È da qualche g̶i̶o̶r̶n̶o̶ settimana che penso a che grande anno sia stato per me, musicalmente, il 2015. Lascio ai posteri i confronti con i vari 1967, '71 o '94, ma di dischi da ricordare per me ce ne sono stati tantissimi, anche di generi non per forza vicini ai gusti di tutti.
Pensateci: i Tame Impala hanno giocato quello che potrebbe essere il loro miglior disco; il disco di Sufjan Stevens è da considerare nella categoria per diritto di nascita, e comunque è eccezionale; stesso discorso per i GY!BE e Joanna, e nonostante non mi abbia mai appassionato, il discorso è valido anche per quel malato di mente di Oneohtrix Point Never; Kendrick Lamar potrebbe anche lui aver fatto il disco della vita, ma non mi sorprenderei se riuscisse anche a fare meglio di così. E poi c'è stato Kamasi Washington, che ha fatto una cosa anche più aliena di Garden of Delete: dati i passati e la psiche disturbata, da Lopatin una cosa così te l'aspetti. Ma chi ti tira fuori (e date peso ad ognuno dei complementi seguenti) all'esordio un disco triplo di tre ore di durata nel 2015?
E da qui deriva il concetto di "concerto dell'anno". Chiaro che ognuno ha il suo e ognuno ha il criterio per scegliere il suo. Io stesso solo quest'estate ho visto GY!BE, James Blake e Sun Kil Moon, concerti che variano da "bellissimo" a "esperienza mistica", ma ce ne sono alcuni che si inseriscono esattamente nel flusso dello zeitgeist e dire "ah sì, io c'ero, a quel concerto lì" ha tutto un altro valore.
E questo era il caso.
Non sono un frequentatore abituale di concerti jazz (anzi. Se ne vedo uno all'anno è grasso che cola), ma in un certo senso so cosa aspettarmi. Non avevo però considerato il fattore "furia". Perché è questo che si è percepito durante Change of the Guard all'apertura, o durante GLI assoli di batteria prima di The Magnificent 7, o durante il penultimo pezzo di cui non ricordo il titolo. Oddio, ad essere onesti il delirio c'è stato praticamente in ogni canzone, ma in questi tre casi hanno veramente esagerato. Addirittura anche in Henrietta Our Hero, e ci stava benissimo.
Nonostante tutto il casino di gente che c'era - cosa che mi ha lasciato molto sorpreso, visto il tipo di musica di cui si sta parlando - il buon Kamasi ha cercato in ogni modo di rendere il live più intimo possibile. Parlando frequentemente col pubblico, parlando della Henrietta del titolo della canzone (la nonna, per chi se lo stesse chiedendo), addirittura facendo la carrambata e portando sul palco suo padre - rivelatosi, senza alcuna sorpresa, un musicista coi controcoglioni (per riferimenti, quello col flauto nella prima foto). Oppure facendo un pezzo del suo bassista, una ballata superlenta iniziata in solitaria e a cui si sono aggiunti dopo un bel po' Kamasi e gli altri. Ma niente da fare. Se penso ad una cosa intima, non è questa la musica che mi viene in mente. Quando cominciavano a fare sul serio la gente sorrideva di gusto e gioiva, quindi non era proprio una cosa intima, era più che altro una festa. Addirittura ti ha fatto apprezzare un assolo di keytar, roba da pazzi. Ci fosse stato solo un palco più grande la cosa sarebbe potuta essere eccezionale anche dal punto di vista visivo ma vabbé, già stavamo stipati come sardine, non mi sembra il caso di fare troppo gli schizzinosi, diciamo che va bene così.
L'unica nota di disappunto è data dalla gestione del locale, che mi ha dovuto far perdere verosimilmente l'ultima canzone per prendere la metro, visto che hanno voluto far cominciare alle 11 un concerto di mercoledì. Bravi.
Ma ciò nonostante, è stata una gran serata.
E io c'ero.
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domenica 13 dicembre 2015
mercoledì 5 novembre 2014
Sindrome di Stoccolma: Lucca Comics and Games 2014
Titolo molto azzeccato stavolta, mi faccio pat-pat sulla spalla da solo.
Dopo diversi anni d'assenza sono stato al #LuccaCG14, come lo chiamerò d'ora in poi per comodità. Non avevo in programma d'andarci principalmente perché sono povero in canna e per andarci bisogna muoversi con largo anticipo a meno che non si abiti al nord, e io modestamente al nord non ci abito. Polentoni bastardi privilegiati dalla geografia. Non avevo intenzione di andarci se non fosse che la mia consorte ha avuto l'inopinata idea di concertare sforzi organizzativi ed economici per mandarmici. Chiaramente, se non è il miglior regalo di sempre, rientra quantomeno nella top 3, ma proprio a mani basse. Fatto sta che a 'sto #LuccaCG14 ci sono andato l'1 e il 2 novembre, ovvero gli ultimi giorni.
Gli ultimi due giorni, che per Lucca notoriamente capitano di sabato e domenica, sono i giorni peggiori per esserci, quelli con più pubblico. E, considerati i numeri di quest'anno, non potete neanche immaginare cosa sia stato il sabato a mezzogiorno a piazza Napoleone. Anzi, eccovela. E gli ultimi due giorni sono quelli che rendono possibile l'andare al padiglione Panini (ho dovuto lavarmi la colpa di dosso dopo averlo fatto) e sentirti dire "abbiamo finito tutte le copie sia di Papernovela che di Original Sin".
Ad ogni modo, non è che posso fare lo schizzinoso, quindi la cosa è andata così:
Primo giorno: vengo accolto da questo tipo di folle, la sensazione è di per sé brutta ma persisto. Padiglione degli editori di piazza Napoleone, un salto velocissimo al padiglione dei games, un salto nei padiglioni delle fumetterie per vedere che ormai non si trovano più le occasioni di qualche anno fa e a quel punto è meglio sostenere le fumetterie locali che i soldi per andare a Lucca non li hanno, incontrare amiki di forum e amiki di università, sbavare per un paio di minuti dietro una cosplayer di Sakura e tornare all'attacco al padiglione degli editori, che lì gli sconti li facevano, di tanto in tanto. Nel frattempo, in mattinata ho fatto la fila per avere gli autografi di Brian K. Vaughan e Fiona Staples (in un contesto infernale: circa mezzogiorno, sotto il sole, in una strada completamente stracolma di gente che si sentiva male per il caldo e con le ambulanze che dovevano passare. Scene da degrado urbano se solo non ci fosse stata saltuariamente qualche parrucca di colore stranissimo sbucare dal nulla), di Immanuel Casto (ragazzi, di Squillo oltre al fumetto ha fatto anche il preservativo - comprati entrambi, chiaramente), Paco Roca, Nicolò Pellizzon, Gipi e un acquarello strepitoso di Chloé Cruchaudet. Il bello è che per tutti questi la fila è stata totalmente nulla rispetto a quella di Vaughan. Per Gipi ho aspettato dieci minuti scarsi mentre faceva un gran bel disegno sulla copia di qualche fortunato acquirente e sono pure riuscito a scambiarci due battute, la Cruchaudet me l'ha firmato appena sono arrivato, Pellizzon me l'ha praticamente consegnato già fatto e quello di Paco Roca manco lo volevo, ma quando ce l'hai davanti e ha appena finito un altro volume non puoi rifiutare.
Secondo giorno: dovendo effettuare solo acquisti su commissione per gli amici, mi sono fatto un bel giro nella zona games, ho sfanculato la Japan Town perché una fila di 200 metri non s'affronta, ho visto la zona a tema Assassin's Creed - eccezionale, una delle rare forme di promozione che avrebbe potuto influenzare direttamente l'acquisto del gioco se solo avessi avuto la ps4 -, sono andato a fare le compere per gli amici, sono stato 10 minuti buoni a sentire una band fare cover ska delle sigle dei cartoni e addirittura sono riuscito a vedere le mostre che c'erano al Palazzo Ducale - stupende quelle su Dell'Otto e Araki, molto bella quella su The Walking Dead - cosa che non avrei immaginato neanche nel sogno più roseo.
È una manifestazione bellissima: mentre la band ska suonava, mi sono guardato intorno e vedere quaranta-cinquantenni ignorare bellamente i figli per cantare la sigla di Uforobot è una cosa che non può fare che bene al cuore. Poi finalmente possiamo vantare un evento di notevole caratura di cultura pop in Italia, cosa che non ci è mai riuscita e questa è l'unica eccezione. E poi è ormai a tutti gli effetti un'istituzione, è l'equivalente per il mondo del fumetto di quello che il Primavera è per la musica indie, se ti piace ci vuoi andare.
Però davvero, ormai ci va troppa gente. E non è una lamentela tipo "ormai è mainstream", non mi permetterei mai di lamentarmi per una cosa del genere, ma il fatto è che folle di questo tipo per una situazione come quella del centro storico di Lucca sono assolutamente ingestibili e controproducenti. Il sabato pomeriggio sono stati costretti a limitare gli accessi al padiglione di piazza Napoleone e a quello dei games perché dentro c'era troppa gente. Non voglio suggerire come e se ripensare alla location perché non sono in grado di farlo e non voglio farlo, ma ci si potrebbe pensare. E non voglio neanche dare la colpa ai games per questo "degrado" (e parlare di degrado è molto coraggioso, considerando i 240.000 biglietti strappati), visto che cose come i games e i cosplay sono state parte integrante del successo di Lucca, tanto quanto la presenza di Hollywood ha reso il Comicon di San Diego quello che è, con la differenza che Lucca dà ancora importanza ai fumetti.
Due parole sull'audience, in particolare quello giovane. Non avevo mai realizzato la portata dei danni che i doppiaggi di Italia 1 avrebbero apportato sui giovani. Ho avuto diversi esempi di bimbi che parlavano come i cartoni animati e, quando ne sono stato testimone, ho pensato che in fin dei conti era una cosa che ci poteva stare, ma vedere 15-16enni che fanno lo stesso è abbastanza destabilizzante. Quand'è che si è passati ad avere un bisogno così preponderante di farsi notare da qualcuno? La scena più agghiacciante di tutte è stata una ragazza (che mi sembrava pure abbastanza cresciuta, ma spero di sbagliarmi) che ha detto a voce alta una cosa tipo "Oddio, sto intravedendo Zerocalcare, sono la persona più felice del mondo". Ora, non è per fare il radical chic di stocazzo o per sminuire il buon Zero, però a tipo 5 metri avevi Vaughan, a 20 c'era Igort e a 21 c'era Gipi. Altro che Calcare, a cui pure si vuole bene (e se la Bao si muovesse a farmi arrivare Dimentica il mio nome gliene si vorrebbe anche di più).
Avrei voluto scrivere un post più articolato ma, alla fine, chi è stato a Lucca sa già com'è e non c'è grande bisogno dell'ennesimo report.
Avevo pensato a fare pure delle premiazioni agli annunci (premiazioni parzialissime perché non sono stato capace di trovare gli annunci di tutte le case editrici che mi potevano interessare e perché di molte cose non me ne frega un cazzo), e quindi procediamo. Ah, aspettatevi una grande presenza della Panini nelle categorie meno onorevoli.
Truffa più grande di Lucca: la variant di PK Giant (in realtà tutte le variant sono delle truffe e delle cose da estirpare dal mercato, ma questa è veramente la più clamorosa che mi sia mai capitato di vedere. Uno scandalo vero e proprio).
Annuncio più inutile: le figurine Panini saranno disponibili anche in fumetteria. Questa è dura da battere.
Annuncio più LOL: un artbook di Death Note all'agile prezzo di 79€. Ve lo scrivo a lettere: SETTANTANOVE EURO. Alla Panini sanno come non farci annoiare.
Annuncio più KITEMMURT: Hip Hop Family Tree alla Panini. Anche questo è difficile da battere.
Annuncio più curioso: non sono certo della veridicità della cosa, ma diverse persone mi hanno riferito che avranno a che fare con Dylan Dog sia Ratigher che Nicolò Pellizzon.
Annuncio più :/ : Sex Criminals alla Bao. Niente da dire sulla Bao, ma questo significherà un'edizione simile a quella di Saga: bellissimo oggetto ma prezzo decisamente troppo alto. Continuerò a comprarlo in lingua, riservando l'acquisto del primo volume italiano in caso di eventuale presenza a qualche fiera di quella persona meravigliosa che è Matt Fraction.
Annuncio più prevedibile ma nonostante questo più fomentante: la Dynit distribuirà al cinema il nuovo film di Ghost in the Shell. Non Arise, dico proprio al nuovo film che stanno ancora sceneggiando. Erezioni.
E, attenzione, ecco il momento tanto atteso!
Annuncio migliore: Building Stories di Chris Ware alla Bao (c'è seriamente da far festa). Secondo classificato, la ristampa completa di Dr. Slump e Arale dalla Star Comics. Terzo classificato: Rocket Girl alla Bao. Gli altri in nomination: la Goen che pubblica la nuova serie sceneggiata da Masamune Shirow e disegnata da Koshi Rikudo (!), la nuova raccolta di storie brevi di Hirohiko Araki, sempre la Goen che si è presa la nuova serie di Shinichi Hiromoto, la ristampa formato Bonelli di Hellblazer, la ristampa di Maison Ikkoku, il volume speciale su Chopperman.
Infine, tutta una serie di tweet che ho scritto durante la manifestazione.
Lucca file, Comics & Games.
Lucca ambulanze, Comics & Games.
Doppietta di punti di vista: Lucca Comics & Comics & gente che parla dei Games (io)/Lucca Games & Games e un sacco di gente che va ai Comics chissà perché (molti altri).
Finalmente una cicciona che fa un cosplay adatto a lei scegliendo Ursula de La sirenetta. Brava, ce ne vorrebbero di più copme lei.
Proponiamo un ddl che proibisca i cosplay di fumetti sul basket che non abbiano scritto SHOHOKU sulla canotta. Seriamente.
Standing ovation (LOL) per il paraplegico che ha fatto il cosplay di Clara di Heidi.
Ma soprattutto, la frase più ricorrente per tutta la fiera:
Belle tettBEL COSTUME
Dopo diversi anni d'assenza sono stato al #LuccaCG14, come lo chiamerò d'ora in poi per comodità. Non avevo in programma d'andarci principalmente perché sono povero in canna e per andarci bisogna muoversi con largo anticipo a meno che non si abiti al nord, e io modestamente al nord non ci abito. Polentoni bastardi privilegiati dalla geografia. Non avevo intenzione di andarci se non fosse che la mia consorte ha avuto l'inopinata idea di concertare sforzi organizzativi ed economici per mandarmici. Chiaramente, se non è il miglior regalo di sempre, rientra quantomeno nella top 3, ma proprio a mani basse. Fatto sta che a 'sto #LuccaCG14 ci sono andato l'1 e il 2 novembre, ovvero gli ultimi giorni.
Gli ultimi due giorni, che per Lucca notoriamente capitano di sabato e domenica, sono i giorni peggiori per esserci, quelli con più pubblico. E, considerati i numeri di quest'anno, non potete neanche immaginare cosa sia stato il sabato a mezzogiorno a piazza Napoleone. Anzi, eccovela. E gli ultimi due giorni sono quelli che rendono possibile l'andare al padiglione Panini (ho dovuto lavarmi la colpa di dosso dopo averlo fatto) e sentirti dire "abbiamo finito tutte le copie sia di Papernovela che di Original Sin".
Ad ogni modo, non è che posso fare lo schizzinoso, quindi la cosa è andata così:
Primo giorno: vengo accolto da questo tipo di folle, la sensazione è di per sé brutta ma persisto. Padiglione degli editori di piazza Napoleone, un salto velocissimo al padiglione dei games, un salto nei padiglioni delle fumetterie per vedere che ormai non si trovano più le occasioni di qualche anno fa e a quel punto è meglio sostenere le fumetterie locali che i soldi per andare a Lucca non li hanno, incontrare amiki di forum e amiki di università, sbavare per un paio di minuti dietro una cosplayer di Sakura e tornare all'attacco al padiglione degli editori, che lì gli sconti li facevano, di tanto in tanto. Nel frattempo, in mattinata ho fatto la fila per avere gli autografi di Brian K. Vaughan e Fiona Staples (in un contesto infernale: circa mezzogiorno, sotto il sole, in una strada completamente stracolma di gente che si sentiva male per il caldo e con le ambulanze che dovevano passare. Scene da degrado urbano se solo non ci fosse stata saltuariamente qualche parrucca di colore stranissimo sbucare dal nulla), di Immanuel Casto (ragazzi, di Squillo oltre al fumetto ha fatto anche il preservativo - comprati entrambi, chiaramente), Paco Roca, Nicolò Pellizzon, Gipi e un acquarello strepitoso di Chloé Cruchaudet. Il bello è che per tutti questi la fila è stata totalmente nulla rispetto a quella di Vaughan. Per Gipi ho aspettato dieci minuti scarsi mentre faceva un gran bel disegno sulla copia di qualche fortunato acquirente e sono pure riuscito a scambiarci due battute, la Cruchaudet me l'ha firmato appena sono arrivato, Pellizzon me l'ha praticamente consegnato già fatto e quello di Paco Roca manco lo volevo, ma quando ce l'hai davanti e ha appena finito un altro volume non puoi rifiutare.
Secondo giorno: dovendo effettuare solo acquisti su commissione per gli amici, mi sono fatto un bel giro nella zona games, ho sfanculato la Japan Town perché una fila di 200 metri non s'affronta, ho visto la zona a tema Assassin's Creed - eccezionale, una delle rare forme di promozione che avrebbe potuto influenzare direttamente l'acquisto del gioco se solo avessi avuto la ps4 -, sono andato a fare le compere per gli amici, sono stato 10 minuti buoni a sentire una band fare cover ska delle sigle dei cartoni e addirittura sono riuscito a vedere le mostre che c'erano al Palazzo Ducale - stupende quelle su Dell'Otto e Araki, molto bella quella su The Walking Dead - cosa che non avrei immaginato neanche nel sogno più roseo.
È una manifestazione bellissima: mentre la band ska suonava, mi sono guardato intorno e vedere quaranta-cinquantenni ignorare bellamente i figli per cantare la sigla di Uforobot è una cosa che non può fare che bene al cuore. Poi finalmente possiamo vantare un evento di notevole caratura di cultura pop in Italia, cosa che non ci è mai riuscita e questa è l'unica eccezione. E poi è ormai a tutti gli effetti un'istituzione, è l'equivalente per il mondo del fumetto di quello che il Primavera è per la musica indie, se ti piace ci vuoi andare.
Però davvero, ormai ci va troppa gente. E non è una lamentela tipo "ormai è mainstream", non mi permetterei mai di lamentarmi per una cosa del genere, ma il fatto è che folle di questo tipo per una situazione come quella del centro storico di Lucca sono assolutamente ingestibili e controproducenti. Il sabato pomeriggio sono stati costretti a limitare gli accessi al padiglione di piazza Napoleone e a quello dei games perché dentro c'era troppa gente. Non voglio suggerire come e se ripensare alla location perché non sono in grado di farlo e non voglio farlo, ma ci si potrebbe pensare. E non voglio neanche dare la colpa ai games per questo "degrado" (e parlare di degrado è molto coraggioso, considerando i 240.000 biglietti strappati), visto che cose come i games e i cosplay sono state parte integrante del successo di Lucca, tanto quanto la presenza di Hollywood ha reso il Comicon di San Diego quello che è, con la differenza che Lucca dà ancora importanza ai fumetti.
Due parole sull'audience, in particolare quello giovane. Non avevo mai realizzato la portata dei danni che i doppiaggi di Italia 1 avrebbero apportato sui giovani. Ho avuto diversi esempi di bimbi che parlavano come i cartoni animati e, quando ne sono stato testimone, ho pensato che in fin dei conti era una cosa che ci poteva stare, ma vedere 15-16enni che fanno lo stesso è abbastanza destabilizzante. Quand'è che si è passati ad avere un bisogno così preponderante di farsi notare da qualcuno? La scena più agghiacciante di tutte è stata una ragazza (che mi sembrava pure abbastanza cresciuta, ma spero di sbagliarmi) che ha detto a voce alta una cosa tipo "Oddio, sto intravedendo Zerocalcare, sono la persona più felice del mondo". Ora, non è per fare il radical chic di stocazzo o per sminuire il buon Zero, però a tipo 5 metri avevi Vaughan, a 20 c'era Igort e a 21 c'era Gipi. Altro che Calcare, a cui pure si vuole bene (e se la Bao si muovesse a farmi arrivare Dimentica il mio nome gliene si vorrebbe anche di più).
Avrei voluto scrivere un post più articolato ma, alla fine, chi è stato a Lucca sa già com'è e non c'è grande bisogno dell'ennesimo report.
Avevo pensato a fare pure delle premiazioni agli annunci (premiazioni parzialissime perché non sono stato capace di trovare gli annunci di tutte le case editrici che mi potevano interessare e perché di molte cose non me ne frega un cazzo), e quindi procediamo. Ah, aspettatevi una grande presenza della Panini nelle categorie meno onorevoli.
Truffa più grande di Lucca: la variant di PK Giant (in realtà tutte le variant sono delle truffe e delle cose da estirpare dal mercato, ma questa è veramente la più clamorosa che mi sia mai capitato di vedere. Uno scandalo vero e proprio).
Annuncio più inutile: le figurine Panini saranno disponibili anche in fumetteria. Questa è dura da battere.
Annuncio più LOL: un artbook di Death Note all'agile prezzo di 79€. Ve lo scrivo a lettere: SETTANTANOVE EURO. Alla Panini sanno come non farci annoiare.
Annuncio più KITEMMURT: Hip Hop Family Tree alla Panini. Anche questo è difficile da battere.
Annuncio più curioso: non sono certo della veridicità della cosa, ma diverse persone mi hanno riferito che avranno a che fare con Dylan Dog sia Ratigher che Nicolò Pellizzon.
Annuncio più :/ : Sex Criminals alla Bao. Niente da dire sulla Bao, ma questo significherà un'edizione simile a quella di Saga: bellissimo oggetto ma prezzo decisamente troppo alto. Continuerò a comprarlo in lingua, riservando l'acquisto del primo volume italiano in caso di eventuale presenza a qualche fiera di quella persona meravigliosa che è Matt Fraction.
Annuncio più prevedibile ma nonostante questo più fomentante: la Dynit distribuirà al cinema il nuovo film di Ghost in the Shell. Non Arise, dico proprio al nuovo film che stanno ancora sceneggiando. Erezioni.
E, attenzione, ecco il momento tanto atteso!
Annuncio migliore: Building Stories di Chris Ware alla Bao (c'è seriamente da far festa). Secondo classificato, la ristampa completa di Dr. Slump e Arale dalla Star Comics. Terzo classificato: Rocket Girl alla Bao. Gli altri in nomination: la Goen che pubblica la nuova serie sceneggiata da Masamune Shirow e disegnata da Koshi Rikudo (!), la nuova raccolta di storie brevi di Hirohiko Araki, sempre la Goen che si è presa la nuova serie di Shinichi Hiromoto, la ristampa formato Bonelli di Hellblazer, la ristampa di Maison Ikkoku, il volume speciale su Chopperman.
Infine, tutta una serie di tweet che ho scritto durante la manifestazione.
Lucca file, Comics & Games.
Lucca ambulanze, Comics & Games.
Doppietta di punti di vista: Lucca Comics & Comics & gente che parla dei Games (io)/Lucca Games & Games e un sacco di gente che va ai Comics chissà perché (molti altri).
Finalmente una cicciona che fa un cosplay adatto a lei scegliendo Ursula de La sirenetta. Brava, ce ne vorrebbero di più copme lei.
Proponiamo un ddl che proibisca i cosplay di fumetti sul basket che non abbiano scritto SHOHOKU sulla canotta. Seriamente.
Standing ovation (LOL) per il paraplegico che ha fatto il cosplay di Clara di Heidi.
Ma soprattutto, la frase più ricorrente per tutta la fiera:
Belle tettBEL COSTUME
venerdì 23 maggio 2014
Comunque, un luglio così non so se vorrei passarlo
È successo anche quest'anno. Già l'anno scorso non c'è stato nessun cazzo di concerto tutto l'anno e poi arriva luglio e c'è IL MONDO. Quindi, siccome dovrei studiare ma il cervello non mi connette più, ho deciso di condividere questa non-connessione con tutti voi. Vi voglio male.
Comunque, se avessi soldi, il mio mese di luglio-e-simili sarebbe il seguente. Guida al luglio ideale di Edo (notate che all'inizio parto tutto precisino coi trasporti, per poi rendermi conto che tanto non sarei mai stato in grado e non cercare neanche di correggere il tiro, proprio "fuck it").

Partenza da Monopoli in treno alle 23.27 del 04/07 e arrivo a Sestri Levante alle 13.37 (viaggio di una lunghezza spropositata, sono matto. Ma tanto non succede, quindi continuiamo a fare progetti, è bello). 05/07, eccomi a Sestri Levante per il concerto dei Girls in Hawaii, in rassegna al Mojotic. In teoria, l'8 luglio a Roma ci sarebbe una bella scelta tra i Black Keys e i Massive Attack, ma piscio entrambi perché i concerti a Roma mi stanno sui coglioni e perché seriamente, 40€ per i Black Keys non li spenderei manco se fossi Bill Gates. Oltre al fatto che mettere due concerti di questo calibro lo stesso giorno è una cosa illegale che ti meriti veramente il 41bis. A quel punto, quindi, si rimane senza tergiversare in zona, perché la Liguria, e nello specifico le cinque terre le voglio vedere da una vita.
Il 10 mattina si parte per Pistoia prendendo un treno che fa diecimila cambi (ma tanto, se sei terrone, sei abituato al sacrificio per i mezzi di trasporto come Cicciolina era abituata... ok, la pianto qui, tanto sappiamo tutti come va a finire). Dicevo, parto il 10 luglio perché in tale data al Pistoia Blues suona Mark Lanegan, nientepopodimenoché. Curiosità: lo stesso giorno, più o meno nei paraggi, suonano anche i Prodigy e i Negramaro; insomma, non si vuole scontentare nessuno, ma è evidente che i fighi sceglieranno Lanegan for good. Successivamente, si rimane qualche giorno in quelle zone girando per cantine e mangiando cose buone, perché essere in forma per l'estate è solo per i crossfitters. E noi non siamo crossfitters. Voglio dire, considerate che tale categoria di persone si definisce crossfitters e, quando parli italiano, non si mette la s plurale dopo le parole straniere: questo è il livello medio dei crossfitters. Noi non siamo crossfitters.
Comunque, dicevo, la tappa successiva è Bologna. Quindi, se si vuole rimanere a Pistoia per il tour gastronomico (HIGHLY RECOMMENDED) ok, altrimenti un paio di giorni lì e si riparte per Bologna, in genere qualcosa da fare e da vedere la si trova sempre. Ma, siccome questo è un tour mensile di concerti, la nostra meta è Bologna perché Unaltrofestival ci porta il 14 gli MGMT, Panda Bear, gli His Clancyness e gli M+A (che non saprei pronunciare a voce), ed il 15 gli Horrors. O viceversa, non lo so. Ovviamente ho scelto Bologna per la mia scarsa (eufemismo) simpatia verso l'altra sede del festival, Milano. C'è da dire che forse gli Horrors non sono headliner della loro giornata, ma poco male.
Il giorno dopo ci sarebbe da fare una scelta preliminare. Sempre a Sestri Levante suonano i War on Drugs, tanta roba. Però siccome noi siamo romantici e un po' fuori tempo (o giovani, che dir si voglia), si sceglie il Radar Festival di Padova, perché, cazzo, ci suonano gli Slowdive. Ripeto: GLI SLOWDIVE. G L I. S L O W D I V E. Tra l'altro agli Slowdive apre Pesaro, cosa che non stona comunque mai. Anche considerato che, per il momento, i Be Forest hanno fatto il mio disco dell'anno. Comunque data imperdibile, assolutamente imperdibile. Uscendo per un breve momento dalla finzione del viaggio ideale, io non ci posso andare: pausa scenica.
A quel punto, si entra nel vivo del mese. Nel vivissimo, nell'iperattivo del mese. Gli spostamenti diventano assolutamente frenetici ed irreali. Questa è la parte esagerata del post, fate conto che siamo nel finale di Tengen Toppa Gurren Lagann (o in un punto qualsiasi di Kill la Kill o di Fortified School - che poi se non sono la stessa cosa, poco ci manca).
Da Padova si torna a Pistoia perché ci suonano gli Arctic Monkeys e aprono i Kills. Che, se non si fosse capito, è un concerto di quelli in cui non devi assumere nessuna sostanza whatsoever, perché il divertimento c'è a pacchi anche da sobrio (e se così non fosse, poniti delle domande), e si fa festa come poche volte nella vita, ed evviva gli Arctic Monkeys sempre e comunque. Che sono fanboy lo si sa.
La data successiva in calendario, in teoria, sarebbe Catania, dove il 19/07 per il Zanne festival suonano i Blonde Redhead e i TOY. Però, cacchio, vediamo di mantenere un minimo di verosimiglianza, da Pistoia a Catania in un giorno si potrebbe anche fare, ma visto che tipo il giorno dopo dovremmo essere da qualche altra parte, Catania viene accattonata (comunque lo Zanne Festival è un gran festival, il giorno dopo i Blonde Redhead ci suonano addirittura i Black Rebel Motorcycle Club). Il 19/07, però, a Perugia, per l'Umbria Jazz ci suonano i Roots, e i Roots catalizzano la mia attenzione in maniera molto efficace, quindi da Pistoia si va a Perugia a provare ad abbracciare Questlove e fargli mettere su Instagram una foto con te. Una foto con Questlove si può mettere a curriculum?
Dopo, si torna a Padova, potendo passare un po' di giorni tra l'alto Veneto e Venezia, che mi attrae come il polo negativo attrae quello positivo, perché il 23 ci suonano Mount Kimbie, Calibro 35, The Oscillation e Julie's Haircut. Una line-up così assurda che vira dall'openminded allo spastico. Il giorno dopo ci sarebbero anche i Calexico, però si è costretti a pisciare perché aprono I cani, e ci sono cose che non si possono perdonare. E poi i Calexico ormai sono bolliti, come direbbe qualcuno.
A quel punto, con un bel viaggio in treno sulla costa adriatica (che, vi assicuro, per lungo che possa essere, vale decisamente la pena, se siete seduti al finestrino giusto) si arriva a Vasto, dove questo Vasto Siren Festival ha una line-up che fa scintille: il 25 ci sono i National e il 26 Mogwai e Fuck Buttons. Considerando anche che Vasto è sul mare, che cosa stiamo aspettando? Una settimana di mare, splendida musica e arrosticini, se c'è qualcosa di meglio fatemelo sapere che lo voglio provare.
Si giunge, più o meno alle fasi finali del nostro viaggio che, se consideriamo tutti i concerti come buoni/ottimi come si prospettano, o si ricorda per la vita o ti manda in analisi.
Il 1 agosto saremo già a Ferrara (o circondario) per il concerto dei Franz Ferdinand, perché se si dovessero sciogliere come tutto lascia supporre senza averli visti live nemmeno una volta, beh, quello sarebbe un bel rimpianto. E l'ultimo disco non è neanche così brutto come dicono.
C'è una pausa di esattamente una settimana, che a questo punto penserei di passare dalle parti di casa, che tutto sommato posso dire di aver visto di peggio.
A questo punto, belli e riposati, via allo Ypsigrock, assoluto evento dell'estate. Tenete presente che anche lì avete il mare a pochi chilometri, ed il mare della Sicilia non è che ve lo devo dire io com'è, tenete presente che di location per un festival se ne sono viste di molto peggiori, e tenete presente che il primo giorno ci suona Anna Calvi, mio disperato amore, preceduta dai Fanfarlo, i quali però live non mi hanno entusiasmato, per dirla così; il secondo giorno ci suonano i Moderat preceduti dai Forest Swords, che è una data mica male; ed il terzo giorno c'è il delirio più totale perché, in ordine d'apparizione ci sono: Sun Kil Moon (!), Kurt Vile (!!!), i Wild Beasts, miei assoluti innamorati per i quali ogni obiettività e lasciata in cantina, e come headliner i Belle and Sebastian (!!!!!!). Bastano, i punti esclamativi? Per un festival in Sicilia no, probabilmente ce ne vorrebbero molti di più, e considerate che non costa neanche un cazzo. Davvero, se potessi ci andrei ogni cazzo di anno.
Per concludere questa gitarella fuori porta di un mese e mezzo, siccome alla fine di tornare a casa sarebbe anche ora, il 12 agosto in provincia di Lecce c'è l'unica data italiana dei Real Estate (!, e torna a farci compagnia il nostro punto esclamativo) per il Contronatura Festival. Ora, il prezzo ancora non è stato comunicato, ma l'anno scorso ci suonò un altro gruppo Domino e il biglietto costava tipo 5€, quindi sticazzi, ci si va per forza - non considerando il fatto che i Real Estate sono bravi ma bravi per davvero.
Comunque, se avessi soldi, il mio mese di luglio-e-simili sarebbe il seguente. Guida al luglio ideale di Edo (notate che all'inizio parto tutto precisino coi trasporti, per poi rendermi conto che tanto non sarei mai stato in grado e non cercare neanche di correggere il tiro, proprio "fuck it").
Partenza da Monopoli in treno alle 23.27 del 04/07 e arrivo a Sestri Levante alle 13.37 (viaggio di una lunghezza spropositata, sono matto. Ma tanto non succede, quindi continuiamo a fare progetti, è bello). 05/07, eccomi a Sestri Levante per il concerto dei Girls in Hawaii, in rassegna al Mojotic. In teoria, l'8 luglio a Roma ci sarebbe una bella scelta tra i Black Keys e i Massive Attack, ma piscio entrambi perché i concerti a Roma mi stanno sui coglioni e perché seriamente, 40€ per i Black Keys non li spenderei manco se fossi Bill Gates. Oltre al fatto che mettere due concerti di questo calibro lo stesso giorno è una cosa illegale che ti meriti veramente il 41bis. A quel punto, quindi, si rimane senza tergiversare in zona, perché la Liguria, e nello specifico le cinque terre le voglio vedere da una vita.
Il 10 mattina si parte per Pistoia prendendo un treno che fa diecimila cambi (ma tanto, se sei terrone, sei abituato al sacrificio per i mezzi di trasporto come Cicciolina era abituata... ok, la pianto qui, tanto sappiamo tutti come va a finire). Dicevo, parto il 10 luglio perché in tale data al Pistoia Blues suona Mark Lanegan, nientepopodimenoché. Curiosità: lo stesso giorno, più o meno nei paraggi, suonano anche i Prodigy e i Negramaro; insomma, non si vuole scontentare nessuno, ma è evidente che i fighi sceglieranno Lanegan for good. Successivamente, si rimane qualche giorno in quelle zone girando per cantine e mangiando cose buone, perché essere in forma per l'estate è solo per i crossfitters. E noi non siamo crossfitters. Voglio dire, considerate che tale categoria di persone si definisce crossfitters e, quando parli italiano, non si mette la s plurale dopo le parole straniere: questo è il livello medio dei crossfitters. Noi non siamo crossfitters.
Comunque, dicevo, la tappa successiva è Bologna. Quindi, se si vuole rimanere a Pistoia per il tour gastronomico (HIGHLY RECOMMENDED) ok, altrimenti un paio di giorni lì e si riparte per Bologna, in genere qualcosa da fare e da vedere la si trova sempre. Ma, siccome questo è un tour mensile di concerti, la nostra meta è Bologna perché Unaltrofestival ci porta il 14 gli MGMT, Panda Bear, gli His Clancyness e gli M+A (che non saprei pronunciare a voce), ed il 15 gli Horrors. O viceversa, non lo so. Ovviamente ho scelto Bologna per la mia scarsa (eufemismo) simpatia verso l'altra sede del festival, Milano. C'è da dire che forse gli Horrors non sono headliner della loro giornata, ma poco male.
Il giorno dopo ci sarebbe da fare una scelta preliminare. Sempre a Sestri Levante suonano i War on Drugs, tanta roba. Però siccome noi siamo romantici e un po' fuori tempo (o giovani, che dir si voglia), si sceglie il Radar Festival di Padova, perché, cazzo, ci suonano gli Slowdive. Ripeto: GLI SLOWDIVE. G L I. S L O W D I V E. Tra l'altro agli Slowdive apre Pesaro, cosa che non stona comunque mai. Anche considerato che, per il momento, i Be Forest hanno fatto il mio disco dell'anno. Comunque data imperdibile, assolutamente imperdibile. Uscendo per un breve momento dalla finzione del viaggio ideale, io non ci posso andare: pausa scenica.
A quel punto, si entra nel vivo del mese. Nel vivissimo, nell'iperattivo del mese. Gli spostamenti diventano assolutamente frenetici ed irreali. Questa è la parte esagerata del post, fate conto che siamo nel finale di Tengen Toppa Gurren Lagann (o in un punto qualsiasi di Kill la Kill o di Fortified School - che poi se non sono la stessa cosa, poco ci manca).
Da Padova si torna a Pistoia perché ci suonano gli Arctic Monkeys e aprono i Kills. Che, se non si fosse capito, è un concerto di quelli in cui non devi assumere nessuna sostanza whatsoever, perché il divertimento c'è a pacchi anche da sobrio (e se così non fosse, poniti delle domande), e si fa festa come poche volte nella vita, ed evviva gli Arctic Monkeys sempre e comunque. Che sono fanboy lo si sa.
La data successiva in calendario, in teoria, sarebbe Catania, dove il 19/07 per il Zanne festival suonano i Blonde Redhead e i TOY. Però, cacchio, vediamo di mantenere un minimo di verosimiglianza, da Pistoia a Catania in un giorno si potrebbe anche fare, ma visto che tipo il giorno dopo dovremmo essere da qualche altra parte, Catania viene accattonata (comunque lo Zanne Festival è un gran festival, il giorno dopo i Blonde Redhead ci suonano addirittura i Black Rebel Motorcycle Club). Il 19/07, però, a Perugia, per l'Umbria Jazz ci suonano i Roots, e i Roots catalizzano la mia attenzione in maniera molto efficace, quindi da Pistoia si va a Perugia a provare ad abbracciare Questlove e fargli mettere su Instagram una foto con te. Una foto con Questlove si può mettere a curriculum?
Dopo, si torna a Padova, potendo passare un po' di giorni tra l'alto Veneto e Venezia, che mi attrae come il polo negativo attrae quello positivo, perché il 23 ci suonano Mount Kimbie, Calibro 35, The Oscillation e Julie's Haircut. Una line-up così assurda che vira dall'openminded allo spastico. Il giorno dopo ci sarebbero anche i Calexico, però si è costretti a pisciare perché aprono I cani, e ci sono cose che non si possono perdonare. E poi i Calexico ormai sono bolliti, come direbbe qualcuno.
A quel punto, con un bel viaggio in treno sulla costa adriatica (che, vi assicuro, per lungo che possa essere, vale decisamente la pena, se siete seduti al finestrino giusto) si arriva a Vasto, dove questo Vasto Siren Festival ha una line-up che fa scintille: il 25 ci sono i National e il 26 Mogwai e Fuck Buttons. Considerando anche che Vasto è sul mare, che cosa stiamo aspettando? Una settimana di mare, splendida musica e arrosticini, se c'è qualcosa di meglio fatemelo sapere che lo voglio provare.
Si giunge, più o meno alle fasi finali del nostro viaggio che, se consideriamo tutti i concerti come buoni/ottimi come si prospettano, o si ricorda per la vita o ti manda in analisi.
Il 1 agosto saremo già a Ferrara (o circondario) per il concerto dei Franz Ferdinand, perché se si dovessero sciogliere come tutto lascia supporre senza averli visti live nemmeno una volta, beh, quello sarebbe un bel rimpianto. E l'ultimo disco non è neanche così brutto come dicono.
C'è una pausa di esattamente una settimana, che a questo punto penserei di passare dalle parti di casa, che tutto sommato posso dire di aver visto di peggio.
A questo punto, belli e riposati, via allo Ypsigrock, assoluto evento dell'estate. Tenete presente che anche lì avete il mare a pochi chilometri, ed il mare della Sicilia non è che ve lo devo dire io com'è, tenete presente che di location per un festival se ne sono viste di molto peggiori, e tenete presente che il primo giorno ci suona Anna Calvi, mio disperato amore, preceduta dai Fanfarlo, i quali però live non mi hanno entusiasmato, per dirla così; il secondo giorno ci suonano i Moderat preceduti dai Forest Swords, che è una data mica male; ed il terzo giorno c'è il delirio più totale perché, in ordine d'apparizione ci sono: Sun Kil Moon (!), Kurt Vile (!!!), i Wild Beasts, miei assoluti innamorati per i quali ogni obiettività e lasciata in cantina, e come headliner i Belle and Sebastian (!!!!!!). Bastano, i punti esclamativi? Per un festival in Sicilia no, probabilmente ce ne vorrebbero molti di più, e considerate che non costa neanche un cazzo. Davvero, se potessi ci andrei ogni cazzo di anno.
Per concludere questa gitarella fuori porta di un mese e mezzo, siccome alla fine di tornare a casa sarebbe anche ora, il 12 agosto in provincia di Lecce c'è l'unica data italiana dei Real Estate (!, e torna a farci compagnia il nostro punto esclamativo) per il Contronatura Festival. Ora, il prezzo ancora non è stato comunicato, ma l'anno scorso ci suonò un altro gruppo Domino e il biglietto costava tipo 5€, quindi sticazzi, ci si va per forza - non considerando il fatto che i Real Estate sono bravi ma bravi per davvero.
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