'.

THE MAGNIFICENT 7

Godspeed You! Black Emperor - 'Asunder, Sweet and Other Distress'
Questa volta non hanno fatto un disco solo "buono". Questa volta hanno fatto un disco incredibile. Due tracce superbe e un contorno di drone da acquolina. Ne voglio ancora.
Piss Crowns Are Trembled è un patrimonio dell'umanità. E pensate che c'è gente che non li ascolta. E pensate, addirittura, che c'è gente che non li ascolta solo perché "le canzoni durano troppo, dai". Criminali.

Joanna Newsom - Divers
Quando si è saputo che sarebbe uscito, ero contento e lo aspettavo, ma non ero entusiasta alla follia. D'altronde, dopo Have One on Me che cosa poteva più fare? Il massimo l'aveva già dato. Poi ci fa ascoltare, dall'alto della sua bontà, Sapokanikan (tra l'altro alla regia del video c'è Paul Thomas Anderson, mica l'ultimo merdoso), e allora eccolo lì l'entusiasmo, ecco dov'era andato a finire. Il disco è diverso dagli altri, è più scarno, con più strumenti tradizionali, ma le canzoni sono mostruose. E Sapokanikan, con quell'impennata dopo la metà, non è neanche la canzone migliore. Aliena.

Kamasi Washington - The Epic
Titolo programmatico. Il post sul suo concerto è sopra. La qualità è non solo altissima, ma è anche tantissima. Kamasi, non avere pietà di noi.
Piccolo aneddoto. Ricordo che lui lo scoprii perché FlyLo aveva tweetato il "primo singolo", Re Run Home, tipo uno o due mesi prima che l'album uscisse. Scaricai la traccia, e la prima reazione alla durata di 14 minuti fu "cacchio, una roba jazz di 14 minuti sarà tosta", sperando che fosse magari una cosa tipo i Bohren & der Club of Gore che la giustificasse, ma la vedevo difficile visto il negrone con sax in copertina. Metto play, e l'ultima cosa che ricordo è il pensiero alla fine "ma già è finita?".

Kendrick Lamar - To Pimp a Butterfly
Se avessi messo questi dischi in ordine di preferenza, questo forse sarebbe stato primo. È un disco epocale. È un disco hip hop tipico di artisti hip hop che non hanno tutto questo successo. È anarchico, è incredibilmente impegnato, è denso, è lunghissimo, è ustionante, è eccezionale. Kendrick Lamar è un mostro. Non sarò americano, ma se qualcuno vi dovesse dire che il miglior rapper al mondo in questo momento non è lui, non credetegli. Oh poi chiaro, questo non è un disco SOLO per chi ascolta hip hop, anzi. Fun fact: ci ha lavorato il Kamasi Washington di cui sopra, quindi fatelo vostro.

Oneohtrix Point Never - Garden of Delete
Partendo dal presupposto che lui deve essere un malato di mente, se avete ascoltato i suoi dischi precedenti, potrete essere d'accordo nel dire che questo è il suo disco pop, facendo con le mani il gesto delle virgolette tutte le volte che volete. Sarà per questo motivo, ma, mentre i dischi precedenti non mi appassionavano, non mi prendevano (pur riconoscendone il valore), questo invece mi piace un casino.

Sufjan Stevens - Carrie & Lowell
Di un'intimità straziante, di una raffinatezza straordinaria. Ma l'ultima non dovrebbe sorprendere più di tanto, visto il nome sulla copertina. Fa quasi male ascoltare un disco con testi così personali, ma la durata breve, brevissima, rende tutto non solo accettabile, ma adorabile. Nel senso che questo disco potrebbe essere tranquillamente un oggetto di culto, per quant'è bello.

Tame Impala - Currents
Non trovo tante parole: un cambiamento di suono così radicale non dovrebbe portare risultati così alti. Sinceramente mi frega abbastanza poco dei risvolti autobiografici dei testi di Kevin Parker, quando riesce a creare un suono del genere. Ripeto: non trovo tante parole.

La transizione è affidata a

George Fitzgerald - Fading Love
Avete presente quell'elettronica particolare molto "emozionale" e molto poco "robotica"? Per capirci, i vari Nicolas Jaar, Jon Hopkins, quelli lì? Capito? Bene, lui ci rientra a pieno. O almeno, ci rientra per me. Aggiungeteci della gente che canta (con moderazione), e avete un disco che ho veramente amato e che non penso metterò via molto presto.

Ok, andiamo con le tre top five. Prima il pop.

Courtney Barnett - Sometimes I Sit and Think, and Sometimes I Just Sit
La cosa stupefacente è che sia un disco d'esordio. È rock spensierato fatto in maniera invidiabile da una ragazzetta al primo disco, quando molt(issim)a gente ben più blasonata e celebrata non ci riesce dopo anni di carriera. Per l'approccio e per, come posso dire, l'atmosfera delle canzoni (non è il termine giusto, ma passatemelo), all'inizio pensi "ullalà, lei è i nuovi Pavement", poi al secondo ascolto pensi "oh cazzo, i Blur". Poi dal terzo ascolto pensi solo al fatto che questo disco sarà meglio averlo originale, se si vuol essere al passo coi tempi. Anche perché la copertina sarà anche bruttarella, ma il titolo è da standing ovation.

Julia Holters - Have You in My Wilderness
Ecco, lei è quella che pensavo avrebbe sostituito Joanna tutta panna nelle mie grazie. Have You in My Wilderness va da quelle parti, con archi, fiati e strumenti un po' desueti che non andranno a creare canzoni pop, ma che urlano "pop" ad ogni nota. È chiaro che non è Joanna, e ci mancherebbe altro, però un disco così non riesce se non hai qualcosa di speciale, e lei evidentemente questo qualcosa sa cos'è e lo usa davvero bene.

Beach House - Depression Cherry
Loro li conoscete. Hanno tirato fuori un discone. E io il vinile in velluto me lo comprerò, prima o poi.

Kurt Vile - b'lieve i'm goin down...
Vedi sopra. Tutti lo lodano e lungi da me criticarlo, ma i suoi dischi precedenti non mi avevano mai appassionato. Questo invece sì, ed è un bell'appassionarsi.

Chelsea Wolfe - Abyss
Non dico poliedrica, perché quello lo si riserva alla grande madre Polly Jean, però lei continua a variare le soluzioni rimanendo sempre nel suo territorio e, soprattutto, continuando a fare belle canzoni. Come faccia, francamente, non lo so. Però ne godiamo tutti.

Prima dell'elettronica, lode ai Wilco che non è meglio dei 5 qui sopra, ma è bello per davvero, ma bello bello. Ok, ora l'elettronica.

Jlin - Dark Energy
Boh, è solo davvero ma davvero bello.

Holly Herndon - Platform
Ecco, questo è un caso un po' diverso. Il disco fa anche muovere il culetto, a ben vedere, ma è glaciale. Algido. Lei è totalmente distaccata e il ballare con la sua musica è anche una sorta di sfida. Tant'è che prende anche per il culo i video ASMR con la traccia Lonely at the Top. Inavvicinabile. Ci sono molte persone che l'hanno giustamente definita (come succede ciclicamente, per altro) il pop del futuro. Da una parte darei loro ragione, dall'altra spero proprio che si sbaglino. Però nel frattempo ha tirato fuori un disco che non è avanti, è proprio fuori. Applausi, tra l'altro, alla 4AD per aver pubblicato una cosa simile.

Nick Höppner - Folk
Semplicemente un gran disco techno del 2015.

DJ Koze - DJ Kicks
Premesso che mi sono sorpreso anche quando ho visto per la prima volta la faccia di DJ Koze sulla copertina e ho scoperto che è anche apparentemente un bell'uomo, a me lui è sempre piaciuto. I dubbi su una sua resa live, soprattutto in un djset, però, erano palpabili, e a questi dubbi lui ha giustamente risposto rielaborando le tracce o prendendo rielaborazioni molto vicine al suo stile (tipo quella dei cLOUDDEAD rifatta dai Boards of Canada). E quindi eccoci qua, uno dei dischi dell'anno.

Jamie XX - In Colour
Questo disco ha soltanto un difetto: la canzone I Know There's Gonna Be (Good Times). Lo so che è stata fatta per completare la tavolozza del disco, e che tra l'altro è stata fatta estremamente bene. Però cristo santo, non la sopporto. Se non ci fosse stata, credo che il disco avrebbe avuto un'identità molto più precisa e sarebbe rimasto molto più in mente. Comunque ci sono canzoni che sono veramente portentose. Peccato per quella roba là.
Anche se "i'm gonna ride that pussy like a stroller" è obiettivamente poesia.

Va bene. Ora gli italiani. Non ne sono felice, credetemi. Lo snob che è in me sta piangendo e urlando preso da una disperazione incontrastabile.

Colapesce - Egomostro
Se dicessi che l'ho cominciato ad ascoltare per un motivo altro dal fatto che La distanza mi è piaciuto veramente tanto, sarei un bugiardo. Anche perché il farmi ascoltare un cantautore in un altro modo è un'impresa fantascientifica. Il problema è che Colapesce ha gusto, e ha ascolti colti abbastanza da fargli trovare quelle piccole soluzioni raffinatissime che quasi non ti sembra di ascoltare un italiano. I testi non mi fanno per nulla impazzire, però nessuno è perfetto, e d'altra parte il problema dei cantautori non è certo nei testi.

IOSONOUNCANE - Die
Pure questo tanto bene non deve stare. Comunque dai, di lui hanno parlato tutti, non c'è bisogno del mio spiegone.

Luminal - Acqua azzurra, Totò Riina
Desolanti come sempre, aggressivi come sempre. Una sicurezza. Che però non sei sicuro di volere.

Carmen Consoli - L'abitudine di tornare
E meno male che è tornata. Non sarà al suo meglio, siamo d'accordo, ma quando decide di scrivere lei dobbiamo stare tutti zitti. Mi fanno ridere i maledetti cantautori che vogliono raccontare storie e fare gli intellettuali con le chitarrine acustiche quando poi c'è lei che prende l'elettrica e ti scrive La signora del quinto piano.

Kaos - Coup de grace
Questa è pura preferenza personale momentanea nei confronti dei Verdena. I Verdena hanno fatto un bellissimo disco, anzi due. È solo che è un periodo che Kaos mi scomfinfera di più. Poi questo è quasi un EP, e io amo le cose brevi.

Avrei voluto mettere delle belle grafiche come quelle che misi l'anno scorso, ma Last.fm ha avuto la bella idea di cambiare versione e le API sono praticamente inutilizzabili. Quindi niente, metterò il 5x5, l'unica che pare essere ancora utilizzabile (qui la potete vedere in dimensioni giganti).


Nel 2016 prometto di cambiare il layout del blog, visto che si lamentano sempre tutti del fatto che finito di leggere un pippone hanno gli occhi annodati, e magari vedo di rimettere un'immagine di intestazione e di sembrare meno giudeo.
And that's pretty much all, folks!