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sabato 7 marzo 2009

Gli occhi e la mente

Sono appena tornato da vedere Watchmen. Quindi se avete amor proprio, quindi avete intenzione di leggere il fumetto, magari prima di vedere il film, evitate di leggere, perchè esprimermi senza spoiler, almeno in questo caso, proprio non mi riesce.
E non metto uno SPOILER prima di qualcosa, cazzi vostri. E vi assicuro che mi dispiacerebbe che vi rovinaste il libro più bello mai scritto, quindi magari chiudere il blog, andate in libreria e spendete i soldi, mortacci vostri.


Ero entusiasmato dall'attesa. Nelle ore precedenti all'entrata nel cinema, mentre facevano i trailer, mentre prendevo posto, mi mangiavo le unghie.
Nonostante questo, ero partito dall'idea che avrei visto una cosa che mi avrebbe deluso. Ma questo da quando ho saputo che avrebbero fatto il film, non da quando ho visto il trailer o chissà che.
E' un pò come V For Vendetta o Sin City, ti rendi conto che le possibilità che si potesse fare una cosa pari al fumetto, o comunque degna, erano minimissime, quasi nulle. Con Watchmen, però, le possibilità non erano "quasi" nulle. Non c'erano e basta. E' come quando, chessò, vai coi pattini la prima volta. Cadi, è inevitabile. La stessa cosa. Decidi di fare un film di Watchmen. Sai già di tuo che non sarà neanche paragonabile all'opera madre. E' inevitabile. Ma questo per il semplice motivo che Watchmen è nato, concepito e sviluppato per quello che è, una storia scritta, narrata con disegni e nuvolette, sviluppata con vignette e didascalie, intermezzata da libri e giornali. E' una storia che, per essere raccontata, ha bisogno di sfruttare tutte le sue componenti e possibilità, dalla scrittura fisica al personaggio più insignificante. E' un'opera mastodontica per portata intellettuale, complessità e completezza del quadro. Per leggerlo hai bisogno di tempo, tempo necessario per leggere fisicamente quello che c'è scritto nelle 350 e rotti pagine, oltre che tempo per fermarti a riflettere, fermarti a elaborare, fermarti a contemplare.
Io ci ho messo più di un giorno continuato.
Un film dura due ore.

Limite evidente, converrete.
Ed è per questo che le mie aspettative erano sotto lo zero. Ma allo stesso tempo tanto era l'affetto per il fumetto (inteso come essersi affezionato, non come voler bene), che non vedevo l'ora di vedere Nighthawk, Silk Spirit, il Comico e quegli altri tre in carne e ossa, sentire la loro voce.

Tornando al film.
Capisci subito di stare per vedere qualcosa di speciale. Dalla prima presentazione, da quel giallo canarino falso, capisci subito che questo non è Spider Man o qualche altra merda presa dai fumetti, chessò, Superman. E' qualcosa di diverso. E allo stesso tempo capisci che c'è qualcosa di diverso da quello che ti aspettavi. L'inizio delle due opere non coincide, ci sono aggiunte.
Ed è tutta qua la questione, tutta nelle aggiunte o nelle omissioni.
Di per sè il film è impeccabile. Assolutamente fantastico, nella sua fedeltà. E' il film più fedele che abbia visto insieme a 300, dello stesso regista, per quanto come spessore si passi dal Congo a Saturno. Le scene sono spesso emozionanti per la fedeltà estrema, vedi davvero i personaggi che si muovono, le luci che animano i paesaggi. Da questo punto di vista è quanto di meglio ci si potesse aspettare.

Ma.
Ma.
Ma. Ma il fatto è che, come detto, il film dura due ore. Perdipiù, per quanto fosse possibile farlo solamente in America, il film è distribuito nelle sale americane. In quanto è possibile farlo solo in America, quindi con dispendi importanti e rischi altrettanto importanti, la distribuzione è massiva. Quindi, e qui casca l'asino, deve piacere al pubblico. Con tutto quello che ne consegue. Sangue, cazzotti, velocità, viulenza, un pizzico di buonismo che non guasta mai, nonostante si parli del film della frase "puttane e politici mi guarderanno dal basso sussurrandomi <> e io risponderò <>."
I tagli di cui parlo sono quelli fatti alla storia, per la verità non importanti, ma fondamentali nella costruzione di un capolavoro. Che effetto avrebbe fatto un Canova senza la perfezione assoluta delle forme? Ecco, ci siamo. Togliere, per dire, la storia dello psicologo, togliere tutta l'importanza della guerra fredda riducendola sullo sfondo, senza nuvolette che urlano, che PRETENDONO attenzione, è come toglierla, farla vedere solo ai pochi fruitori di cinema attenti rimasti oggi; togliere le battute razziste e filo-fasciste è deturpare l'ambientazione, al pari del togliere l'importanza dei graffiti.
Togliere il finale "mostruoso", per metterne uno del genere, si, può essere una buona idea, da proporre al pubblico per evitare certe crudezze che dopo un film del genere, ma è snaturare il messaggio che si intende lanciare.
Il "CE L'HO FATTA!" sulla fine del libro, liberatorio, delucidatore, capitale, è a mio parere uno dei momenti più alti dell'arte tutta, in ambito letterario/cinematografico pari solo al "VOGLIO VIVERE!", per quanto le situazioni siano bè, abbastanza diverse. Toglierlo, ecco, semplicemente non si può.

Però, chiariamo. Il film è un film ottimo. Come ho già detto ai miei compagni d'avventura, come film, obiettivamente, tralasciando la sceneggiatura da dove venga, è egregio, da 8/8.5.
E' che comunque si notano le mancanze.
Cioè, sono anche troppo evidenti, in primis il finale, che io ho trovato a volte di cattivo gusto se non proprio inappropriato e fuori luogo, lancia il messaggio sbagliato senza che ce ne fosse bisogno.

Non so se consigliarvelo o meno, il consiglio è sempre quello. Se l'avete letto, andate. Se non l'avete letto e siete lobotomizzati/con un quoziente intellettivo minore a 50/guardate mtv/ascoltate i Guns'n'Roses, andate, è meglio vedere un film che leggere un libro. Se non l'avete letto e siete persone normali, aspettate il dvd e spendete dei soldi per leggerlo, sono spesi benissimo; e nel dvd ci sarà anche la versione integrale.

Sono ancora confuso, scusate.

lunedì 2 febbraio 2009

Quis custodiet ipsos custodes?


Tra un paio di mesi tutti saranno in estasi dicendo "che bello Watchmen, mai vista una cosa del genere, Watcmen <3, bla bla bla".


Ma che cos'è Watchmen?
Fondamentalmente delle indagini di un gruppo di supereroi sull'omicidio di un altro supereroe.
Bè, si, sembra una cacata, effettivamente. Cioè, che palle, tutti i supereroi hanno dovuto affrontare morti ben più gravi, L'Uomo Ragno suo zio, Batman i genitori, e l'elenco è bello da finire. Cioè, siamo abbastanza abituati a perdite ben più gravi di un collega-amico, perchè tanto scalpore?
Perchè l'ha scritto Alan Moore, semplicemente.
E quindi è un concentrato, oltre che di genialità (è implicito nel nome), di crudeltà, di realismo, di poesia, di complessità, di morte, di vita, di amore, di perfezione.
Un'indagine, per quanto appassionante e complicata, non potrà mai prendere 350 pagine piene di dialoghi, disegni fondamentali e particolari essenziali.

Il mondo è leggermente diverso da come lo conosciamo, per diversi motivi.
Prima di tutto è ambientato in America nell'ottobre del 1985, quindi un periodo e un luogo a me completamente sconosciuto, o quasi. Però diciamo che si ha un'immagine della situazione, più o meno. Il 1989 è ancora abbastanza lontano, quindi si è ancora in guerra fredda, con tutto quello che la situazione comporta, e si è sotto la presidenza Nixon, con ancora ben stampate in mente le immagini di un J.F.K. assassinato a Dallas.
E poi, soprattutto, il mondo aveva conosciuto e visto da vicino l'avvento di veri supereroi.
Ma non supereroi che si allungano, diventano grossi e verdi, volano o lanciano ragnatele in ogni dove.
No. Non sarebbe possibile. I Supereroi solo tali perchè sono mascherati. Non sono nient'altro che gente comune, magari con qualche anno di palestra alle spalle, che per il suo spiccato senso di giustizia decide che bè, non può stare a guardare mentre la gente viene stuprata per strada, la criminalità cresce e le mafie fanno il cazzo che gli pare. Quindi, per non correre rischi, aiutati magari dalla "letteratura infantile" dell'epoca, ovvero il fondamentale Action Comics (le origini di Superman, quindi), decide di indossare una maschera o un costume per proteggere sè stesso e i suoi cari. E quindi vediamo gente che salta tra i tetti vicini, che combatte i criminali a mani nude perchè tanto è difficile che portino una pistola o che riescano a usarla decentemente. Gente comune. Come ho già detto.
Che, grazie alle sue (super)eroiche gesta, ha dei piccoli fan, che, una volta cresciuti, prendono il loro posto, dopo che i loro maestri hanno deciso di appendere il mantello al chiodo.
E la "seconda generazione" è anche più amata rispetto alla prima, più conosciuta e più rispettata. Solo che non tutto va sempre per il verso giusto, e allora per delle vicissitudini, un pò intestine e un pò dovute ad eventi esterni (ingiustizie o presunte tali nessuno può dirlo. D'altronde, chi vigila sui vigilanti? Who watches the watchmen?), sono costretti "a chiudere battente". Sono fuorilegge. Il Keen Act, legge vera e propria, sancisce che qualsiasi tipo di vigilantes mascherato è illegale.
Ecco quindi i supereroi che tornano alle loro vite, in segreto o meno. Chi scrive articoli di ornitologia, chi gestisce aziende multinazionali, chi lavora in polizia, chi è disoccupato e tira avanti appena, chi nell'esercito. Come ho ripetuto altre volte, gente normale.
Ma un giorno, uno di questi personaggi normali viene assassinato. E brutalmente. Buttato giù dalla finestra del suo appartamente in strada. Il cranio nello stomaco, sangue dappertutto. Il che è strano, se si pensa che comunque quest'uomo era un armadio di muscoli, e nello specifico anche non tanto accondiscendente verso il prossimo.
Penso siamo tutti d'accordo che è motivo d'inquietudine.
Ovviamente non finisce qui. E' un'opera che fa del realismo uno dei suoi maggiori punti di forza, quindi non ci sono solo i supereroi. I supereroi vivono in America, e l'America è uno stato del mondo. E il mondo non è mai in equilibrio, figurarsi con la guerra fredda in corso.
La situazione è tenuta tranquilla grazie al Dr. Manhattan, l'unico supereroe nel vero senso della parola, anche se non ricevuti assolutamente grazie ad un ragno radiattivo, ma ad un semplice errore umano, portato alle estreme conseguenze. Quest'uomo è la chiave dell'equilibrio mondiale, capace di far fronte da solo ad un massivo attacco nucleare, e nelle pagine si capisce perchè. Uomo? Bè, no. Superuomo anche sembra azzardato. Hollis (leggete e saprete chi è) afferma in un'intervista "Dio esiste ed è americano". Ecco, questa definizione sembra abbastanza calzante, al contrario delle precedenti (leggete e capirete perchè).
E cosa succede se questo Dottore viene messo in crisi? E come mai ha lo stesso nome del progetto che fece scomparire due città asiatiche nell'aspè, quand'era? ah, si, 6 agosto 1945? Ecco, questa è la chiave dell'equilibrio planetario. Equilibrio che, per origine stessa della parola, è fragile.
Ed essendo i supereroi gente normale, sono anche influenzati dai loro simili, ovvero la gente normale, e dalle cose che influenzano i loro simili, la gente normale. Ovvero i media, i giornali, la televisione, gli sproloqui di un'edicolante.



L'incipit della storia, se mai dovesse esistere, è da interpretare come un'entrata cruda e diretta, quasi come un parto, nel mondo, quantomai realistico, della dimensione narrativa.
Che ovviamente, in quanto realistico, è molto, troppo più complesso di quanto ci si può immaginare guardando un telegiornale, ascoltando un edicolante (oddio, forse questo no) o leggendo una recensione.
Quindi, senza neanche avere tutti gli elementi per capire, siamo catapultati in un mare di incertezze, possibili teorie del complotto, possibili insensatezze, guadagni economici, testimonianze che possono dare indizi se si sa notarli, concerti, stralci di libri, di giornali, di lettere, di fumetti di pirati.
E a guidarci non è Virgilio, non Beatrice, non Caronte. Nella vita noi non ne abbiamo, di lussi di questo tipo. Ci accompagna nessuno, siamo affibiati a persone dalle dubbie qualità intellettive e morali, dalle dubbie compagnie, ubriacone, paranoiche, malate. Gente normale.



Ma il motivo che rende Watchmen uno dei classici della letteratura mondiale di ogni tempo non è solo la trama, che già da sola basterebbe a fargli una valenza di ineguagliabilità all'interno del panorama fumettistico. Quello che rende Watchmen paragonabili ai più grandi capolavori concepiti dalla mente umana è la struttura, le sottotrame, i particolari, i graffiti, i titoli di giornali. Lette così sembrano solo dei gustosi intermezzi, delle robe messe lì per spezzare la tensione della trama principale. Ma durante la lettura ci si accorge che non solo ci erano già state svelate da altri particolari precedenti, ma che nonostante questo, oltre a non perdere minimamente la capacità d'interessare, si incastrano alla perfezione con la trama che stiamo leggendo, sono tutt'uno con essa, non l'anticipano nè la riassumono, ne sono semplicemente parte. Per cui gli articoli di giornale alla fine di ogni "volume", i diari, gli orologi, le citazioni di canzoni o libri, Le Storie Del Vascello Nero e del suo autore Shea, sono solo pezzi di un puzzle che componiamo senza avere l'illustrazione della scatola, di cui sapremo il risultato solo una volta che saremo arrivati alla fine, mettendo l'ultimo tassello nello spazio incavo tra altri 4.
Un grande puzzle in movimento, che si compone solo dopo essere riusciti a collocare al loro posto, incastrandoli tra loro, riflessioni sulla vita e sull'universo, psicologie deviate o normalissime, intelligenze estreme con intelligenze ignorabili, deliri di potere, guerra e pace, nucleare ed elettrico, terrore di morire, perdita dell'umanità, pirati, infinitamente grande, infinitamente piccolo e infinitamente medio, tradimenti, sessualità, stupri, naufragi, media corrotti, estremismi, razzismo e auto-compiacimento.

In definitiva, non mi è mai capitato di leggere niente che arrivasse a questi livelli di profondità e complessità narrativa nello stesso momento.
E difficilmente una "cosa" di questo livello sarà mai superata. Sarei felicissimo di essere smentito, ma non penso sia possibile.
D'altro canto, per riuscire a cogliere tutti i particolari, tutte le citazioni, tutte le battute satiriche e vagamente naziste, c'è bisogno di molte più riletture sempre più approfondite, visto che qui si mette in discussione praticamente 100 anni di storia del mondo.
Il che non mi sembra affatto roba di tutti i giorni.

Consigli: leggere lontano da tutto e da tutti, immersi completamente.

So che dovrei darvi qualcosa da scaricare, ma il miglior consiglio che vi posso dare è questo. (cliccare)