martedì 28 luglio 2009

'60

Non so se è periodo o chissà cos'altro, ma ho voluto postare due dischi (dischi, oddio, capolavori) dei maggisci e gloriosi anni 60 che mi stanno facendo uscire pazzo.




The Velvet Underground - The Velvet Underground & Nico





Leonard Cohen - Songs Of Leonard Cohen


Ringraziate, stronzi.

lunedì 18 maggio 2009

I'm Jim Morrison, I'm Dead

Era da un pò che non scrivevo niente.
Che poi, ultimamente non scrivo un cazzo, anche perchè non faccio un cazzo.
Cioè, ci sarebbero libri e libri da scrivere su quel capolavoro che è Tetsuwan Girl, ma tanto non si trova da scaricare, per cui mi girano le balle a parlare di una cosa che nessuno leggerebbe (come se il blog fosse letto da milioni di persone, ma vabbè).

Quindi metto qualcosa da scaricare, roba poste-rocche che sto ascoltando negli ultimi giorni.



Bark Psychosis - Hex (MediaFire)





65daysofstatic - The Fall Of Math (Sharebee)





Explosions In The Sky - The Earth Is Not A Dead Cold Place (Mediafire)
Password: wakalaopenaire.blogspot.com




Mogwai - The Hawk Is Howling (RapidShare) (Part. 1)
Mogwai - The Hawk Is Howling (RapidShare) (Part. 2)

Che non ho messo parecchia roba, tipo i Godspeed You Black Emperor!, gli ISIS o SoiSong, ma solo perchè vorrei scriverci un post più articolato per ciascuno dei succitati. Giuro che domani faccio il primo, perlomeno su SoiSong.

lunedì 27 aprile 2009

sabato 25 aprile 2009

Astonishing

Non c'è un motivo particolare a questo post.
Più che un post di riflessione, è un post di divulgazione. Boh, non so sinceramente come introdurlo, è una cosa che proprio mi sopraffà (si può dire?).

Lei è, penso, la donna più bella del mondo, ora.
E non lo è per manifesta superiorità o perchè l'ha eletta donna più bella del mondo qualche sondaggio di qualche giornale molto chic. No, un cazzo.
Semplicemente è la bellezza naturale per eccellenza. Nessun ritocco artigianale, è la classica bellezza un pò anni '50/'60. Non scheletrica ma neanche assurdamente grassa, ha pure le tettone, cosa che a talunni piace. Per me è abbastanza indifferente, ma quando ci sono fanno piacere. Ad occhio sembra una 4ta abbondante-5ta.
E' che stamattina mi è capitato di vedere la sua galleria di immagini su Last.fm (si, ha fatto un album, e manco brutto, anzi), e la sua angelica immagine mi perseguita.
Highlights:

Oh.
My.
Fucking.
God.

Da rimanerci senza fiato.

Altri "regalini", qualche sua opera:
Lost In Translation (Mininova)
Match Point (è solo la locandina, non sono riuscito a trovarlo)

Anywhere I Lay My Head (mediafire)


Per concludere, molte altre volte ho detto che la donna più bella del mondo sia Giselle Bündchen.
La differenza è una, secondo me: che Giselle Bündchen è la bellezza raffinata, quella "irraggiungibile" (anche se Scarlett non è proprio a portata di mano), mentre la Johansson è quella naturale.

Concludo questo post inutile.
Cià.

lunedì 20 aprile 2009

Oceancina



Download (Mediafire)

Pelican - Australasia

Non fatevi ingannare dalla splendida copertina.
Negli ultimi giorni Drought non mi vuole uscire dalla testa, cazzo.

giovedì 16 aprile 2009

Non voglio mettere un titolo banale, quindi non scrivo niente

Ogni film di Miyazaki si porta dietro un'aspettativa assurdamente alta. E, puntualmente, ogni santa volta, le aspettative vengono distrutte da un risultato eoni superiori alle migliori aspettative.
Non è il caso di questo film.

Prima di partire con le considerazioni personali, voglio chiarire che non è assolutamente una cosa brutta, anzi. Ovviamente i livelli rimangono paurosamente alti, ma inferiori a quanto mi aspettassi. Ma questa è colpa mia, le uniche cose che avevo letto sul film (notate come in tutte le recensioni o tutte le persone importanti "leggano", non "abbiano sentito in tv") erano che con questo film Miyazaki sarebbe tornato alla favola per bambini. E l'ultima favola per bambini che ricordo di Miyazaki è Totoro. Un film da 10/10. Le aspettative erano quindi onestamente troppo alte.


Comunque, dicevamo, il film, Ponyo.
Come ho già detto, è una fiaba (o favola, non mi ricordo la differenza). Dopo aver visto il film, pensando a questo, mi è venuto in mente che le favole a cui noi siamo abituati siano La Bella Addormentata o Biancaneve. Favole in cui il male è rappresentato da una sola persona, favole in cui il combattimento e la morte sono necessari per arrivare ad un fine, solitamente la felicità di una o due persone. E noi ste robe le raccontiamo ai bambini. E ci lamentiamo del fatto che poi siano violenti o che gli piacciano le cose violente.
E' proprio questo l'abisso che separa l'oriente dall'occidente, culturalmente parlando. Ponyo, in quanto fiaba scritta da un giapponese ed ambientata in Giappone, è pregna della filosofia orientale. Quel fantomatico misticismo, l'atmosfera zen e tutte quelle menate lì. Per dio, saranno anche vere, eh, però la cosa a cui ho pensato subito è stata un'altra. Cioè il fatto della visione del mondo. In Ponyo non ci sono nemici da sconfiggere, non ci sono draghi da combattere o vecchiette che avvelenano mele. C'è un bambino, una bambina (?), un ostacolo. Basta. Non ci sono le funzioni di Propp, non ci sono aiutanti (non nel senso proppiano del termine. Si può dire "proppiano"?), non ci sono padri padoni o cose simili. C'è un individuo, in questo caso bambino (perchè i bambini possono crescere interiormente, a differenza degli adulti), che deve cavarsela da solo in mezzo a tanti ostacoli rappresentati dall'ambiente che lo circondano. Perchè alla fine le difficoltà, nel film, sono quelle con cui i protagonisti hanno sempre avuto a che fare, non delle cose straordinarie che una volta sconfitte stop, finito il film, non vale più la pena continuare a seguirli. Io Sosuke lo volevo vedere, dopo la fine del film, come avrebbe vissuto e che reazioni avrebbe avuto. La differenza tra la favola occidentale e la favola orientale è proprio la struttura: le occidentali sono a forma di anello, nel senso che partono in un modo, seguono la risoluzione di un problema che si viene a creare e stop; quelle orientali sono un filo teso, non seguono un solo evento che si conclude, ma guardano ad un passaggio (magari particolarmente interessante o problematico, questo si) della vita del protagonista, che continua a vivere anche dopo la fine della vicenda. A quanti di noi frega di quanti figli abbia avuto la bella addormentata? A nessuno, credo. A quanti interessa sapere cosa è successo dopo che XXXXX ha XXXX XXXX? Magari a più persone (al posto delle varie X mettere personaggi et azioni del film).


Poi, la cosa che mi ha fatto davvero amare questo film.
L'amore.
E per amore ovviamente non intendo quello che lega un uomo e una donna o un uomo e un uomo, o una donna e una donna. Quello è solo uno dei tipi di amore. Peraltro anche abbastanza sterile, per come la vedo io, ma tant'è.
L'amore che invece il maestro Miyazaki ha messo in questo film è a dir poco esaltante. Il film, le atmosfere, la storia, la certosinità delle animazioni, la perfezione nei dettagli, il sapere che tutto è stato fatto a mano, sono elementi che ti fanno sapere per certo che questo nonnino qua non è uno che scrive film perchè gli sono finiti i soldi in banca, ma lo fa perchè cazzo, adora quello che fa, ha tantissime cose da dire, o da fare, o da provare, e non vedeva l'ora di farlo.
Ma se fosse solo quello non sarebbe niente di nuovo, non è la prima volta che si sente di un regista entusiasta. La cosa sconvolgente è come tutte le persone che gli stanno attorno non lo seguono minimamente nell'entusiasmo, anzi. Lo superano di misura. Dettagli come gli sciami di "sorelline minori" (taccio su altre spiegazioni) che si muovono autonomamente una per una, seguendo ognuna il suo percorso, senza nessun'approssimazione, anzi, con una precisione chirurgica, bè, sono momenti, attimi (perchè di un'attimo si è trattato) che fanno capire come i disegnatori, gli sfondisti e tutti gli altri non vedessero proprio l'ora di fare 'sti pesciolini cagacazzo. Oppure l'altra cosa che mi ha sconvolto è che non c'erano i titoli di coda, praticamente. C'erano, montati sulla musica e su sfondi disegnati apposta, nome e cognome di ogni singolo collaboratore (probabilmente in giapponese erano scritti a mano dagli interessati, non mi sorprenderebbe), con affianco una loro caricatura in piccolo. Ogni singolo collaboratore. Che saranno stati almeno 100, ad andar bene. C'erano anche i gatti, anche loro disegnati e caricaturati. E' proprio qualcosa che riempie il cuore di gioia, vedere finalmente tanto amore in un mondo in cui sembra esserci solo l'odio e la violenza. Sono quelle piccole cose che alla fine ti spingono ad andare avanti.

E a giugno esce al cinema Totoro.
Fremo.

Download (torrent, Mininova)

sabato 28 marzo 2009

Kill yourself, do it quick, do it fast.



Download

Ci si fa parecchio male.
Ultimamente sta monopolizzando i miei ascolti, oltre a un altro disco, di cui parlerò più avanti in maniera abbastanza approfondita (spero).
Buona fortuna.

sabato 7 marzo 2009

Gli occhi e la mente

Sono appena tornato da vedere Watchmen. Quindi se avete amor proprio, quindi avete intenzione di leggere il fumetto, magari prima di vedere il film, evitate di leggere, perchè esprimermi senza spoiler, almeno in questo caso, proprio non mi riesce.
E non metto uno SPOILER prima di qualcosa, cazzi vostri. E vi assicuro che mi dispiacerebbe che vi rovinaste il libro più bello mai scritto, quindi magari chiudere il blog, andate in libreria e spendete i soldi, mortacci vostri.


Ero entusiasmato dall'attesa. Nelle ore precedenti all'entrata nel cinema, mentre facevano i trailer, mentre prendevo posto, mi mangiavo le unghie.
Nonostante questo, ero partito dall'idea che avrei visto una cosa che mi avrebbe deluso. Ma questo da quando ho saputo che avrebbero fatto il film, non da quando ho visto il trailer o chissà che.
E' un pò come V For Vendetta o Sin City, ti rendi conto che le possibilità che si potesse fare una cosa pari al fumetto, o comunque degna, erano minimissime, quasi nulle. Con Watchmen, però, le possibilità non erano "quasi" nulle. Non c'erano e basta. E' come quando, chessò, vai coi pattini la prima volta. Cadi, è inevitabile. La stessa cosa. Decidi di fare un film di Watchmen. Sai già di tuo che non sarà neanche paragonabile all'opera madre. E' inevitabile. Ma questo per il semplice motivo che Watchmen è nato, concepito e sviluppato per quello che è, una storia scritta, narrata con disegni e nuvolette, sviluppata con vignette e didascalie, intermezzata da libri e giornali. E' una storia che, per essere raccontata, ha bisogno di sfruttare tutte le sue componenti e possibilità, dalla scrittura fisica al personaggio più insignificante. E' un'opera mastodontica per portata intellettuale, complessità e completezza del quadro. Per leggerlo hai bisogno di tempo, tempo necessario per leggere fisicamente quello che c'è scritto nelle 350 e rotti pagine, oltre che tempo per fermarti a riflettere, fermarti a elaborare, fermarti a contemplare.
Io ci ho messo più di un giorno continuato.
Un film dura due ore.

Limite evidente, converrete.
Ed è per questo che le mie aspettative erano sotto lo zero. Ma allo stesso tempo tanto era l'affetto per il fumetto (inteso come essersi affezionato, non come voler bene), che non vedevo l'ora di vedere Nighthawk, Silk Spirit, il Comico e quegli altri tre in carne e ossa, sentire la loro voce.

Tornando al film.
Capisci subito di stare per vedere qualcosa di speciale. Dalla prima presentazione, da quel giallo canarino falso, capisci subito che questo non è Spider Man o qualche altra merda presa dai fumetti, chessò, Superman. E' qualcosa di diverso. E allo stesso tempo capisci che c'è qualcosa di diverso da quello che ti aspettavi. L'inizio delle due opere non coincide, ci sono aggiunte.
Ed è tutta qua la questione, tutta nelle aggiunte o nelle omissioni.
Di per sè il film è impeccabile. Assolutamente fantastico, nella sua fedeltà. E' il film più fedele che abbia visto insieme a 300, dello stesso regista, per quanto come spessore si passi dal Congo a Saturno. Le scene sono spesso emozionanti per la fedeltà estrema, vedi davvero i personaggi che si muovono, le luci che animano i paesaggi. Da questo punto di vista è quanto di meglio ci si potesse aspettare.

Ma.
Ma.
Ma. Ma il fatto è che, come detto, il film dura due ore. Perdipiù, per quanto fosse possibile farlo solamente in America, il film è distribuito nelle sale americane. In quanto è possibile farlo solo in America, quindi con dispendi importanti e rischi altrettanto importanti, la distribuzione è massiva. Quindi, e qui casca l'asino, deve piacere al pubblico. Con tutto quello che ne consegue. Sangue, cazzotti, velocità, viulenza, un pizzico di buonismo che non guasta mai, nonostante si parli del film della frase "puttane e politici mi guarderanno dal basso sussurrandomi <> e io risponderò <>."
I tagli di cui parlo sono quelli fatti alla storia, per la verità non importanti, ma fondamentali nella costruzione di un capolavoro. Che effetto avrebbe fatto un Canova senza la perfezione assoluta delle forme? Ecco, ci siamo. Togliere, per dire, la storia dello psicologo, togliere tutta l'importanza della guerra fredda riducendola sullo sfondo, senza nuvolette che urlano, che PRETENDONO attenzione, è come toglierla, farla vedere solo ai pochi fruitori di cinema attenti rimasti oggi; togliere le battute razziste e filo-fasciste è deturpare l'ambientazione, al pari del togliere l'importanza dei graffiti.
Togliere il finale "mostruoso", per metterne uno del genere, si, può essere una buona idea, da proporre al pubblico per evitare certe crudezze che dopo un film del genere, ma è snaturare il messaggio che si intende lanciare.
Il "CE L'HO FATTA!" sulla fine del libro, liberatorio, delucidatore, capitale, è a mio parere uno dei momenti più alti dell'arte tutta, in ambito letterario/cinematografico pari solo al "VOGLIO VIVERE!", per quanto le situazioni siano bè, abbastanza diverse. Toglierlo, ecco, semplicemente non si può.

Però, chiariamo. Il film è un film ottimo. Come ho già detto ai miei compagni d'avventura, come film, obiettivamente, tralasciando la sceneggiatura da dove venga, è egregio, da 8/8.5.
E' che comunque si notano le mancanze.
Cioè, sono anche troppo evidenti, in primis il finale, che io ho trovato a volte di cattivo gusto se non proprio inappropriato e fuori luogo, lancia il messaggio sbagliato senza che ce ne fosse bisogno.

Non so se consigliarvelo o meno, il consiglio è sempre quello. Se l'avete letto, andate. Se non l'avete letto e siete lobotomizzati/con un quoziente intellettivo minore a 50/guardate mtv/ascoltate i Guns'n'Roses, andate, è meglio vedere un film che leggere un libro. Se non l'avete letto e siete persone normali, aspettate il dvd e spendete dei soldi per leggerlo, sono spesi benissimo; e nel dvd ci sarà anche la versione integrale.

Sono ancora confuso, scusate.

martedì 24 febbraio 2009

/reality

Chiariamo: per me le dimensioni contano.
Un film, un fumetto, un disco, qualsiasi cazzo di cosa, per quanto mi riguarda, se è breve è un punto in più.
Certo, nei monumenti da 3 ore (film) o da 2 (dischi) c'è di tutto, ci puoi mettere una quantità di idee immensa e svilupparla come dio comanda, assolutamente vero, innegabile.
Ma.
Ci sono talenti che in poco tempo riescono a metterci un fottio di idee, a legarle perfettamente tra loro, a non risultare affrettati o approssimati, e soprattutto, a servire il piatto in maniera impeccabile.
Esempio? Ghost In The Shell è il primo che mi viene in mente. Oppure anche Wallace E Gromitt (anche se qui il discorso è un tantino diverso) o Les Triplettes De Belleville. Sarà un caso che tutti gli esempi appartengano a cartoni animati? Chi lo sa, forse il mezzo offre davvero la libertà assoluta tanto elogiata dagli addetti ai lavori, il cosiddetto "foglio bianco".

Ma tant'è, inutile parlar di fuffa.
Perfect Blue.
Perfect Blue.
Perfect Blue.
PERFECT BLUE, CAZZO.

Appena finito di vedere, quindi commenti a caldissimo, riflessioni a caldissimo.
Ad alcuni ho già detto che è da includere automaticamente tra i 4 migliori film che abbia mai visto. Avventato, certo, ma verissimo. Ci scommetto le palle che tra anni lo metterei comunque.
E' semplicemente un'opera troppo. Il classico "troppo" che quando lo leggi dici: "ma che nervi, troppo cosa????!!!!" Bè, facile a dirsi. Prendete un aggettivo dalla connotazione estremamente positiva. Ci siete? Bene, il troppo si riferisce a quello.

E' semplicemente un'opera troppo estrema. Ma non estrema dal punto di vista della violenza o chissà cos'altro. No, cioè, per quello c'è di peggio, molto di peggio. E' semplicemente un'opera che, se seguita con la dovuta attenzione e serietà, ti mette in uno stato confusionale impossibile da trovare altrove.
Ecco, una sensazione del genere l'ho provata nella sequenza ripetuta di Innocence (per i non addetti, il secondo episodio di Ghost In The Shell, galassie inferiore al primo, ma comunque film eccezionale); la differenza è che lì durava tre scene, qui non ne esci più.
Non so se il paragone potrà risultare banale, scontato, inutile o cosa, però ecco, non riesco a trovare nient'altro che calzi meglio del labirinto o ancora meglio, della matrioska.
Ecco, io ho sempre odiato questi paragoni, erano sempre fatti a sproposito, per cose vagamente insolite che volevano essere pompate per farle vedere alla gente.
Non avevo mai capito quanto questi paragoni potevano essere calzanti prima di questo film.
E' un incubo, ma di quelli brutti, quelli nel quale sei minacciato dal tuo aguzzino faccia a faccia, ti accorgi che è un sogno, ti vuoi svegliare ma niente, quello ti agita la motosega sotto al naso scorciandoti le narici, urli, urli, vuoi svegliarti, non ti svegli manco per il cazzo, e lì e solo lì cominci a disperarti.
Bè, la disperazione è la dimensione di questo film.



Non dico niente, non anticipo nè trama nè niente, è una cosa troppo sconvolgente per essere in qualche modo rivelata. E, consiglio personale, scaricatelo (perchè trovarlo originale è un'impresa) senza aver nè letto nè visto niente, solo così può essere gustato a fondo.
Per dire, il regista è Satoshi Kon, chi ne capisce un minimo sa cosa significhi.
Luci spente.
Chiudete gli occhi.
Dimenticate.
Premete Play.